Una sfida di un “certo peso”

fanny

Ho iniziato ad avvicinarmi in punta di piedi a questo mondo solamente perché avevo un abbonamento annuale e volevo sfruttarlo al massimo. Quando si vive da soli e si arranca per arrivare a fine mese si impara a godere al massimo di ogni cosa già pagata.

Inizialmente non capivo né l’utilità, né i benefici che quei manubri o quei bilancieri mi potevano dare. Eseguivo gli esercizi scritti sulla scheda come un automa. Ogni tanto domandavo agli istruttori di sala a cosa serviva quello che stavo facendo e che muscoli stavano lavorando ma la mia faccia perplessa faceva intuire che non ero molto convinta di aver inteso le loro risposte. Le pause che mi prendevo tra un esercizio e l’altro erano lunghissime e ogni scusa era buona per fare pubbliche relazioni e chiacchierare pur di non fare qualcosa che non mi gratificava in quel momento. Trovavo tutto estremamente noioso e faticoso.

Ho 37 anni suonati, sono un’ex atleta agonista ma vengo da un mondo totalmente diverso da quello della pesistica. Negli anni sono passata dal diventare campionessa italiana di Twirling, a fare le cose più svariate pur di non stare mai ferma: nuoto, tennis, step, pilates, zumba, acqua gym, kick boxing, spinning, running. Indubbiamente ho una struttura fisica molto più allenata di chi non ha mai fatto nulla ma purtroppo, anche a me, questa scomoda compagna di viaggio ha tolto molto.

Dal 2011, anno della diagnosi, dopo un breve periodo passato a pormi domande paranoiche del tipo: “E adesso? Posso ugualmente fare sport? Sarò in grado di trovare le forze visto che spesso faccio fatica ad alzarmi dal letto la mattina?” non mi sono arresa. Mi sembra impossibile pensare che circa 4 anni fa non riuscivo ad alzare una bottiglia di acqua da litro e mezzo con il braccio sinistro. Non ero in grado di svitare nulla con le mani, e fare le scale in salita era uno tra i miei peggiori incubi perché non ce la facevo se non appoggiandomi al passamano con l’agilità di un elefante. E ora non mi sembra vero pensare che riesco a fare uno stacco da terra con più peso di ciò che mi porto addosso – e vi assicuro che non sono così leggiadra!

Il mio corpo piano piano ha iniziato ad avere bisogno di fare attività fisica e di fare qualsiasi cosa che mi facesse quasi arrivare a letto sfinita per poter dormire tranquilla visti i miei problemi di insonnia. Potevo arrivare a casa stanca, dopo 9 ore di lavoro, che comunque mi cambiavo e andavo a fare qualcosa. Ma lo facevo quasi violentando me stessa. Mi costringevo. Passavo ore ed ore a correre, a camminare, a fare cardio ma non mi bastava.

Da qualche mese, però, tutto è cambiato. Sia nella mia vita che nella mia testa. Il 2018 è stato per me un anno importante e molto molto difficile per tutta una serie di motivi, ma è stato anche l’anno della svolta. Ho deciso di farmi del bene, di rinunciare probabilmente a tante cose (dal momento che dedico 2 ore abbondanti al giorno, 4/5 giorni a settimana, alla palestra), ma di rimettermi in forma e di pensare a ME.

Mi sono data la possibilità di farmi seguire da un professionista come Zdenko Grecner, un atleta agonista e istruttore dalla grande umiltà, pronto a mettersi in gioco con una persona dalle esigenze un po’ (tanto) diverse dalle solite. Giorno dopo giorno siamo entrati in empatia, lui studiando la mia situazione con tutta la passione che ha per il suo lavoro, e io fidandomi di lui. Mi ha presa per mano spiegandomi e rispiegandomi (con tanta pazienza) il perché di alcune serie di esercizi e di movimenti che mi stava facendo fare.

Non ha mollato nemmeno vedendomi piangere e vedendomi incazzata per la non riuscita di ciò che facevo. Ha insistito sull’importanza della concentrazione durante un allenamento ad alta intensità, sugli esercizi di equilibrio che hanno dimostrato migliorare le abilità nel controllare la stabilità del mio corpo, e sui cambiamenti neurobiologici che si verificano a seguito di un esercizio fisico regolare (Aumento dell’attività mitocondriale e aumento della sintesi di alcuni neurotrasmettitori come la dopamina. Tanti paroloni, ma vi assicuro che sono cose che mi fanno bene).

Sono passati 3 mesi e mezzo e i cambiamenti sono notevoli sia visivamente (ho trasformato un po’ di ciccia in massa magra), sia a livello motorio. Non passo più le notti a lamentarmi per i dolori alle gambe e non sono più così frequenti le fastidiose giornate in cui la sindrome delle gambe senza riposo mi faceva venir voglia di tagliarmi gli arti inferiori. Ho trovato miglioramenti sulla memoria (devo ammettere che è tassativo concentrarsi sulla corretta esecuzione degli esercizi quando si ha un bilanciere da 70 kg in mano per evitare di farsi del male, visto che già di mio sono un disastro su queste cose) e allenarmi non è più un peso, ma una sfida, un piacere.

Indubbiamente ci sono giorni più pesanti e più difficili in cui faccio fatica ad accettare che il mio corpo sia stanco, piuttosto che indebolito da qualche acciacco. Ma questo è un mio limite che sto cercando di superare. Probabilmente non riesco ad accettare che qualcosa in me sia diverso dagli altri e da anni fa. Non sono in grado di capire che le energie a disposizione per noi esauriscono molto molto prima. E su questo sono testarda e cocciuta ma Zde, che mi segue in questo percorso, ha capito perfettamente come farmi gestire il lavoro e le forze.

Tra tutti questi cambiamenti ho anche smesso di fumare un anno e mezzo fa (dopo 23 anni), sto seguendo un regime alimentare corretto e controllato da una nutrizionista, e mi sto rimettendo in gioco. Calcolo quotidianamente i carboidrati, le proteine e i grassi ingeriti cercando di mangiare nel modo più pulito possibile e ho capito che allenando la forza con pesi e bilancieri non ci si trasforma in uomini come spesso si racconta in giro.

So bene che sono fortunata perché ho ancora la possibilità di avere una buona deambulazione e capisco perfettamente che non sempre sia possibile fare tutto ciò che faccio io. So anche bene che molti di voi leggeranno tutto questo magari con il disinteresse o con la rabbia verso chi, come me, ancora può. Ma non sono qui a scrivere per vantarmene, non è da me. Sono qui per testimoniare ciò che sto provando sulla mia pelle con tanto impegno e determinazione e ad urlare quasi a squarciagola di non mollare e di continuare a voler bene al nostro corpo e alla nostra mente, qualsiasi cosa si faccia.

Credo sia fondamentale l’attività fisica, qualsiasi essa sia, ma altrettanto fondamentale è trovare una persona competente che ci segua passo dopo passo e che lo faccia con la curiosità di imparare a capire come si comporta un corpo con dei ritmi diversi. Non abbandono l’idea di seguire una preparazione ancora più tecnica, chiaramente sempre seguita dal mio coach preferito, che ormai non condivide con me solo il tempo in palestra ma è talmente coraggioso che ha deciso di starmi accanto anche come qualcosa di più, e di riprendere ancora per una volta l’agonismo ma questa è un’altra storia. Per ora continuo ad impegnarmi e a stimolare tutto ciò che nel mio corpo era andato in tilt perché non c’è soddisfazione più grande che vedere i sacrifici trasformarsi in benefici.


“Le sfide sono ciò che rende la vita interessante… Superarle è ciò che le dà significato”


Joshua J. Marine


12 commenti

  1. Grande Fanny! Credo che con la tua volontà tu sia un esempio per tanti soci di SM altroché disinteresse o rabbia. Complimenti!

  2. FANNY Piacere Gabriella io ho 28 anni sto male da 13 è posso dirti che anke io ho scoperto che la palestra ci fa capire l’importanza di questa brutta malattia che alla fine ho scoperto amicax ora ci convivo moto bene speriamo non cambi mai
    Buona fortuna x tutto FANNY un bacio

    • Ciao Gabriella! Grazie di cuore per questo messaggio. Hai ragione, trovo che lo sport ci faccia bene a prescindere, qualsiasi esso sia. Movimento, aria aperta, svago. Alla mente e al corpo non fanno altro che bene. Un abbraccio e buona fortuna anche a te! <3

  3. Elena manzella Reply to Elena

    Grandissima anche io non smetto mai di allenarmi anche se ho passsto periodi di fermo io pratico pilates con le
    Macchine e yoga e da poco
    Ho ripreso a camminare adesso faccio tre km e migliorerò sempreE’ dura e ci vuole tanta forza di volontà , ti amoooooo capisco benissimo ma lo sport buono fstto bene fa bene per me e’ in altra medicina , vitale , essenziale . Ti stimo . Dal nov 2017 che ho una compagna fedele ma lei farà quello che io le dico. Un abbraccio grande e voliamooooo

    • Ciao Elena! Grazie per aver letto di me e grazie per la tua testimonianza. Anche il movimento diventa una dipendenza soprattutto quando ci si rende conto che ci aiuta davvero un sacco. Caratterialmente sono una che accetta volentieri le sfide e come vedi cerco di crearmene sempre una nuova 🙂 Bravissima invece anche te! Continua con queata positività ed energia. Un abbraccio 🙂

  4. Grande Fanny, brava continua così

  5. grandissima! anche io sto facendo una battaglia tipo la tua quindi ti capisco perfettamente, massimo supporto! SPACCA TUTTO!!!

  6. Complimenti. Non mollare mai. Io sto ottenendo ottimi benefici grazie alla fisioterapia. La stanchezza c’è ma anche il coraggio di continuare e di dire a me stessa non finisce qui!

    • Grazie Elena! E’ vero, la stanchezza purtroppo è lo zainetto che ci portiamo addosso e che fa parte di noi. Ma dobbiamo essere forti e non mollare! Grazei infinite e in bocca al lupo!

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