La superficialità dei colleghi: quanta rabbia

empatia-9Per quanto ci siano persone dall’estrema sensibilità che sono propense perlomeno ad ascoltare i tuoi sintomi, trovo che, al di fuori della famiglia e degli amici più cari, a nessuno interessi minimamente capire cosa sia la sclerosi multipla. Ci si sofferma realmente all’immagine di una sedia a rotelle, e, visto che non è il mio caso, le conclusioni sono immediate: “Dai che stai bene!”.

E quanta rabbia mi sale! Odio la compassione ma, amante della giustizia quale sono, pretendo, e sicuramente sbaglio, che il rispetto e l’interesse che si dice di avere, si mostrino anche con semplici domande, ascoltando pure la risposta.

Lavoro in un ambiente molto piccolo, che dovrebbe essere familiare, a dirsi. Ma non è così. Ci sono giornate così dure che ormai tengo per me. Convivo con la stanchezza da anni e se solo provo a sottolinearlo mi sento rispondere che sono stanchi anche loro. Se sento le gambe rigide e faccio fatica, trovano una scusa per dirmi che non è nulla, sottovalutando sempre, oppure mi dicono che anche a loro succede. Quando accenno che la notte non dormo ma che ho tolto di mia volontà qualsiasi psicofarmaco per aiutarmi, l’ affermazione è sempre che anche loro hanno problemi di insonnia.

Invidio il loro saltuario mal di schiena, o il loro herpes labiale, o il loro raffreddore. E li invidio perché passano. Qualche giorno ed è tutto finito.

Da quando ho ricevuto la diagnosi, ho cercato di lavorare sempre e di non mancare mai, nemmeno con l’ago canula in vena sotto boli di cortisone. Ho staccato solo dopo la rachicentesi, per un paio di settimane. Forse è colpa mia, che non chiedo mai aiuto e che non sono capace di dire: STOP. Forse fisicamente sono tosta e non si notano le occhiaie o gli occhi stanchi nemmeno se non dormo. (O forse, e credo sia più probabile, non lo si vuole notare). Sta di fatto che l’unico aiuto che ho avuto, è il non farmi fare più le scale visto che faccio davvero molta fatica.

Ho un lavoro d’ufficio, per cui più o meno sedentario, ma i compiti sono sempre molti e il personale è ridotto. Tra l’altro lavoro in un front office per cui tutto passa da qui. (L’ideale per chi dovrebbe lavorare in tutta tranquillità eh?). Non pretendo assolutamente di avere un trattamento diverso, ma spesso, quando la testa va in “pappa” sarebbe bene parlare a bassa voce o fare meno confusione possibile. Almeno per un attimo, finché non mi riprendo.

Scrivo qui ormai da anni e credo che non abbiano letto nemmeno un mio post. Nessun interesse nel capire cosa sia questa scomoda compagna di vita. A sforzo acquistano le stelline di Natale. Se gli dovessi chiedere che sintomi ho, non saprebbero rispondere, eppure vivono con me 8/9 ore al giorno.

Forse il crollo che non ho ancora mai avuto (e oggi festeggio il 5° Sclero-Kom-Pleanno), lo sfogo così: chiedendomi il perché di tutta questa superficialità e non interesse. Probabilmente io faccio il mio a non raccontare realmente cosa vivo ogni giorno, e a farmi vedere sempre forte, carica e dalle infinite energie. Ma per quanto io possa nascondere certe paure o certi fastidi, credo che forse ci serva solo un briciolo di tatto. O forse non interesso io a loro come persona? Mille domande, alle quali non trovo risposta.

Ma d’altronde sempre LUI cantava:

“Quando c’ho il mal di stomaco, ce l’ho io mica te oh?”

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34 commenti

  1. Mamma mia quanto è vero quello che dici .capita ogni giorno anche a me non so neanche cosa rispondere è la stessa dannata situazione anzi ti dirò mi hanno anche detto “dai su muoviti corri “magari potessi magari

    • Cara Matilde, Come ti capisco! A volte vorrei rispondere sul serio ciò che penso, ma mi devo limitare ad usare la gentilezza. 🙂 Un abbraccio e coraggio!

    • No, io non credo che la colpa sia dei colleghi.
      Ieri allo sportello del cup, la signora al gabbiotto non ha voluto neanche vederlo il mio tesserino. Mi ha detto “No, lei deve fare la fila normale, qui solo invalidi al 100%”. “Ok”, ho pensato. “Mi hanno sempre fatto passare, qui funzionerà diversamente”. Ho fatto un’ora e mezza di fila. Poi le analisi e tutto… ma andando via mi sono resa conto che il mio codice esenzione era scritto sul cartello tra quelli col diritto di precedenza. E secondo voi sono andata via senza dir nulla? Ho preso il mio bel tesserino, l’ho sbattuto sul gabbiotto e… “Che c’è scritto qui?! Eh?! Ma lei l’ha letto il mio tesserino o semplicemente non le sembravo abbastanza invalida per avere la precedenza?”
      “Oddio, mi scusi, sono mortificata.. di qui passano tutte persone anziane o con evidenti disabilità, lei è così giovane e carina.. non potevo immaginare…”
      “Eh no”, le ho risposto. “La sclerosi è infame, all’inizio non si vede, si sente solo.”
      Ecco.. considerando questo, come facciamo a dire che a lavoro sia colpa dei colleghi?
      Se a lavoro noi, un po’ per dignità, un po’ per orgoglio, un po’ perché non riusciamo ad accettare la nostra situazione, e un po’ per dimostrare alla sclerosi che siamo più forti di lei, svavalchiamo, e non di poco, quelli che sono i nostri limiti di stanchezza, di sforzo, di resistenza al dolore, di concentrazione…?
      La sclerosi multipla è già abbastanza invisibile di suo.. perchè tendiamo a nasconderla?
      La colpa non è dei colleghi. Dovremmo solo imparare a comunicare con sincerità, senza vergogna.
      (La teoria non fà una piega, ma io sono ancora nella fase dignità. Magari, se c’arriverò, vi racconterò di come ho fatto a superarla.)

      • …vero, dignità. Ma considera che io parlo abbastanza delle mie problematiche e non gli può interessare di meno ai cari colleghi, fidati! Giusto 1 ogni tanto ha come un colpo apoplettico e mi chiede come va, ma gli si legge in faccia da 1km che non vuole fare troppa scena, con i colleghi non con me. Il livello di umanità è basso ovunque, figuriamoci quando si è circondati da personaggi frustrati da fesserie!!!

  2. ciao ragazze…vivo la vostra stessa situazione lavorativa, anche io vivo 9/10 ore al giorno in un’ambiente ‘famigliare’, tanto famigliare che ho provato a fare domanda per cambiare lavoro, le agenzie interinali ti rispondo a pesci in faccia dicendoti d’essere fortunata ad avere un lavoro, per carità non lo nego, ma se il lavoro mi fà stare male?! non ho il diritto di provare a cambiare?! neppure al centro per l’impiego, nonostante abbia l’invalidità mi hanno accettata, bisogna essere disoccupati…
    grazie per il sostegno e la comprensione!!!!!!!!!!

    • Ciao Elisa! Capisco perfettamente la tua voglia di cambiare! Non mollare la presa e continua a cercare che sono sicura che qualcosa prima o poi riuscirai a trovare. Mi rendo conto che non possiamo pretendere di essere capite, non tutti hanno la stessa sensibilità. Ti abbraccio forte e in bocca al lupo!

  3. Non credo si tratti di insensibilità e non dovresti prendertela. Anch’io non ho sintomi visibili e anche a me dicono “anch’io sono stanco, anch’io non dormo ecc.”. Io lo interpreto come un modo un po’ contorto per non farmi sentire “sola” con i miei sintomi, persino il mio compagno mi dice “dai che non è niente, anche a mi si addormenta la mano di notte…”. E sono certa che non lo faccia per superficialità. Sei sicura che preferiresti sentirti dire “si vede che stai da schifo? Che faccia da zombie che hai”. Io sicuramente no… E poi, perdonami, l’ambiente di lavoro non è il posto adatto per parlare di te o della tua malattia, anche se ti sembra una grande famiglia, per sfogarti ci sono amici e familiari, sul lavoro ci sono i colleghi, che sono un’altra cosa. in bocca al lupo

    • Ciao Alessandra, hai perfettamente ragione sul farmi vedere un punto di vista diverso della cosa e potrebbe essere come dici tu anche se in questo caso ho i miei dubbi. Per quanto riguarda gli “sfoghi” ti dico che al lavoro hanno vissuto tutto dal primo giorno con me, la ditta è molto piccola e io sono spesso in ospedale per controlli o boli per cui credo sia normalissimo parlarne. Non mi sono mai vergognata della malattia per cui per me non esistono luoghi adatti o meno. Io ne parlo sempre e ovunque :-). Comunque ti ringrazio davvero per avermi dato la tua opinione. In bocca al lupo per tutto! Un abbraccio!

    • Condivido e sottoscrivo!

  4. Ciao!! La cosa brutta secondo me è che oggi la sm mi sembra ancora tanto un tabù… Voglio dire quasi a voler far finta di non avere nulla…. Meno persone sanno meglio è…. La gente è capace di giudicare non di mettersi al tuo posto è pensare che sarebbe potuto capitare anche a loro…

    • Dada, giusta osservazione e sinceramente mi trovi molto d’accordo. Non ho capito ancora il perché si tende ad escludere il problema, se il problema non riguarda personalmente. Comunque sia dobbiamo guardare avanti e cercare a mio parere di sensibilizzare sempre di più.
      Un abbraccio

  5. Leggere il tuo post è come specchiarmi…nella mia vita degli ultimi 16 anni!
    Io soffro di una forma di SM RR (Recidivante Remittente), che esternamente non si fa notare!
    Ma io so bene quanto possa pesare questo zainetto invisibile che mi porto sulle spalle. A volte sembra di non averlo, ma quasi sempre almeno un sassolino rimane sul fondo e pesa…
    Non tutte le persone che incontriamo sono prive di sensibilità, ma è veramente difficile spiegare che i loro malesseri sono passeggeri, mentre per noi fanno parte del quotidiano.
    Alcune ci riescono, forse per maggiore empatia, ma per il resto è una battaglia.
    Non ti abbattere! Ci sono sicuramente giornate in cui questa cosa ti manda in bestia, è verissimo, ma altre che ti concedono una tregua e ti sembra di condurre una vita normale. Quasi… 🙂
    Un abbraccio

    • Ciao Laura! Grazie mille per il tuo messaggio! Hai perfettamente ragione, infatti realmente il mio è stato uno sfogo di una cosa che ho a cuore e che a volte mi imbestialisce. Altre volte ci passo sopra e cerco di non pretendere nulla. Un abbraccione a te! 🙂

  6. Ciao, purtroppo se non si hanno sintomi evidenti, la frase è sempre la stessa… si vede che oggi stai bene…. si siamo tutto stanchi. .. anch’io faccio fatica a dormire ecc ecc. Io lavoro in un ambiente di lavoro molto grande ma la musica non cambia! Tutti guardano i propri interessi sono davvero pochi i colleghi che chiedono come stai e alla quale interessa la risposta è quindi ho imparato a risp. Benissimo grazie! Ciao

    • Ciao Chiara! Infatti anche la mia risposta con il tempo sta diventando quella. Sto sempre bene! Tanto non cambia nulla, a loro non cambia sicuramente. Un abbraccio grande! 🙂

  7. Mi dispiace veramente, dopo aver letto il tuo blog; comprendendo la sofferenza che provi nei tuoi sentimenti per la superficialità dei tuoi stessi colleghi.
    Io leggo tutti i vostri blog, solo che ho quell’empatia, perché assisto mia moglie con la sm da più di 3 anni ( 24 0re su 24 perchè è allettata ) Quindi vedendo e sentendo mia Moglie riesco a comprendere ….
    Ma una persona al di fuori, guarda solo ( forse magari curiosità per come si reagisce ) non prova sentimenti e non mostra attenzione alle parole e non guarda la persona.
    Ma di tutto questo io non mi meraviglio, so perché la società ne suo insieme ha questo comportamento;
    Comunque non voglio apparire presuntuoso, no !
    Sono solo sicuro di ciò che dico dopo circa 40 anni che studio la Bibbia.
    Con mia moglie andiamo avanti, non per ciò che ha scoperto la scienza; ma per la fede ne vero Dio; il Dio di ogni conforto che ci conforta e ci sostiene con il suo spirito giorno dopo giorno.
    Non so se sei credente o no, ma quello che dico, lo dico con il cuore, perché bisogna amare il prossimo; ed io e mia moglie ci sforziamo di fare del nostro meglio.
    ( Se queste parole vi danno fastidio non tenetene conto )
    L’amore leale è il vero motore che fa andare avanti la vita.
    Solo che si riscontra con gran delusione, che le persone buone soffrono chiudendosi in se e se durante il giorno è successo con qualcuno un’incomprensione: non si riesce nemmeno a dormire la notte.
    Mentre ci sono tante persone (che all’incontrario ) se durante il giorno non hanno provocato qualche litigio o dispiacere a qualcuno non riposano bene la notte.
    Può sembrare strano ma la società è dominata più dal male che dal bene.
    Ma solo per poco, per ogni cosa ci sono tempi stabiliti!!
    Forza e coraggio perseveriamo perchè il male sarà sconfitto !
    Auguro tutto ciò che desidera il tuo cuore.
    Antonino l’ombra di Aurelia antoninocacciola@hotmail.it

    • Ciao Antonino!!!! I tuoi commenti così dolci non mancano mai e non sai che piacere. Per quanto mi riguarda non tocco il tasto religioso, che comunque non credi turbi nessuno. Ti do ragione su quanto le persone sensibili(che io non definisco buone) si tormentino per ogni cosa. Io sono una di quelle e sostengo che questa cosa abbia aiutato anche una malattia autoimmune a prendere il suo corso. Credo che si possa comprendere o meno un dolore, una malattia, ma credo anche che la sensibilità del cuore o ce l hai o no. Quando mi accorgo che mi domandano come sto tanto per fare bella figura, non perdo nemmeno tempo, e dico che sto bene. Evito di raccontare perchè il tempo mio è prezioso. Ti abbraccio forte e manda un abbraccio alla tua splendida moglie. Grazie per come sei.

  8. Condivido tutto quello che hai detto.
    E si…e purtroppo è proprio così….
    Se il resto del mondo non vede una stampella o la sedia a rotelle…stai bene.
    Ciao, un abbraccio

  9. Ciao! Anch’io sono 17 anni che convivo con la SM. senza sintomi evidenti …..e convivo con colleghi altrettanto indifferenti…… e a volte anche con amici che hanno difficoltà a capire i tuoi problemi! Per cui l’unica conclusione. ….. secondo me è quella di trovare sostegno e comprensione….. tra noi che abbiamo gli stessi problemi !A gli altri lasciamogli i problemi loro……tanto i nostri non li capiranno mai !!Ciao un abbraccio a presto.

    • Ciao Gabriella! Bhe, effettivamente sì, devo darti ragione. Tra noi a volte non serve nemmeno ci si parli. Ad ognuno i suoi problemi no? 😉 Un abbraccio e in bocca al lupo!

  10. anna gianetiempo Reply to anna

    Ciao io ormai sono ammalata dal 1992. Ma mi ritengo fortunata. Lavoro in una ditta dove tutti hanno sempre fatto molta attenzione ai miei problemi. Da poco sono stata trasferita in un ufficio più importante è anche qui le attenzioni verso di me sono molte. E non è pietà ma rispetto per una problematica che mi accompagna da sempre. L’anno scorso sono stata operata anche di tumore al seno con chemio e radiazioni. Il pacchetto completo insomma. Ma non ho mai mollato anzi. …ora sto prendendo anche lezioni di equitazione. SONO FORTE NATALE. COMUNQUE CONTINUO A NON MOLLARE MAI

    • Wow Anna! Che bella testimonianza la tua! Non ti fai mancare nulla eh?? Ma adesso basta! 🙂 Sei l’esempio della speranza che ci possano essere colleghi che riescano a non guardardi con pietà ma davvero con sensibilità e comprensione! Grazie mille. Un abbraccio e in bocca al lupo!

  11. Maria Rosaria Reply to Maria

    Beh, leggere quanto hai scritto è come leggere nella mia mente e nel mio cuore perchè anche io vivo questa situazione ma al contrario cioè in famiglia, il che, fa più male. Parlo ovviamente di marito e figli (2 maschi di 22 e 20 anni) che non credono fino in fondo a come mi sento perchè mi vedono attiva, pardon….in piedi ed è tutto facile. Sbuffano se chiedi aiuto, se chiedi di stendere un panno o di fare qualche lavoro che io non posso fare eppure in casa faccio tutto, lavoro, zoppico, mi stanco, mi riposo, mi rialzo, aggiusto un letto, mi riposo, mi rialzo cucino, mi stanco, mi riposo ecc ecc e così trascorre la giornata….eppure lavoro, eppure porto uno stipendio a casa, insegno in una scuola dell’infanzia e solo l’amore per i bambini mi fa stringere i denti e andare avanti….non è che non capiscono, non vogliono responsabilità. Ammettere di conoscerei sintomi e le conseguenze future della malattia,capire fino in fondo, implica farsi carico del futuro di una persona disabile, fino alla morte e allora, paragonare il loro mal di schiena al nostro è, oltre che egoismo puro, un modo per allontanare, sviare e minimizzare un problema che diversamente diventa un peso enorme per loro….premetto che ho 49 anni ma convivo con la SM da quando ne avevo 11 ma mai capita e diagnosticata dopo 23 anni con il perseverare e l’aumentare della zoppìa sx, dei formicolii e dell’eterna stanchezza. dico sempre che il problema diventa insormontabile se non hai amore intorno….e non mi sbaglio….unica nota positiva, la comprensione e l’amore delle colleghe…non buttarti giù e continua a lottare e quando ti senti stanca fermati e ripititi che passerà…..e poi ricomincia. Devi trovare la forza dentro di te altrimenti nessuno ti aiuterà…..un grosso bacio…..

  12. Ciao a tutti scusatemi se non c entra molto con il post scritto ma ho bisogno di voi…..ma vi sembra normale che mia sorella va a Medjugorje e a me porta un comunissimo souvenir come tutti gli altri dicendomi che in questi luoghi non c’è niente da comprare e invece al marito di una cugina di mamma malato di tumore il souvenir,la bottiglietta di acqua benedetta e soprattutto il tovagliolino che ha passato nella statua del Cristo Risorto (che ne puoi passare quanti ne vuoi)….vi prego non fraintendetemi non parlo per gelosia ma parlo perchè mi fa troppa rabbia avere sempre più la conferma che se non mi vede nella sedia a rotelle io malata per lei non lo sono….stiamo parlando di mia sorella….che schifo!

  13. Lo capisco che fa male, ma la gente vive di stereotipi quindi se non hai il bastone o le stampelle o la sedia a rotelle allora stai benissimo. Ma ti dico che la cosa più assurda per me è l’esatto contrario! La gente non capisce come io possa sorridere ed essere sereno nonostante la SM! Per molti io dovrei essere costantemente infelice altrimenti i conti non tornano!

  14. Monica Baldini Reply to Monica

    Mi sono vista allo specchio, è così con la maggior parte delle persone che conosco, che rabbia!!!

  15. Capisco benissimo ciò che dici e per quanto mi riguarda neanche la mia famiglia capisce ciò che cerco di spiegare. La stanchezza, il malumore, le notti insonni… Non c’è cosa più avvilente di questo… Perciò dobbiamo lottare da soli, ma a testa alta. Ti abbraccio

  16. Ragazze anche io vivo la stessa situazione… e solo peggioramento vedo ieri in cantiere mentre stavo facendo rilievi ho avuto una crisi epilettica e mi sono svegliata per le urla di mio padre mi ha fatto male vederlo piangere e adesso scopro che nonostante LEMTRADA che ho fatto 2 mesi fa ho solo avuto peggioramenti … cmq noi che ci capiamo siamo vicine tra di noi un grosso bacio ragazze

  17. Come sempre si dice che chi non lo prova sulla sua pelle non può capire… Io ho delle amiche che riescono a capire quando sto tirando troppo e si fermano prima che mi faccia io… Sul lavoro è tutto diverso… Ovvio essendo una categoria protetta non è un segreto che sia invalida ma soprattutto sono io che dico per prima quello di cui son affetta… Se c’è una cosa che apprezzo dei miei colleghi è che non mi fanno sentire il caso clinico di turno… Ovviamente io metto il doppio della forza per fare qualcosa che una persona “normale” fa tranquillamente… Ho un lavoro d’ufficio anche io… Ci son giorni che è il delirio e giorni che sono più tranquilli… Ma c’è sempre quella sensazione che devi fare di più devi dimostrare di essere all’altezza… O almeno è così per me…
    So che son fortunata ad avere almeno dei colleghi non pirla come i vostri… Però spesso quello che non vedono non lo percepiscono…

  18. antonino Cacciola Reply to antonino

    Ciao Anonimo!!
    Mi scuso se ti rispondo in ritardo. Grazie della tua lode; poi sono d’accordo con te sulla sensibilità del cuore.
    Sono anche d’accordo, su chi ti chiede come stai solo per curiosità o per fare bella figura; e vero non conviene perdere tempo.
    Ricambio il tuo abbraccio forte!!
    Antonino l’ombra di Aurelia!!

  19. antonino Cacciola Reply to antonino

    Ciao Anonimo!!
    Mi scuso se ti rispondo in ritardo. Grazie della tua lode; poi sono d’accordo con te sulla sensibilità del cuore.
    Sono anche d’accordo, su chi ti chiede come stai solo per curiosità o per fare bella figura; e vero non conviene perdere tempo.
    Ricambio il tuo abbraccio forte!!
    Antonino l’ombra di Aurelia!!

  20. Ho letto e mi sono riconosciuta…. anche io lotto ogni giorno e ho anche un lavoro pesante ! Mi alzo al mattino dopo la solita notte nella quale si dorme pochino mi trucco il viso indosso un sorriso e la mia solita ironia e vado al lavoro bel posto quello… dovrebbe aiutarti a non pensare e cercare di fare una vita normale invece ci trovi molti non tutti colleghi che visto che ancora non sei su una sedia a rotelle vuol dire che non hai nulla e che sei furbetto non si sa per cosa poi dato che sconti e agevolazioni non ne hai!!! È così inghiotti sberleffi e commenti quando non vanno a lamentarsi con i superiori re tu che ti ammazzi di lavoro molto più di quanto dovresti stai zitta e ingoi e poi a casa piangi di nascosto perché tu sola sai quanto è dura vivere con la sclerosi multipla

  21. Amara verità. Ho fatto 1000km pensando di trovare un posto socialmente più aperto da quello di provenienza e purtroppo mi sono imbattuto nelle stesse identiche problematiche, finanche peggiori! Ormai passo le giornate a lavoro sbattuto in un angolino (della mia mente) cercando di evitare per quanto possibile qualsiasi discussione perchè non sopporto più niente. Certo, in un ambiente di lavoro non è d’obbligo che ci sia per forza amicizia o altro, ma ho l’impressione che passare 1/3 delle mie giornate così sia controproducente a prescindere dalla SM. La vera cosa triste è aver appurato che le persone intorno a me siano terribilmente preoccupate di una marea di idiozie, avendo passato 30 anni da “normodotato” (..sinceramente? Che schifo questi normodotati! ) in questi ultimi 7 anni ho conosciuto persone fantastiche che dalla vita hanno raccolto più macerie che altro e non si lamentano di niente!!!!! Brutto dirlo ma per fortuna e purtroppo esistono!

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