Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Cara SM, sei entrata nella mia vita silenziosamente. Da lì è iniziato il viaggio

viaggio

Ottobre 2010, mattina. Aprire gli occhi e vedere doppio non è certamente uno dei migliori
risvegli, specie per un ragazzo di 20 anni. Credendola una cosa passeggera, resto
per un giorno intero a riposare senza però constatare miglioramenti. Incredulo e preoccupato,
decido di contattare un oculista per fissare l’appuntamento al mattino successivo. Fatta la visita, lo specialista mi inoltra, tramite suo certificato, al reparto di oculistica dell’ospedale cittadino.

Qui mi inviano d’urgenza al reparto di neurologia in cui vengo visitato e in seguito ricoverato. Provate a immaginare quanti punti di domanda mi si sono presentati! Nessun medico che si esprime, non azzarda a darmi un “perché”della persistente diplopia. Per la prima volta sono entrato dentro quel macchinario tanto odiato per la risonanza magnetica. Sì, RM encefalo.

Insomma, risultato: “Deficit della abduzione del VI° nervo cranico di destra”. Questo sdoppiamento della vista riesce a passare con cinque punture intramuscolari di cortisone. Ho chiesto alla neurologa il perché si fosse presentata la diplopia e mi ha risposto che poteva essere causata da un trauma subito. Ma quale trauma? Me lo sarei ricordato o quantomeno avrei accusato dolori alla testa. Va bene, la mia vita deve proseguire, penso. Quindi continuo a condividerla con la mia lei e riprendo a studiare.

Con il passare del tempo, precisamente dal 2011, avverto un particolare sintomo/segno alla schiena: quando chino il capo sento uno stiramento doloroso. E questo sintomo/segno rimane incontrollato perché ho sempre creduto si trattasse di una normale “modifica” del corpo. Si sa, crescendo cambia, quindi non chiedo nessun accertamento medico. Nel 2015 decido di cambiare città e ricercare un lavoro. In questo anno la mia vita ha subito un vero cambiamento. Si è però aggiunta la spossatezza quale nemica delle mie giornate costringendomi inspiegabilmente al letto per ore, giorni. Il lavoro non si trovava, l’amore non c’era più…mi vedo costretto a rientrare in terra natìa.

Marzo 2016. Sono seduto sulla sedia che studio: d’un tratto i piedi sembrano non esserci. Sarà il freddo penso, ma questi benedetti piedi sembrano essere sempre più addormentati. Tento con i rimedi della nonna ma nulla cambia. Mi rivolgo quindi all’ospedale cittadino. Mi ricoverano in neurologia per parestesia ad ambo i piedi e ipostenia. Insomma, analisi del sangue, urine, potenziali evocati, RM encefalo/midollo….. “malattia demielinizzante”.

Ecco il famoso “perché?” del 2010 ma anche il segno/sintomo del 2011: Lhermitte!
La sclerosi multipla è entrata nella mia vita e per farlo se l’è presa con calma provando qua e là a darmi piccoli segnali. Dal 2010 al 2016, “silenziosamente”, si è presa un po’ di midollo e varie parti dell’encefalo. Così è iniziato un nuovo viaggio alla scoperta della vita. Cara SM per me sei un motivo in più per andare avanti.

8 risposte

  1. Buongiorno, con impegno e sacrificio, viviamo.
    Aspettiamo e ci auguriamo la rigenesi, mielina.
    Ora è SMSP.
    Cara SM , non direi.
    Serena giornata, guerriero.

  2. Ciao ho appena letto la tua storia,a me ha preso subito la schiena e la gambe dal 2011 al 2015 non sapevo di cosa si trattasse,sono stata dall’ortopedico perché mi faceva male il ginocchio invece mi ha detto che non avevo niente,fino a quando sono rimasta bloccata al mare non riuscivo più a camminare e da lì sono andata dal neurologo e mi ha mandato a torvergata all ospedale e il 17 Agosto 2015 mi hanno detto che si trattava di sclerosi multipla,è stato ed è ancora adesso brutto accettare una cosa del genere però dobbiamo andare avanti con tanta forza e tanto coraggio.

  3. Guardiamo avanti fiduciosi. Grazie della condivisione e di esserti aperto (non e’ da tutti e, di sicuro, non da me!) In bocca al lupo.

  4. Anche per me la SM è stato un motivo in più per andare avanti. Dopo è arrivato mio marito e dopo è arrivata la nostra piccola Allegra, e sono diventati loro i miei due bellissimi motivi per andare avanti. Buona strada a tutti.

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