Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Metti un DJ… sordo e da s-Ballo! ecco i Deaf Rave Party

“Il segreto? Tutto merito delle vibrazioni”. Parola di Troi “Chinaman” Lee, 34-enne londinese, nato con una grave mancanza all’apparato uditivo, ma di professione Dj.

Qualche giorno fa ho sentito per radio questa notizia che mi ha incuriosito…e così ho preso qualche info sul web.

Grazie ad una protesi acustica Troi ha compensato in parte il problema uditivo e poi cinque anni fa ha fondato, insieme ad altri amici, i Deaf Rave, ovvero party pensati per tutti, ma soprattutto per “la sua gente”, come ama chiamarli Troi: i ragazzi non udenti che amano ballare, seguire il ritmo e non farsi mancare divertimento di una serata in discoteca o con musica live. “Durante queste feste infatti le frequenze basse dei brani musicali sono alzate ad un volume così alto che le persone in pista ne sentono le vibrazioni per tutto il corpo. Nella pancia, nel petto, oppure dallo stesso pavimento. E si muovono, così, sulla base di quel ritmo. Durante le feste, inoltre, vengono proiettati anche visual shows, cioè immagini di gente che balla. Così guardandole la gente capisce il tempo e si muove di conseguenza”.

Troi racconta di aver sempre amato la musica, di ogni genere e aggiunge di aver sempre frequentato discoteche con suo fratello. A volte si è sentito discriminato ma ciò non lo ha fermato e anzi ha funto da benzina per il suo motore e per la sua voglia di scardinare le discriminazioni. E dopo il primo rave è stato un successo dopo l’altro, non solo a Londra ma anche in giro per il mondo: Francia, Germania, Polonia.

Da amante della musica mi è piaciuta molto questa notizia, come ulteriore conferma dell’universalità dell’energia che la musica può regalare. Ho letto anche che a breve saranno probabilmente in Italia, a Milano, per un loro evento…restiamo in ascolto!

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Massimiliano

Sclerosi multipla e famiglia: due chiacchiere con mia sorella

Avrei tanto voluto farti delle domande nel corso di tutti questi anni passati in compagnia della sclerosi multipla, ma non l’ho mai fatto. Forse non c’è mai stata la giusta occasione. Forse perché non ho mai voluto coinvolgerti più di tanto in questo mondo, per la paura di perdere quello che è il ruolo protettivo del fratello maggiore. Ad ogni modo mi son sempre limitato con te ad avere una certa distanza su questo argomento. Ed oggi che viviamo molto distanti l’uno dall’altra, mi sento in dovere di fartele per sentirti ancor più vicino a me e provare quella piacevole sensazione di amore nei tuoi confronti. Certo che per chi ci conosce tutto questo potrebbe sembrare buffo, per il semplice fatto che quando siamo vicini siamo un po come il cane e il gatto della situazione. Ma in fin dei conti ci amiamo per quello che siamo: 2 fratelli !

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