Mia moglie è una persona meravigliosa con una compagna un po’ scomoda

assicurazione-viaggio3Mia moglie ha un’amica un po’ antipatica, che probabilmente pensa di incrinare il nostro rapporto con il suo modo di fare.

Leggo spesso questo blog, anche mia moglie lo fa, e mi sono accorto che raramente i familiari fanno sentire la loro voce, restano “nell’ombra”, forse per paura, quella paura che blocca, che suona come “resto nel mio, tengo un profilo trasparente”, forse per nascondere le emozioni. Emozioni che fanno paura, appunto.

Così ho deciso di scrivere anche la mia storia, di chi ha deciso di trascorrere il resto della sua vita con una persona meravigliosa e un’amica un po’ “rompiballe”. La nostra “storia a tre” è cominciata circa due anni fa, quando mia moglie sente un formicolio al braccio, pensa di averci dormito sopra ma i giorni passano e il formicolio continua. Dopo un po’ la convinciamo a fare una visita.

Tralasciando dettagli che sicuramente tutti conoscete, così cominciò la nostra avventura. Visite, risonanze, altre visite, altre risonanze, pareri di neurologi, crisi di pianto, la paura, lo stress, il nervoso. Stress e nervoso, i nemici più grandi, stavano incrinando il nostro rapporto.

Decidiamo che dobbiamo fare qualcosa per noi due. A questo punto mi permetto di aprire una parentesi: ringrazio pubblicamente l’AISM per aver istituito gli incontri di coppia, un bellissimo weekend in cui abbiamo potuto fare conoscenza di altre coppie, supportati da due fantastiche psicologhe. E questo ha permesso anche a me, soprattutto a me, di capire che la vita “a tre” è possibile, e felice.

Perché a essere sincero, ero io quello che proprio non digeriva la cosa. E penso sia così per tutti i mariti, fidanzanti, compagni, genitori, fratelli. Siamo noi quelli che “dobbiamo dimostrarci forti”, ma in realtà siamo disperati. Disperati perché vediamo i nostri compagni stare male, disperati perché non sappiamo cosa ci riserva il futuro, disperati perché non sappiamo se i nostri sogni saranno realizzati o meno. Spesso ci chiudiamo nel silenzio, stiamo in disparte, non parliamo: l’errore più grande del mondo, non parlare con il nostro compagno di vita. E spesso non siamo davvero noi i più forti, anzi.

Quell’incontro mi ha finalmente fatto capire che la vita va avanti, e può essere meravigliosa. Eugenio Montale scrisse: “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale…” pensiero più che adatto a noi. Noi compagni di vita, fidanzati, mariti. Io amo mia moglie, la malattia si è presentata da fidanzati, ma non mi ha fatto cambiare idea sul nostro futuro, e siamo arrivati al giorno più bello, il nostro matrimonio. Per nostra fortuna, attualmente la situazione è rosea. Lei sta abbastanza bene, ha alti e bassi dovuti alla nostra amica comune, il farmaco la butta un po’ giù, causa di raffreddori perenni (ma le risonanze sono buone), diciamo che viviamo sempre sulle montagne russe, si sale e si scende. Ma insieme ce la faremo, e faremo tutti quegli scalini insieme, a volte inciampando, ma sempre col sorriso e in serenità, con ottimismo e soprattutto felici.

G.

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12 commenti

  1. Grazie per questa testimonianza salva-fiducia! Che, appunto, salva quella fiducia nelle persone che spesso molti di noi perdono, a causa di reazioni deludenti dei nostri cari di fronte alla malattia.
    Sei la prova del fatto che uomini coraggiosi esistono, che chi vuole riesce a trovare il modo per restare, che chi non lo trova si è semplicemente arreso senza tentare, e che non é vero che “non ci si può far niente”, perché la paura che assale chi ci sta accanto può essere superata, insieme, basta rimboccarsi le maniche.
    C’é chi ha voglia di rimboccarsele e chi no. Te sei tra i primi, rari.

  2. Proprio vero!!!! 🙂
    Hai ragione in tutto!! 🙂
    Mai avrei pensato di leggere le tue parole… mi hai fatto un regalo bellissimo!!!

    Elisa

  3. Si è così!!! Anch’io ho mia moglie da cinque anni e ti comprendo benissimo. Giusto non è facile digerire questa… poi quando sento dire che i mariti o le mogli lasciano il loro coniuge; queste persone si rivelano di non essere degni di stare accanto a persone provate che hanno bisogno di affetto comprensione e tanto “amore sincero”. Mi è piaciuto leggere la tua esperienza, ma soprattutto la sincera schiettezza di cui tanti e tanti ci riconosciamo.
    E vero siamo noi che dobbiamo mostrarci forti; se no il nostro coniuge si scoraggerà di più!
    Qui non basta la nostra forza d’animo o la nostra buona volontà, ci vuole la fede oltre all’amore.
    Se no effettivamente ci si sente solo dei disperati, ( come dici bene tu G.) perché pensiamo per il futuro…
    Dici bene, abbiamo bisogno di parlare con il nostro coniuge; aggiungo e non solo con il nostro coniuge… in questi casi ci sta il detto: l’unione fa la forza!
    E chi può comprendere se non chi ci è già passato, può capire può parlare quindi questo dialogo è incoraggiante tra persone che c’è empatia; tutto questo è positivo ed aiuta ad andare avanti.
    Io sostengo ( per chi è credente in Dio) che è indispensabile la pace di Dio; perché salvaguarda il cuore e le facoltà mentali ( Filippini 4: 6, 7 ) Affetto, amore e pace sono gli antidoti più efficaci!!

    Forza e coraggio perché la vera vita non è questa piena di dolori e sofferenze!
    G. ricevi il mio augurio di poter perseverare senza mai mollare!

  4. ti faccio i complimenti…bello leggere ciò che hai scritto

  5. Grazie mille…sono le testimonianze come la tua che aiutano chi ancora non ha digerito la diagnosi del proprio compagno a sentirsi, all’improvviso, meno soli…o almeno è stato così per mio marito….quindi GRAZIE ;-)!!!!!

  6. Si, certo, grazie per averlo espresso chiaramente, senza se e senza ma. Il vero amore è proprio questo: amarsi nel bene e nel male, senza se e senza ma. Anch’io trovo la forza ogni giorno, semplicemente guardando la mia donna al mattino, prima del suo risveglio. Guardo i suoi occhi chiusi ed immagino la sua sofferenza di ogni giorno nel vedermi dolorante ma determinato; impedito ma armato di una volontà quasi sovrumana nell’affrontare la routine giornaliera di terapia farmacologica, fisioterapia ed altro. Una donna al tuo fianco che ti comprenda, ti capisce, ti segue e ti sorride anche quando lo fa per nascondere il suo stato di preoccupazione o capisce che tu sei un po sconfortato! è qualcosa di infinitamente bello e ti da la carica per essere forte e combattere questo mostro dai mille tentacoli. Si, grazie, infinitamente grazie!

  7. Bravo, sei il classico uomo con gli attributi…. non lasciare mai da sola tua moglie, abbracciala sempre più forte…. e falle sentire che tu ci sarai sempre. Un abbraccio.

  8. Io quando pensavo alla parola “uomo”, credevo si potesse associare alla parola coraggio….ora associo le parole “mio marito ” ah un ipocrita ad un uomo che non sa cosa vuol dire famiglia e sostegno,un uomo che ti sta accanto solo il giorno dopo che esci dall ospedale,nei giorni seguenti sono solo un peso! E questo solo xche ho appena subito un intervento al menisco che mi ha lasciata in stampelle temporaneamente! E quindi mi chiedo è se mi dovesse lasciare in stampelle la SM?No comment …. Xche piangere fa male,rimurginare anche,non dormire la notte pure,e la non curanza e la cattiveria di chi ti sta accanto…pure!

  9. Che consolazione G leggere quello che hai scritto. Sei stato bravissimo a esternare quelle che credo siano i sentimenti delle persone che condividono la vita con un’altra che amano e si ritrovano, come tu dici con un’amica rompiballe sempre tra i piedi.
    Anch’io sono stata molto fortunata, nonostante un’amica rompiballe da 20 anni, ho un marito meraviglioso!!! Bravissimi e grazie da tutti noi per la tua testimoninza.

  10. Grazie per la tua bellissima testimonianza! Le tue parole mi danno forza e speranza! La mia relazione è terminata con la diagnosi…non riusciva a starmi vicino ed io ho sofferto tantissimo…la tua storia mi aiuta ad avere più coraggio e fiducia negli altri.
    Claudia

  11. Bellissima testimonianza… leggendo quello che hai scritto mi sembrava di leggere i miei stessi pensieri.
    Hanno diagnosticato la SM a mio marito da pochi mesi ed io sono nel pieno dell’angoscia ma soprattutto della paura ed allo stesso tempo rabbia! Che fine faranno i nostri progetti, i nostri sogni, il nostro futuro?
    Per fortuna, come un faro nella notte, c’è la nostra piccola bimba di 2 anni che dà un senso alle nostre vite e ci apre, anzi spalanca le porte sul futuro!
    Andremo avanti col sorriso per lei, per NOI.
    Vi abbraccio tutti

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