Ma come è difficile stare in equilibrio
Tecnologie e terapie di riabilitazione possono aiutare a contrastare i disturbi della coordinazione.
Le risposte del professore Luigi Tesio un esperto del campo
Noti con il termine medico di atassia, i disturbi della coordinazione e dell'equilibrio, sono caratterizzati da barcollamento, perdita di fluidità nei movimenti e difficoltà a conservare una posizione statica.
Presenti dal 30 al 70% delle persone con SM, hanno pesanti ripercussioni sulla qualità di vita. La causa dell'atassia risiede nella presenza di lesioni demielinizzanti nel cervelletto e lungo le fibre nervose che vi hanno origine, nell'area labirintica e nelle fibre nervose che portano la sensibilità profonda. Il cervelletto è un organo del sistema nervoso centrale in grado di pianificare, con una frazione di secondo in anticipo, i movimenti all'interno di una sequenza, garantendo così una regolare progressione.
È facile comprendere come una perdita della funzionalità del cervelletto sia causa di un'incoordinazione del movimento. Abbiamo chiesto a Luigi Tesio, titolare della cattedra di Medicina Fisica e Riabilitativa dell'Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell'Istituto Auxologico di illustrare le caratteristiche e le soluzioni per questo disturbo.
Professor Tesio, come si misura l'equilibrio?
«Tra gli strumenti più diffusi ci sono le pedane stabilometriche che permettono di valutare le oscillazioni del cammino verso destra, verso sinistra, in avanti e indietro oltre all'area di oscillazione e alla frequenza del disturbo. Parecchi anni fa la FISM ha finanziato una nostra ricerca sulle tecniche di misurazione dei disturbi dell'equilibrio. Con quel contributo abbiamo acquistato un speciale modello di piattaforma, l'Equitest, che registra le forze applicate al terreno e le oscillazioni del soggetto che sta in piedi. L'originalità dello strumento sta nel fatto che la piattaforma può oscillare ingannando i sistemi sensoriali coinvolti nel mantenimento dell'equilibrio come la vista e il vestibolo (il sofisticato apparato sensoriale localizzato nell'orecchio che rileva informazioni sulla posizione e il movimento della testa e del corpo nello spazio). La piattaforma può inseguire le oscillazioni generando un effetto illusorio che inganna il sistema vestibolare e obbliga ad amplificare il ruolo della vista. Oppure, essendo dotata di un paravento visivo, può oscillare rendendo il senso della vista inaffidabile, di modo che la persona si avvalga solo di informazioni provenienti dal sistema vestibolare. Di fatto l'Equitest è un ingegnoso test da sforzo applicato ai sistemi sensoriali. Grazie a esso si riesce a capire se il principale danno all'equilibrio riguarda la sensibilità muscolo-articolare, la vista o il sistema vestibolare. Persone che riferiscono lo stesso sintomo, con l'Equitest, riveleranno problemi diversi».
Qual è l'incidenza di questo disturbo?
«La perdita di equilibrio è uno dei sintomi più precoci e frequenti. Anche per le persone in carrozzina il problema non è del tutto irrilevante perché il trasferimento dalla sedia al letto ha un peso diverso se la funzione dell'equilibrio è mantenuta. Il disturbo è invalidante per due motivi: quando si manifesta in modo palese, una persona evita di uscire di casa perché effettivamente rischia di cadere, con un grosso impatto sulla qualità di vita; ma anche quando il disturbo è latente si riducono, senza quasi rendersene conto, le proprie attività. Inoltre, è molto frequente che una persona con SM riferisca il sintomo della fatica caratterizzato da una componente mentale connessa al controllo dell'equilibrio. Il miglioramento dell'equilibrio ha dunque una ricaduta positiva non solo sulla capacità di mobilità ma anche sulla fatica e la depressione e, in ultima analisi, sulla qualità di vita».
Cosa si può fare per controllare questo sintomo?
«I disturbi dell'equilibrio non sono tutti uguali e il trattamento deve essere fortemente personalizzato. Gli spunti per la riabilitazione sono tanti: l'esercizio terapeutico potrà fare sicuramente leva sulle capacità compensatorie visive o motorie, e ciò rende l'equilibrio uno dei campi di battaglia più battuti nell'ambito della riabilitazione. In considerazione del fatto che non sono ancora disponibili farmaci specifici, è utile intraprendere cicli di terapia fisica e occupazionale per migliorare l'attenzione, il controllo visivo e per stabilizzare l'andatura».





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