La mia avventura in barca a vela oltre la sclerosi multipla

GiovaniOltrelaSM

Oggi pubblichiamo la storia di Giovanni. grazie alle sua passione per il mare e per la navigazione ha vissuto un’esperienza fantastica: una traversata in barca a vela dalla Florida al Messico. Neppure la sclerosi multipla è riuscita a frenare la voglia di avventura di questo ragazzo. 

Tante volte la mia vita mi ha fatto vivere momenti pieni di emozioni e avventure improvvise, proprio come questo viaggio in barca a vela che sto per raccontare.

Un amico di mio zio cercava qualcuno per trasferire la sua barca a vela da Fort Lauderdale (Florida), ad un porto nei pressi di Cancun (Messico) e, quando mi ha chiesto se ero disponibile, non ho esitato neppure un minuto. Ho messo nello zaino i farmaci e con la mia sclerosi multipla, mi sono lasciato andare a questa nuova avventura. Adoro il mare, è la mia passione.

Qualche giorno più tardi, dopo aver organizzato i dettagli del viaggio, io e Pablo – il capitano della barca – recuperiamo in aeroporto gli altri due marinai, Will ed Alex, con i quali trascorriamo le ore che ci separano dalla partenza. È bastato poco per sentirmi tra amici.

La partenza

Alle 5.30 del mattino del giorno successivo, i motori si accendono e la nostra traversata comincia. Per raggiungere il mare aperto abbiamo dovuto navigare circa due ore, ma quando la prua ha incontrato l’uscita del canale, le onde ci hanno investito in pieno. Erano grandi e forti e la corrente ci ha accompagnato per ore. I miei compagni erano un po’ preoccupati che questo potesse rallentare il nostro viaggio, ma io, che nei giorni precedenti avevo seguito con attenzione le previsioni meteo, ripetevo loro di stare tranquilli perché le onde si sarebbero appianate.

Avevo ragione. Nel corso della giornata il vento ci ha abbandonato ed un mare sempre più calmo ci ha accolti per la nostra prima notte di navigazione. Le ore notturne sono state difficili: il turno di guardia di ogni team era di 3 ore e per me è stato piuttosto pesante. Inoltre, il traffico di imbarcazioni, le rotte indicate dalle boe e la necessità, quindi, di segnare costantemente la nostra posizione sulla mappa, hanno reso questa prima giornata abbastanza movimentata.

Mentre vivevo tutto questo sotto quel cielo stellato che è uno degli spettacoli più belli della navigazione notturna, nella mia mente risuonava la prima sinfonia di Gustav Mahler. È stato un momento davvero sublime.

La tappa nel porto di Key West sulle orme di Hemingway e la traversata verso il Messico

Alle 8.40 del mattino dopo, attracchiamo al porto di Key West dove termina la prima fase del viaggio. Doccia, colazione e poi via per un giro in bicicletta sulle orme di Hemingway, scrittore che ha vissuto quei luoghi. E per questo non ci siamo fatti mancare neppure un pranzetto nel suo bar preferito, il famoso Sloppy Joe’s, né la vista su Mallory Square al tramonto.

Lasciamo musica, profumi e sapori di quei luoghi e la mattina seguente ripartiamo per la seconda fare della traversata. Direzione Messico!

Il vento soffiava dolcemente ma, viste le previsioni meteo per le ore successive, la preoccupazione di non arrivare in tempo in un porto sicuro mi metteva un po’ di agitazione. Non solo, dopo aver alzato la vela del Gennaker, questa è caduta in mare. L’albero (drizza) a supporto della vela si era spezzato inspiegabilmente. E pensare che due giorni prima, Pablo, il capitano, era arrivato fino in cima per controllarla. Se fosse successo allora, probabilmente si sarebbe consumata una tragedia.

Quando giunge l’alba io sono ancora al mio posto di guardia e in lontananza si vede l’isola di Cuba. La giornata continua normalmente fino a quando, in serata, le condizioni meteo peggiorano: il mare diventa sempre più agitato, le raffiche di vento arrivano sempre con maggiore forza. A farci compagnia in questo sorprendente viaggio arriva un uccellino giallo e nero che si posa sulla nostra barca per riposare. Tra foto e briciole di pane ed acqua per sfamarlo, cerchiamo di dargli un nome: dopo un confronto, dico agli altri che dobbiamo chiamarlo Pipin, come il campione cubano che lottava testa a testa con il grande Umberto Pelizzari nelle gare di apnea. Un sport che ho sempre amato.

L’ultima parte del viaggio e l’avventura nello stretto dello Yucatàn

Dopo la lunga giornata, ci svegliamo pronti ad affrontare la parte più difficile del viaggio: lo Stretto dello Yucatàn. In quel tratto di traversata la nostra barca ha navigato dentro un mare gigante, circondata da onde crescenti e un vento fortissimo.

In quei momenti tutti i tuoi sensi sono in allerta, ogni cambiamento deve essere colto velocemente e tutto il resto non conta. Anche la sclerosi multipla in quel momento è qualcosa di lontano.

Date le avversità, la difficoltà di proseguire lungo la rotta affrontando la tempesta, ormai stanchi, decidiamo di cambiare percorso, di dirigerci verso l’Isla Mujeres. È stata una buona idea. Finalmente la navigazione è diventata più piacevole e tranquilla e mentre procediamo verso la meta, mi lascio trasportare dalle onde accompagnando il momento ascoltando la voce di Andrea Bocelli. Mi sembrava di guardare il mondo a rallentatore. È stato un momento indimenticabile.

Arrivati a Isla Mujeres alle 2 del mattino, siamo subito andati sotto le coperte e il mattino seguente, dopo aver pulito la barca, abbiamo atteso i soliti controlli della dogana. La mia avventura con Oddysea era giunta al termine. Dato il mal tempo, l’imbarcazione ha dovuto attendere una settimana prima di attraccare nel porto di destinazione.

Salutato l’equipaggio torno a Miami in aereo. Sono abbronzato e felice. Felice per aver potuto navigare ancora una volta, perché ogni giorno passato in mare è per me una vittoria sulla sclerosi multipla. E questo viaggio lo dimostra.

Non dobbiamo smettere di sognare e non dobbiamo smettere di farlo in grande perché, credetemi, i nostri sogni e desideri possono diventare realtà anche con la sclerosi multipla.

Sei anni fa quando ho scoperto la SM pensavo che non avrei più potuto andare in mare, che questa mia passione dovesse restare un ricordo del passato. Ogni uscita, invece, mi fa assaporare un senso di vittoria.

Giovanni

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia scrivici a blog@giovanioltrelasm.it

2 commenti

  1. finchè possibile, avanti tutta….poi, come me, quando le cose cambiano davvero, rinunci, rinunci, rinunci.
    Si aprono, comunque, nuove prospettive se si ama la vita ma quanta, quanta fatica………..i sogni non sono più quelli di una volta!

  2. Ciao Gabriela, la direzione del vento cambierà , dobbiamo essere attenti per aggiustare le vele, questa analogia funziona perfettamente con il nostro percorso con la SM.

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