Il parto e il periodo post partum
→ LA SCELTA DELLA MODALITA' DI PARTO
L'approccio al parto è il medesimo in una donna con SM o senza.
La scelta delle modalità del parto viene fatta con il ginecologo in base alle eventuali problematiche ostetriche / neonatologiche presentate dalla madre o dal bambino alla fine della gravidanza. In particolare qualora la modalità prescelta del parto fosse il cesareo, le donne con SM dovrebbero essere monitorate più attentamente nel post operatorio: ad esempio una elevata temperatura corporea dovrebbe essere prevenuta e trattata adeguatamente.
Tra i vari tipi di anestesia quella epidurale sembra avere meno rischi perché gli anestetici locali raggiungono gli spazi intratecali in basse concentrazioni rispetto alla somministrazione delle anestesie spinali. Ad esempio nello studio PRIMS l'anestesia epidurale è stata usata con successo nelle donne con SM e non sono state trovate correlazioni tra anestesia epidurale e frequenza delle ricadute. Le anestesie spinali, secondo alcuni studi, invece sarebbero coinvolte nelle ricadute postoperatorie, probabilmente per una aumentata suscettibilità dei neuroni demielinizzati oppure per effetti neurotossici degli anestetici locali. Anche il periodo del travaglio in una donna con SM non si presenta diverso da una donna senza SM, unica complicanza già citata precedentemente è l'anemia.
→ L'ALLATTAMENTO
L'allattamento al seno nelle donne con SM dovrebbe essere incoraggiato, a meno che non esistano delle reali controindicazioni oppure la persona con SM dopo il parto debba assumere dei farmaci modificanti l'andamento della malattia come per esempio mitoxantrone, ciclofosfamide e azatioprina, farmaci che "passano" nel latte. Per altri farmaci come l'interferone beta ed il glatiramer acetato non se ne conosce il passaggio nel latte materno. Nel caso della immunoglobuline l'allattamento non è controindicato e non sembrano esserci influenze negative sullo sviluppo del sistema immunitario nel neonato.
L'allattamento al seno non sembra influenzare in alcun modo il decorso della malattia. Tuttavia la donna che assumeva prima della gravidanza farmaci specifici per la SM dovrà consultare il neurologo curante, che potrebbe anche consigliarle di non allattare e di riprendere le terapie farmacologiche sospese.
A volte l'allattamento al seno può essere difficoltoso, per esempio per le puerpere che hanno problemi di fatica o parestesie agli arti superiori. In questi casi è importante che la donna abbia il supporto di altre persone che la aiutino nelle faccende domestiche e a prendersi cura del bambino durante la giornata.
Inoltre, per quanto riguarda in particolare la fatica da SM, - sintomo preesistente alla gravidanza, - è senza dubbio molto utile consultare uno specialista in tecniche di conservazione dell'energia (terapista occupazionale o fisioterapista).
→ DOPO IL PARTO
Frequentemente le prime settimane dopo il parto sono come delle "montagne russe" emotive, cioè ci sono momenti in cui il morale è alle stelle e la neomamma si sente appagata dalla nuova situazione, e momenti in cui prevalgono la stanchezza e le frustrazioni per la fatica che comporta accudire il neonato.
E' importante ricordare che esistono delle ragioni fisiche per sentirsi giù, indipendentemente dalla SM, infatti i livelli ormonali subiscono ulteriori variazioni, tornando progressivamente allo stato precedente e ciò può provocare cambiamenti di umore. In alcuni casi un supporto psicologico potrebbe essere consigliabile poiché la fase successiva al parto è un momento emotivamente molto delicato per la donna, che prende coscienza del proprio nuovo ruolo di madre.
Ricordiamo che dai primi giorni dopo il parto fino a oltre 12 mesi dopo si possono realizzare dei quadri di depressione di diverso tipo e gravità (dalle comuni malinconie a una vera e propria depressione postpartum), da affrontare in modo specifico.