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Oggi pubblichiamo la storia di Margherita, una ragazza che, pur avendo ricevuto la diagnosi di sclerosi multipla abbastanza recentemente, ha già trovato la chiave per vivere al meglio questa convivenza

Quando stai “bene” con la sclerosi multipla instauri un rapporto di tacita convivenza. Pensi che dopotutto non è ‘sta malattia così grave: hai una ricaduta, fai il cortisone e poi passa.

Oggi pubblichiamo la storia di una ragazza che, dopo la diagnosi di sclerosi multipla, ha vissuto per lungo tempo in una sorta di limbo che l’ha fatta sopravvivere alla sua
Finalmente è in corso la sesta edizione del Convegno Giovani AISM, incontro dedicato a tutti gli under 40 che convivono con la SM. I ragazzi

Forse nn tutti sanno che l’ Operatore Locale di Progetto è indicato dall’UNSC per poter presentare domanda di servizio civile, come figura fondamentale che garantisce l’accompagnamento

“È per questo che vale la pena vivere: per sfidare lo stato ovvio delle cose. Con cervello, cuore e fiato” Agostino d’Ercole Uomo dalla schiena

La diagnosi di sclerosi multipla ci fa capire molte cose, per esempio cosa significa aver paura, ma anche cosa significa essere forti. Jessica riflette

Da sempre, o almeno da quando ho iniziato ad addentrarmi all’interno dello strano mondo della SM, ho avuto come per istinto la necessità di far

Scira ha avuto tanta paura e continua ad averla a causa della diagnosi di sclerosi multipla. Non esiste una cura definitiva al momento. Ma le

Da qualche giorno è online il video che ha come protagonista Emma Rogan, Policy and Information Officer dell’associazione SM irlandese, che è stata ospite all’ultimo Convegno

“Non voglio fare da crocerossina, fa male alla coppia, me lo devo far passare dalla testa. E la SM non dico che ci divide, ma

Sapete, c’è un detto indiano che dice: “quando è buio e non sai dove andare, fermati e attendi l’alba”. Non sono solo parole…c’è un profondo senso

Al Convegno FISM io e Alessia abbiamo incontrato – per caso – anche Gianluca Menichetti. Gianluca ha 31 anni ed è un giovane ricercatore un

Questa foto non ha bisogno di tante spiegazioni…risale allo scorso inverno quando ho partecipato al progetto “Under Pressure”. Nella foto sono nel parcheggio di un

In occasione del Convegno FISM, io e Gabriele abbiamo avuto l’onore di trascorrere un giorno da “infiltrati” della ricerca. Tra i tanti ricercatori incontrati, ce
3 risposte
Brava, posso portare la mia esperienza di appassionato di montagna e alpinista (mediocre). Ho quasi 30 anni di diagnosi (1989), nei primi due anni camminavo normalmente, successivamente sono comparsi i primi sintomi evidenti. Nonostante ciò ho fatto ascensioni di tutto rispetto sia a piedi che con gli sci da scialpinismo almeno fino a fine anni 90 (pur, lo riconosco, rischiando qualcosina ogni tanto); successivamente e molto gradualmente le forze diminuivano e i problemi di coordinazione in discesa aumentavano. Ma non ho mai smesso di andare in montagna. Ora, a quasi 30 anni dalla diagnosi riesco a fare i miei 3-400 metri di dislivello, anche di più se il terreno è agevole. Lo scialpinismo l’ho abbandonato da tempo perché troppo complicato da gestire. La montagna è stata la mia medicina, almeno altrettanto efficace che copolimeri o interferoni vari; almeno… io ne sono convinto. Continua così, senza forzare ma senza scoraggiarti se dovessi vedere che le energie non sono più quelle di un tempo: semplicemente… VAI.
Ciao Andrea… Hai detto bene, la montagna è anche per me la mia medicina. Tutto è più “leggero” in alta quota e nonostante le difficoltà, non gliela do vinta… guardo il sentiero che mi rimane da percorrere e vado avanti!
purtroppo non e cosi , malato da 16 anni camminavo scalavo anche io purtroppo la sm primariamente progressiva non mi ha dato scampo,