La sclerosi multipla non sa nuotare: in acqua lei sparisce

GiovaniOltrelaSM

Oggi pubblichiamo la storia di Giovanni, un atleta che dopo la diagnosi di sclerosi multipla ha dovuto abbandonare il suo impegno agonistico, ma non la sua voglia di nuotare e di vivere a contatto con l’acqua che, come dice lui, è il suo elemento. 

Quando entro in contatto con l’acqua mi sento leggero, agile, felice, come se non fosse accaduto niente. In realtà, però, lei è con me tutti i giorni, sempre accanto, come un predatore in agguato che attende il momento giusto per sferrare il suo colpo.

La mia storia con la sclerosi multipla comincia nel 2010: una forte neurite e debolezza agli arti inferiori, mi hanno inviato diretto all’appuntamento col neurologo. Cosi arriva la diagnosi, all’improvviso.

Prima di questo lúgubre colpo di scena, ero apneista a livello agonistico. Ogni fine settimana ero al mare e giorno dopo giorno mi allenavo in piscina. L’acqua è senza dubbio il mio elemento. Cercavo di stare in acqua il più possibile.

Fin da bambino il mare mi ha fatto sognare ad occhi aperti. Ha un fascino tutto suo e a volte non riesco a trovare le parole per descrivere tutte le emozioni e tutte le sensazioni che mi da.

La mia prima terapia è stata l’Interferone. Quelle punture a giorni alterni mi buttavano giù e quando cominciavo a sentirmi meglio, arrivava l’ago… e si ricominciava da capo. Poi una brutta ricaduta e un nuovo farmaco hanno interrotto questo circolo vizioso dove ciò che doveva farmi star meglio, in realtà mi procurava ulteriore malessere.

Il Fingolimod ha dato inizio ad una nuova pagina della mia storia con la SM. Mi sentivo bene e la prima cosa che ho fatto è stata tornare in piscina, a nuotare come un bambino.

Ricordo che quando sono arrivato in vasca mi sono sdraiato sull’acqua in posizione supina e mi sono addormentato lasciandomi cullare da questo liquido trasparente. In quel momento pensavo: «sono sciolto, sono rilassato, sono decontratto…». Descrivere quegli istanti è difficile ancora adesso.

Giorno dopo giorno, con una gioia difficile da contenere e da nascondere, sentivo di essere di nuovo me stesso. In acqua le mie gambe non sono pesanti e i miei movimenti vengono naturali. A volte sono io a dovermi imporre dei limiti, ma solo per non affaticarmi troppo ed evitare di pagare poi il prezzo della mia follia.

Nuotare mi ha ridato la forza per realizzare i miei sogni: grazie a questo, infatti, ho cominciato a navigare e a godere del mare proprio come prima. So di avere dei limiti, ma ogni uscita in barca la sento come una vittoria sulla sclerosi multipla e questo è davvero bello.

A volte penso che la SM non sappia nuotare perché quando sono in acqua non sento la sua presenza. Allora prima di tuffarmi gioco sempre con questo pensiero e dico: «Sclerosi multipla, resta a terra, lontano da me. Io sono in acqua».

Dopo la diagnosi ho deciso di chiudere il mio passato agonistico chiudendo in una scatola di cartone tutta la mia attrezzatura da sub. È stato un momento difficile. Solo pensare all’apnea mi faceva stare male. Quando sono ritornato in acqua, però, ho deciso di riaprire quella scatola e di tirare fuori qualcosa che mi ricorda momenti bellissimi che resteranno sempre scolpiti nella mia memoria. Questo qualcosa è il mio orologio da sub che, legato al mio polso, sta scrivendo con me queste righe e un nuovo importante capitolo della mia storia.

È facile descrivere i disagi e i fastidi che la sclerosi multipla comporta. Ce ne sono di momenti in cui lei fa da sé, si comporta a modo suo; ce ne sono di sintomi… visibili e invisibili, sintomi che ho imparato a nascondere bene ed altri meno. Sono diventato molto sensibile ai cambi di temperatura, ma quando tocco l’acqua, il benessere che provo è qualcosa che non ha paragoni.

Devo anche ringraziare la mia famiglia perché sa quanto è importante per me continuare a nuotare, comprendono la mia gioia e conoscono la felicità che il mare e l’acqua mi regalano.

Una volta, mentre ero in piscina, un compagno mi ha chiesto perchè sorridessi sempre durante gli allenamenti. La mia risposta è stata: «perché sono felice di essere qui».

Se avete qualcosa che vi da gioia e che vi rende felici, stringetela forte. Lì troverete la forza per combattere.

Giovanni

Se anche tu vuoi raccontare e condividere la tua storia scrivici a blog@giovanioltrelasm.it

9 commenti

  1. Bisognerebbe prendere esempio da Giovanni ,io ce la ho ma non sono così.

  2. Ciao Giovanni,
    Che storia “stupenda” … grazie…
    Mi dai coraggio, io ho avuto la diagnosi a luglio 2016 e come te gioisco di qualsiasi esperienza mi faccia sentire bene.
    Non è facile..ma c’è dobbiamo fare…
    Ciao
    Stefania
    P.s : anch’io sto benissimo in acqua faccio acqua-gym due volte la settimana.

  3. Avatar Maria Elena Reply to Maria

    ciao, anche a me è stata diagnosticata nel 2010 , un attacco fulminante che mo ha paralizzato il lato sinistro e costretta a 5 mesi di ospedale. Sognavo di immergermi, di nuotare o camminare sul bagnasciuga e pensa un fisiatra mi disse che immergermi avrebbe nuociuto al mio ipertono ! Come si sbagliava … non solo avrei riprovato la gioia dell’equilibrio , avrei anche raffreddato il mio corpo. Per fortuna un bravissimo neurologo mi ha sottoposto ad una plasmaferesi e poi ad un ciclo chemioterapicp di Novantrone poi l’interferone ha fatto tutt’ora sta facendo, il suo dovere , il mio fisico lo tollera egregiamente ma questa è firtuna. Ora cammino con l’aiuto di un bastone e due volte a settimana faccio riabilitazione in piscina. Non solo la SM non sa nuotare ma credo sia allergica alla determinazione ed all’amore di chi convive con noi e lei. Bravo Giovanni ..continua cosi

  4. Ciao Giovanni, anche a me e’ stata diagnostica la sclerosi a causa di incidente stradale, non riuscivo a correre ne camminare, mi si bloccava gamba destra.
    Dopo risonanza e ricovero mi è sta diagnosticata, fortunatamente riesco a guidare e continuo a lavorare.
    Prendo il fingolimod quotidianamente, volevo chiederti se qualcuno riesce a sciare, chiedo questo perché dopo la diagnosi ho paura di mettermi sugli sci.
    Comunque dobbiamo farcela……..bravo

    • Avatar Giovanni Profeta Reply to Giovanni

      Ciao Mario, il mese scorso ho fatto per la prima volta lo snowboarding (avevo fatto molto wakeboarding qualche tempo fa), dai, mettiti sugli sci, devi fare quello che ti piace, magari non sará uguale, Questa volta sará una Victoria sulla SM

  5. Grande Giovanni!!!
    La mia diagnosi risale a ottobre 2007. Dal 2010 sono subacqueo professionista, bombolaro però, l’effetto del mare e dell’acqua è unico.
    Non rinunciare ai sogni e alle passioni, i limiti sono solo nella nostra testa!
    Un abbraccio

  6. Grande Giovanni! Io ancora non posso tollerare l’acqua a 360° .. però per chi come me la SM impedisce di immergersi si possono trovare altri obbiettivi sportivi non agonistici che ti fanno imparare ad amare e superare i propri limiti.
    il mio è finire la maratona di Venezia correndo, vediamo ad ottobre 2017 come sarà 😉 buona serata!

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