Corpo, identità e SM
Il principale veicolo per la formazione del senso di identità è il corpo, a partire dalle prime esperienze sensoriali di contatto del bambino con la madre.
Il primo passaggio è la formazione dello schema corporeo ovvero l'immagine tridimensionale che ciascuno ha di se stesso nello spazio e nel tempo.
Più complessa è la formazione dell'immagine corporea intesa come la rappresentazione mentale che ognuno ha di sé, dove le informazioni date dai nostri organi di senso si integrano con il nostro modo di pensare.
I segnali che provengono dai sensi non hanno un valore assoluto nel determinare la percezione che ciascuno ha del proprio corpo, poiché vengono sempre «lette» sulla base della personalità, del momento, del contesto...in cui si verificano.
L'immagine corporea va quindi al di là dei segnali e dei limiti fisici del corpo. Un esempio semplice: le persone che guidano l'automobile, e che dicono «di qui non ci passo» quando devono uscire da un parcheggio, considerano abitualmente la vettura come un'estensione del proprio schema corporeo e così può accadere anche nelle persone con SM che utilizzano degli ausili. Questi brevi cenni possono far riflettere su come la sclerosi multipla possa incidere sull'immagine corporea di ciascuno e quindi sul senso di identità personale. Una delle possibili conseguenze, favorita anche dalla concomitanza di altri fattori quali le immagini di noi che gli altri ci rimandano, è che la persona venga ad assumere l'identità di malato, vissuta come l'unica possibile, e rinunci (sbagliando!) a sentirsi protagonista attivo della propria vita.





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