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Yoga: definizione

E' un insieme di esercizi fisici, respiratori e mentali che mira a riequilibrare le energie della sfera fisica ed emotiva. I movimenti sono lenti e si pone molta attenzione alla respirazione e alla postura. Ci sono diversi tipi di yoga e non è affatto vero che, chi non è in grado di assumere un certo tipo di postura o non ha forza negli arti, non può praticarlo. Esiste una particolare corrente, lo Iyengar yoga, adatto per persone con SM, che incoraggia a muoversi oltre i confini delle limitazioni funzionali senza pressioni psicologiche, che utilizza sostegni per rendere le posizioni accessibili. Lo yoga è un'opportunità per riacquistare un senso di autocontrollo e miglioramento energetico che può aiutare a fornire sollievo.

La storia 

La parola Yoga deriva da "yuj" che in sanscrito significa "unione o unificazione dell'anima individuale con il principio divino". Nasce come corrente spirituale in India, 5.000 anni fa. Alla fine dell'Ottocento si diffonde in occidente dando origine a varie branche convertendosi, per lo più, in una pratica utilizzata per raggiungere il benessere. In India, l'energia vitale, prana, è descritta come fluire attraverso migliaia di sottili canali energetici, i nadi. Uno degli scopi dello yoga è accumulare più prana attraverso esercizi di controllo del respiro (yoga pranayama) e posizioni fisiche (yoga asana). Allo studente viene anche insegnato come conservare il prana, come non sprecare sia quello innato, genetico, sia quello acquisito attraverso la meditazione. Alcuni yogi credono che a ciascuno sia stato dato un certo numero di respirazioni dalla nascita. Se si impara a respirare più lentamente, si vive dunque di più. Tutte le correnti dello yoga hanno come fine ultimo la realizzazione dell'uomo. Yoga vuol dire unione e questa unione si realizza purificando corpo e mente per farne potenti strumenti dell'anima. Con la pratica dello yoga si tende al raggiungimento dell'equilibrio psicofisico, di una maggiore consapevolezza dei processi vitali, fisiologici e, più in generale, del corpo in ogni sua parte. Ci sono notevoli paralleli tra lo yoga e la teoria cinese dello yin-yang.

Studi su persone con SM
Nel 2004 è stato pubblicato un studio su 70 persone con SM per verificare l'efficacia di un corso di yoga della durata di sei mesi. La maggior parte dei partecipanti ha avuto un miglioramento significativo del sintomo della fatica. In altri lavori più piccoli lo yoga ha dimostrato di ridurre, nelle persone con SM, il livello di ansia, lo stress e la rigidità muscolare.

Studi su persone senza SM
Un'ampia revisione di vari studi ha dimostrato che la pratica dello yoga è efficace nel ridurre l'ansia, la depressione e la sindrome da stress post traumatico in persone che avevano subito un trauma o avevano una storia di abuso alle spalle. In sostanza, le sedute di yoga servivano a far tornare il buon umore e migliorare la resistenza allo stress. Un altro studio ha valutato l'effetto dello yoga sul mal di schiena. Dopo 12 settimane, le persone che praticavano yoga hanno avuto un miglioramento che persisteva a distanza di mesi. Lo stesso effetto positivo è stato riscontrato anche nelle donne in gravidanza.

Utilità
Decidere di praticare lo yoga è un'ottima scelta per le persone con SM, praticamente a tutti i diversi livelli di abilità. Da un punto di vista fisico, lo yoga armonizza i movimenti, rende il corpo più elastico, favorisce la flessibilità e migliora l'equilibrio. Può aumentare l'elasticità grazie ai alle posizioni che richiedono streching (allungamento muscolare). Inoltre, non essendo esclusivamente una disciplina fisica e agendo parecchio sulla respirazione, aiuta a ridurre lo stress, contribuendo in maniera sostanziale ad allentare la tensione e migliorare la qualità di vita. Le persone con SM che praticano yoga testimoniano di sentirsi più rilassate, di accettare meglio la malattia, di trovare più facilmente un equilibrio e un benessere emotivo.

Controindicazioni, precauzioni e consigli
I corsi di yoga possono essere molto diversi tra loro a seconda della corrente di riferimento: alcuni privilegiano gli esercizi aerobici, altri la meditazione, altri il mantenimento della posizione. Il consiglio è: chiedere al fisiatra se ci sono eventuali controindicazioni in base alle proprie abilità, informarsi sull'esperienza dell'insegnante e sulla possibilità di frequentare il corso anche quando si ha difficoltà a muoversi, seduti o appoggiati al muro. Evitare di sforzarsi al di là delle reali potenzialità e, quando si sente dolore, smettere.