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Come accogliere la SM in famiglia

I rapporti cambiano e nuovi equilibri devono essere ristabiliti. Ma una cosa è certa: il primo passo per superare gli ostacoli è una comunicazione diretta e sincera

Le modalità di affrontare la malattia, indipendentemente da come viene comunicata la diagnosi, non solo variano da soggetto a soggetto, ma anche in una stessa persona si alternano reazioni molto diverse, creando situazioni conflittuali e, a volte, difficili da gestire.
Una patologia cronica può turbare la stabilità emotiva e relazionale della famiglia stessa e far riemergere vecchi conflitti irrisolti e sopiti. Per esempio, la persona con SM, che prima ricopriva un ruolo attivo, può essere - e a torto - identificata solo come il familiare malato, da curare. In ogni caso, qualora l'insorgere di una disabilità imponga dei reali cambiamenti, questo può richiedere un adattamento di tutti gli altri membri della famiglia anche perché le mansioni precedentemente assunte dalla persona con SM sono ora in carico, totalmente o in parte, a qualcun altro.

Comunicare le proprie sensazioni
Cercare di dominare le proprie emozioni, soffocandole, può portare a esplosioni emotive (di rabbia, di pianto), sia da parte del familiare sia della persona con SM. Questa reazione può rendere ancora più difficile gestire stati emotibvi complessi. Parlare con franchezza in un momento di calma aiuta ogni componente della famiglia a comprendere e a ridurre i disagi dell'altro.
La persona con SM, in alcuni periodi, può essere talmente concentrata nella gestione dei propri problemi quotidiani da ignorare l'esistenza degli altri o addirittura accusarli di non essere abbastanza premurosi nei suoi confronti. Tipica, in questi casi, la convinzione che le cose migliorerebbero con un medico diverso, un terapista più efficiente e una famiglia più attenta. Di fronte a una situazione del genere, tuttavia, non ci si deve spaventare: se non si nega il problema, ma lo si ammette apertamente la situazione tende a normalizzarsi. Nascondere la testa sotto la sabbia può solo far cristallizzare uno stato di amarezza da cui è più difficile uscire.
Quando la SM colpisce un figlio poco più che ventenne, i genitori molto spesso provano rabbia. Talvolta è diretta contro il dottore che ha posto la diagnosi, talvolta verso altri componenti della famiglia. È importante non soffocare questi stati d'animo: ci vuole tempo per comprendere che il nemico è la malattia e nessun altro e che, anzi, esiste un problema comune da affrontare insieme. 

Le modalità di reazione della famiglia di fronte alla SM

Atteggiamento distruttivo
In questo caso la famiglia non riesce a sostenere il peso della malattia, che viene vista come un pericolo per la sua integrità e sopravvivenza: tende perciò a rifiutare la persona con SM, «mettendola da parte». Nelle famiglie molto unite la comparsa della sclerosi multipla può portare l'intero gruppo a un progressivo isolamento. Questa modalità, che inizialmente può anche essere positiva, porta a lungo termine il nucleo famigliare a non essere più in grado di affrontare le emozioni e le angosce manifestate da ciascun individuo.

Iperprotettività nei confronti della persona malata
Ha effetti controproducenti per la persona che viene, in tal modo, privata della propria indipendenza psicologica e della possibilità di ricoprire ruoli attivi all'interno della comunità. Questo atteggiamento iperprotettivo può essere favorito dal modo in cui si comunica e ci si pone all'interno della famiglia stessa.

Atteggiamento costruttivo
A differenza dei precedenti, il comportamento dei familiari stavolta incoraggia la persona con SM a riacquistare la propria autonomia. La famiglia riesce a calibrare l'aiuto, a sostenere il congiunto senza costringerlo a un ruolo di dipendenza o richiedergli prestazioni maggiori delle sue possibilità. Queste reazioni costruttive sono in genere osservate nei contesti in cui la comunicazione è schietta e senza interruzioni e in cui non sussistono conflitti relazionali precedenti la malattia. Una ragione in più per convincersi che parlare con sincerità ai propri cari è il modo migliore per rendere più solida la famiglia stessa.