GIOVANI OLTRE LA SM


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La fatica


È esperienza comune per le persone con SM sentirsi stanchi?
Si, la maggior parte delle persone con SM presenta un sintomo chiamato "fatica" e circa la metà di esse lo descrive come una tra le conseguenze peggiori della SM.

Come viene definito il sintomo della fatica?
La fatica è un sintomo definito spesso "invisibile" ma particolarmente disabilitante e diffuso. Può interferire con le attività fisiche e mentali, contribuisce anche a peggiorare eventuali disabilità presenti in precedenza, con un'influenza complessivamente negativa sulla qualità di vita. La fatica ha un andamento variabile non solo da un giorno all'altro ma, addirittura, nell'arco della stessa giornata; spesso le persone con SM sono più stanche la mattina rispetto la sera.

Quali sono le cause del sintomo della fatica?
Le cause della fatica possono essere direttamente o indirettamente legate alla SM ed è in base a questa distinzione che la fatica si classifica come primaria o secondaria. In particolare, la fatica primaria (correlabile direttamente alla SM) è il risultato diretto del danno al sistema nervoso centrale provocato dall'infiammazione; mentre la fatica secondaria può essere legata maggiormente allo stato emotivo e alla presenza di altre patologie o condizioni non necessariamente correlate in modo diretto alla SM. Tra queste ricordiamo le infezioni, i disturbi del sonno che spesso dipendono a loro volta da altri sintomi (urgenza urinaria, depressione, ansia), le patologie cardiovascolari o dell'apparato respiratorio, gli spasmi eccetera.

Come viene fatta la diagnosi di fatica da SM?
Per fare diagnosi di fatica e valutare l'entità del sintomo i neurologi e i fisiatri hanno a disposizione, oltre ai comuni esami (clinici e strumentali) e alla storia clinica pregressa della persona con SM, anche alcuni strumenti più specifici come questionari e scale.

Esistono dei mezzi per valutare la fatica in modo appropriato?
Sì, sono le scale di valutazione, strumenti impiegati da neurologi, fisiatri, fisioterapisti e terapisti occupazionali per fare diagnosi di fatica e valutare l'entità del sintomo. In particolare esistono scale o questionari che permettono valutazioni di tipo soggettivo, che si basano su percezioni individuali della persona con SM, e valutazioni di tipo oggettivo che quantificano il sintomo in relazione alla riduzione della forza muscolare, al consumo di energia e ai tempi necessari a svolgere determinate attività.

I disturbi del sonno possono aggravare la fatica?
Sì, il fatto di riposare male può contribuire a peggiorare la fatica ed è per tale motivo che i disturbi del sonno, molto comuni nella SM, vengono valutati. Spesso possono dipendere da altri problemi/sintomi della SM come problemi vescicali, della spasticità e del dolore. Quindi è utile verificare in maniera appropriata la qualità del riposo attraverso questionari in cui si invita la persona con SM a rispondere ad alcune domande sulle sue abitudini ("Quante ore dorme per notte?" "A che ora si corica la sera?" "A che ora si alza?") e sui motivi del risveglio durante la notte ("Deve andare in bagno?" "Prova tensione ai muscoli?").

In quale modo la temperatura influenza la fatica?
A differenza della stanchezza fisiologica, la fatica da SM è sensibile al calore; per questo sono state sviluppate tecniche di raffreddamento come la crioterapia, che letteralmente significa terapia del freddo. Il meccanismo con cui agisce la crioterapia è abbassare la temperatura corporea determinando una riduzione dei blocchi nella conduzione nervosa. In altre parole, migliorando la trasmissione degli impulsi elettrici si dovrebbe ottenere un miglioramento della sintomatologia. Nei pochi studi esistenti in letteratura scientifica sono stati impiegati sia giubbotti refrigeranti con beneficio della fatica sia alcune strategie aventi lo scopo di ridurre la temperatura corporea come, per esempio, le docce fredde, gli impacchi locali di ghiaccio (15-30 minuti a 5-10 °C), l'assunzione di bibite fresche, fino a impiegare condizionatori o climatizzatori per controllare la temperatura dell'ambiente.

È possibile risparmiare energia per sentirsi meno affaticati?
Sì, attraverso le strategie di risparmio energetico. Per le persone con SM che soffrono per la fatica è molto importante programmare riposi in funzione della tolleranza allo sforzo. Il tempo di recupero è minimo se il riposo viene effettuato prima dell'affaticamento. È utile dunque eseguire esercizi mirati, scegliere un ambiente idoneo (fresco e secco), ridurre l'impegno cognitivo che aumenta la fatica attraverso la scomposizione dei movimenti complessi in attività semplici. Il concetto che fa da sfondo a tutte le strategie di risparmio è minimizzare la fatica attraverso la conservazione dell'energia.



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