GIOVANI OLTRE LA SM


Dimensione testo:   A   A   A   A



Ti trovi in:

> praticABILE > Muoversi > Trasporti. Accessibilità e servizi

Trasporti. Accessibilità e servizi


Accessibilità dei servizi e trasporto pubblico

Le leggi non mancano. Ci sono riferimenti normativi circa l'accessibilità dei servizi di trasporto pubblico (Legge 118/71 e Legge 104/92 sul riconoscimento dell'invalidità civile e accertamento dell'handicap), i posti riservati su tram, bus, treni e traghetti (Dpr 503/96), gli adeguamenti e le modifiche dei mezzi adibiti al trasporto di persone con disabilità (Legge 151/81 e Legge Quadro n. 21/92 sugli autoservizi pubblici non di linea), il Decreto ministeriale 2 ottobre 1987 circa le caratteristiche di bus e minibus per il trasporto di persone a ridotta capacità motoria. E infine, i provvedimenti regionali su riduzioni tariffarie e accessibilità dei mezzi di trasporto pubblico. Nonostante tutto questo «la situazione in Italia non è delle migliori», commenta Pietro Barbieri, presidente della FISH. «Aerei e linee extraurbane sono gli esempi peggiori.

Le tratte low cost e la precarizzazione del lavoro hanno portato a un imbarbarimento dei servizi di assistenza alle persone con disabilità, sebbene muoversi sia costoso. Ma il nodo vero resta il mancato governo e l'assenza di coordinamento delle politiche per l'handicap, oltre al fatto che le associazioni hanno poca voce in capitolo». Secondo Giampiero Griffo, rappresentante italiano allo European disability forum, «la situazione non è rosea nemmeno in Europa, soprattutto dopo l'allargamento. Mancano soluzioni accessibili inclusive, e quelle esistenti sono troppo segreganti. La speranza arriva solo dai fondi strutturali dell'Unione europea, che dal prossimo anno saranno vincolati da due principi: non discriminazione e accessibilità».

«Una persona con disabilità, non solo con problemi motori ma anche visivi, uditivi e intellettivi, che deve muoversi per lavoro o altro, le difficoltà maggiori le incontra nella quotidianità - dice Francesca Tulli, responsabile per i viaggi e il tempo libero del contact center di Superabile, il portale dell'Inail sulla disabilità -. Il trasporto pubblico locale, infatti, resta il più carente: non è facile sapere quando passa un autobus attrezzato, qualche volta le pedane saliscendi non funzionano, mentre altre volte sono gli autisti a non saperle attivare. Non sempre poi l'altezza dei marciapiedi permette alla pedana di allinearsi perfettamente a terra, e spesso gli autobus sono talmente affollati che la persona con disabilità non ha spazio di manovra. Ma quello che soprattutto manca è la presenza di un circuito informativo dei servizi che il trasporto pubblico locale pone in essere per i passeggeri disabili.
In Italia funziona così. Quando sono stata in Germania, invece, ho visitato tutta Berlino solo con i mezzi pubblici. Avranno una tecnologia meno all'avanguardia, ma di certo è più efficace: le pedane vengono azionate manualmente dagli autisti (così è impossibile che non le sappiano utilizzare) e se l'autobus è troppo affollato, i passeggeri vengono invitati a scendere e a prendere quello dopo, che comunque passa subito».

Paradossalmente, continua Francesca Tulli, «è più facile programmare i grandi spostamenti (sia il sito di Alitalia sia quello di molti aeroporti hanno una sezione dedicata alle persone con esigenze speciali), anche se magari richiedono un giorno in più di viaggio per far coincidere tutti i servizi di assistenza, che non andare al lavoro in bus». Secondo la responsabile di 'Superabile', la soluzione per migliorare la situazione potrebbe essere quella di «pianificare gli orari in cui far passare i mezzi accessibili e integrare il trasporto pubblico con quello a chiamata, anche privato, come già avviene per esempio a Ferrara, in modo da coprire l'intera fascia giornaliera, sera e weekend compresi».



Naviga nella sezione



Trova articolo per argomento:







Utilità:

Stampa