Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Riuscirò, un giorno, ad accettare questa triste realtà?

Oggi pubblichiamo la storia di una ragazza che ha scoperto la sclerosi multipla da poco e il cui percorso diagnosi è stato abbastanza travagliato. 

 

Ho 23 anni e mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla ad Aprile 2015, dopo più di 3 anni di continue lotte. Inizialmente nella mia risonanza erano presenti solo tre piccole lesioni  diagnosticate come tre semplici «angiomini» che stavano lì probabilmente dalla nascita.

Nel frattempo, però, il mio malessere continuava: avevo frequenti vertigini che venivano associate ad una labirintite. In questi anni ho pensato di essere matta, di inventare sintomi inesistenti e, come lo pensavo io, ha cominciato a pensarlo anche la mia famiglia. Almeno fino all’Aprile del 2015. Solo allora, davanti ad un peggioramento dei sintomi (alle solite vertigini si erano aggiunti perdita di equilibrio e nistagmo), e ad un aumento delle lesioni sia nell’encefalo sia nel midollo, sono riusciti a diagnosticare la malattia.

A distanza di più di 1 anno sono contenta, da un lato, di essere finalmente giunta ad una diagnosi che spiega tutti miei malesseri, dall’altra, però, è stata e forse lo è ancora, una verità difficile da accettare.

È difficile far capire agli altri tutto questo, i tuoi sbalzi d’umore e le tue «non voglie». È difficile far capire agli altri che non è più come prima, che hai dei limiti e che gli effetti collaterali della terapia (Interferone 3 volte a settimana), non aiutano.

Nonostante questo, però, vado avanti con la mia vita, sperando di riuscire, un giorno, ad accettare questa triste realtà.

Se anche tu vuoi raccontare e condividere la tua storia scrivici a blog@giovanioltrelasm.it

7 risposte

  1. Cerca di stare più tranquilla, curati e non cercare di spiegare le difficoltà della malattia. E’ tempo perso, meglio parlarne con il personale sanitario che può capire.

    In bocca al lupo ed aiuta la ricerca.

  2. Stai serena, e pensa solo a te stessa…. non devi dare spiegazioni a nessuno della bestia che purtroppo è in te, pensa a curarti e affidati ad un bravo neurologo che sappia soprattutto ascoltarti.

  3. Cara, è difficile da accettare, ma bisogna farlo. Per noi stessi e per “corazzarci” per combattere la malattia. Quanto agli altri, dopo tanti anni dalla diagnosi e tante delusioni ho imparato a non dover dare spiegazioni. Io sono così, noi siamo così, meravigliosi combattenti! Un caro abbraccio

  4. Ciao! È già difficile da accettare la sm e per quanto mi riguarda,nonostante siano passati quasi 7 anni ,ogni tanto ancoRa non la accetto.Quirino, Raffaele hanno ragione non devi dare spiegazioni dei tuoi malesseri tanto ci sarà sempre qualcuno che li banalizzera’. Vivi la tua vita al meglio che puoi assaporandoto ogni momento!

  5. Ciao cara,
    anche nel mio caso hanno impiegato 3 anni prima di arrivare alla diagnosi e anche nel mio caso tutti hanno pensato fossi pazzo, in primo luogo i medici.
    Oggi mi domando cosa sarebbe successo se quei medici anziché mettersi i soldi in tasca, farmi fare degli esami inutili e invasivi per arrivare a concludere che mi inventassi i sintomi avessero invece preso a cuore il mio caso e saputo credere a me come paziente e instradarmi meglio, forse in quei 3 anni la malattia con le sue lesioni non sarebbe avanzata così tanto e forse alcuni sintomi non sarebbero diventati cronici.
    Ora sono passati 7 anni e non riesco ancora ad accettare tutto questo nonostante dopo la diagnosi fossi contento di aver dimostrato a tutti di non essere pazzo. Poi mi sono reso conto che gli altri non capiscono lo stesso. Ognuno ha la sua vita e continua per la sua strada. Siamo noi gli unici a doverci convivere purtroppo per il resto della vita.
    Ammiro chi sostiene di essere un combattente e di riuscire ad accettare la malattia e una vita così e ti auguro di essere un giorno almeno uno di loro.

  6. Convivo con la sm dal 2009, nel frattempo ho avuto un bimbo che ora ha 3 anni. È la mia vita! Vivere felici con la sm SI PUÒ! Un abbraccio, marzia

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