La sfida della maternità
La sclerosi multipla non è una condizione incompatibile con la gravidanza. Tutt'altro: migliaia di persone con SM sono già diventate genitori, accudiscono il proprio bambino e a volte decidono di regalargli anche un fratellino o una sorellina.
Per una persona con SM, la decisione di affrontare una gravidanza deve però essere sempre ben ponderata. La malattia ha un andamento imprevedibile ed è caratterizzata da una grande varietà di sintomi: tutti sanno che l'arrivo in casa di un bambino porta necessariamente con sé un radicale cambiamento di ritmo.
L'impatto sulla qualità di vita deve essere quindi valutato a priori in maniera realistica. Una donna incinta con sclerosi multipla deve innanzitutto poter contare su due figure: il neurologo e il ginecologo, meglio se in contatto tra loro. Come si è detto, la sclerosi multipla non sottrae la possibilità a una donna di diventare madre, ma la presenza della malattia impone una maggiore attenzione per assicurare che la gravidanza abbia un decorso normale e trascorra più serenamente possibile.
La prima cosa da sapere è che la gravidanza, il travaglio, il parto e l'incidenza di complicazioni per il bambino non sono più alte tra le donne con SM rispetto alle donne sane. Non ci sono prove che la malattia comprometta la fertilità o che aumenti il rischio di aborto spontaneo o di malformazioni del bambino.
Fortunatamente, decenni di ricerca effettuati su centinaia di donne con sclerosi multipla hanno sfatato la convinzione secondo cui la gravidanza può, sul lungo periodo, peggiorare l'andamento della malattia.
Anzi, ci sono studi che hanno dimostrato il contrario: proprio i cambiamenti che si realizzano durante la gravidanza nel sistema immunitario fanno sì che rimanere incinta può addirittura avere un effetto protettivo per le donne con la SM. In particolare, sembra confermata una tendenza a una minore attività della malattia e frequenza di ricadute durante i nove mesi di gravidanza.