Servizi per la mobilità:
buone prassi e passi avanti
MILANO
La Provincia ha dichiarato guerra alle barriere architettoniche. Sono in arrivo, dal 2007, 50 nuovi autobus con pianale ribassato, per un investimento di 5,2 milioni di euro. In programma anche l'adozione di minibus urbani da 15 posti per il trasporto delle persone con disabilità negli orari in cui i mezzi pubblici non funzionano, oltre ad «Auto facile», il progetto di trasporto a chiamata con auto adattata e supporto di un conducente.
Intanto, il portale MilanoPertutti già fornisce, nella sezione «Trasporti», tutte le informazioni utili su autobus attrezzati (con un collegamento al sito dell' azienda dei trasporti cittadina ATM, metropolitana, taxi, servizi a chiamata, ferrovia, aree di sosta in autostrada e aeroporti accessibili. L'idea è quella di fornire una panoramica il più possibile completa su quanto la città è in grado di offrire alle persone con disabilità.
VENEZIA
Anche Venezia «è più accessibile di quanto si possa pensare». Il servizio di trasporto acquatico è gratuito per le persone in carrozzina (per informazioni chiamare il servizio «Hallo Venezia» allo 041 2424); tutti gli imbarcaderi (i pontili) sono accessibili alle persone con disabilità; i vaporetti delle linee 1 e 82 sono agibili per due carrozzine alla volta; e anche le motonavi delle linee 6, 12 e 14 che collegano la città al Lido e al litorale di Cavallino- Punta Sabbioni lo sono.
Inoltre esistono, dal Tronchetto al Lido di Venezia, due ferry boat dotati di ascensore e servizi igienici a norma. Va peggio, invece, per il servizio automobilistico urbano. Solo i bus delle linee 2, 4, 4 barrato, 5, 6 barrato e 15 (che però coprono buona parte della terraferma) hanno pianale ribassato e pedana estraibile.
ROMA
Se ci spostiamo a Roma, poi, troviamo un Osservatorio permanente sull'accessibilità delle strutture comunali. Ma la capitale fa anche di più. È l'unica città, infatti, ad avere realmente un piano organico sulla mobilità: un progetto fatto di lavori in corso per rendere accessibili tutte le stazioni della metropolitana (ad oggi lo sono soltanto 11 fermate su 27 lungo la linea A e tutte le fermate della linea B eccetto Stazione Termini, Colosseo e Circo Massimo e Cavour), di metà del parco vetture Atac accessibili alle persone con disabilità e di una «Mobility card» ricaricata mensilmente dal Comune per pagare i servizi di trasporto individuale a chiamata. Il piano è stato reso possibile da Ileana Argentin, affetta da amiotrofia spinale, unico consigliere comunale italiano delegato per l'handicap eletto alle amministrative. «Le mie funzioni di controllo e di indirizzo sulle politiche per la disabilità di Roma - spiega - coprono anche il settore dei trasporti.
Lavoro in équipe sia con l'assessorato sia con l'azienda locale, cercando insieme una progettualità comune e non tanti interventi a pioggia sparsi un po' qua e un po' là».
Gioco «di squadra» e piani integrati tra i vari servizi delle pubbliche amministrazioni: sembra proprio questa la formula vincente per garantire alle persone con disabilità l'effettiva possibilità di muoversi. Cioè di andare al lavoro, spostarsi per svago, avere una vita davvero indipendente.