Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Dopo 20 anni sono tornata a giocare a basket nonostante la sclerosi multipla

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Questa è la storia di un ritorno. Un ritorno allo sport, un ritorno alla vita. Una rivincita dopo una diagnosi che segna un prima e un dopo

Era fine ottobre 2005, in piena università a Verona al 2° anno di Ostetricia. Giocavo a basket in serie C.

Bello, bellissimo, partite forti, competitive, si sudava tanto. Durante le ultime partite l’allenatore mi rimproverava spesso perché inciampavo ai cambi di direzione, mi scappava di mano la palla durante i contropiedi, sbagliavo canestri elementari: “Mah” pensavo “ho proprio un periodo no…”.

Qualche giorno dopo l’ultima partita a Trento mi sono svegliata al mattino e non vedevo bene dall’occhio sinistro. Non avevo dolore, nessuno. 

A 21 anni non pensi ai limiti, e siccome ci vedevo bene con l’occhio destro, quel sabato sera sono andata a ballare e mi sono pure divertita tanto!

La domenica successiva però, ero completamente cieca all’occhio sinistro. Quella domenica è stata e rimarrà per sempre un confine tra il prima e dopo. Da quel momento è stato un continuo di accertamenti clinici e un ricovero lunghissimo. 

Da quell’ultima partita a Trento non ho più avuto il coraggio di toccare un pallone da basket, non ho più avuto il coraggio di sentire i parquet del campo sotto i piedi, non ho più avuto il coraggio di sentire il fruscio del pallone che attraversa la retina del canestro.

STOP.

Ho scoperto di avere un’amica nuova, un’ombra che mi segue sempre e che ha un nome e un cognome, con un caratteraccio come il mio, che te la fa pagare il più delle volte: lei si chiama Sclerosi Multipla

La mia vita è continuata eh. Mi sono laureata, ho iniziato a lavorare come ostetrica, ho conseguito tre master. Ho conosciuto e sposato Eduardo con cui ho due fantastiche bambine. Tutt’ora lavoro come ostetrica (non è scontato). Tutto questo è stato possibile con estrema difficoltà ma con tantissima determinazione e grinta, qualità che mi ha insegnato il basket, lo sport.

Per questo lo sport è senza limiti. Va oltre i confini.

Da settembre 2024, con il Baskin, ho ripreso in mano il pallone da basket e l’ho fatto palleggiare su quel parquet favoloso in compagnia di persone a dir poco preziose. Vent’anni dopo. Sì, corro con i miei limiti e assieme ad essi. Corro lenta e incerta. Sarà per i miei 41 anni, sarà per la mia Sclerosi Multipla. Però lo faccio, questo è importante. Lo faccio e mi diverto con soddisfazione. Grazie Baskin per questa riconquista, per questa condivisione senza giudizio.

Grazie, grazie, grazie a non finire anche a tutti voi che mi avete letta ma non compatita. 

Io non sono un’eccezione, sono come tanti (invisibili/ visibili disabili e non).

Con molti limiti, ma del resto: chi non ne ha?

Sara

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