Quei sintomi non mi hanno fermato. Ora guardo avanti

Antonio“Se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole.”
Leggendo questo blog ho pensato diverse volte di scrivere di me.
Oggi sono qui. Mi chiamo Antonio e ho 22 anni.

Ma facciamo un passo indietro: 21 maggio 2011, è pomeriggio, il mio occhio destro decide di andarsene per fatti suoi, non risponde ai miei comandi.

Un paio di visite, niente di grave, ma mi ritrovo con mia madre che prenota per me una risonanza a fine luglio: classico istinto protettivo da mamma.
Passa un mese e mi accorgo di camminare male: “mah, si sta facendo sentire la distorsione che ho preso alla caviglia qualche giorno fa”.
Con il tempo non vedo alcun miglioramento. Inizio anzi ad accorgermi che qualcosa non funziona alla mia gamba destra ed in seguito alla mia mano sinistra.
Essendo in quel periodo molto impegnato con gli esami di Maturità, decido di recarmi al Pronto Soccorso solo il 9 luglio, esattamente quattro giorni dopo l’esame orale.
Comincia così la mia lunga permanenza in Ospedale, che prosegue poi con la fisioterapia.
Bella vacanza post maturità, vero?
Passano le giornate, inizia un graduale miglioramento che però faccio fatica a vedere e percepire, davanti ad una costante e credo giustificata paura. In quei momenti nessuno mi parlava mai chiaramente: i medici avevano bisogno di ulteriori accertamenti. 1 o 2 agosto, queste date non si scordano, lo so, ma forse inconsciamente io l’ho fatto: chiedo ancora una volta una risposta, la fisioterapista mi dice finalmente la verità che tanto cercavo. Torno nella mia camera, sono lì nel bagno solo a piangere.
Non è stato facile affrontare l’idea di vedermi chiuso in casa proprio in quell’anno tanto atteso, l’anno della svolta, quello in cui mi sarei trasferito nella capitale per fare l’Università.

Nonostante tutto, decido di continuare a prepararmi per il test

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di ammissione. Purtroppo non ci sono riuscito.
Tutti possono aver desiderato un “anno sabbatico”, ma non io. In quel momento non ne avevo bisogno.

Contrariamente alle mie aspettative però, in questo periodo ho avuto il tempo e lo spazio necessario per ritrovare me stesso, per riprendermi in mano quella vita che non meritava rese: dovevo guardare avanti.
Volevo pensare al mio futuro come non avevo mai fatto prima, ne avevo ancora più bisogno proprio ora che era più difficile.
A parte qualche piccolo problema all’inizio, ora sto benissimo.
Forse grazie alla mia forza, forse grazie al farmaco: sono all’Università e sono felice di aver trovato finalmente il coraggio di dire al mondo di me, della sclerosi multipla.
Magari la maggior parte, ovvero tutti quelli a cui non ho mai confessato questo mio piccolo/grande segreto, si chiederanno incuriositi se ho scritto questo post dopo litri di alcool o dopo aver sbattuto la testa.
È vero, fortunatamente non ci sono sintomi nei paraggi da due anni quasi, ma lei è qui con me ed in teoria mi accompagnerà per tutta la vita.
Di una cosa sono sicuro e lo giuro a me stesso: non mi arrenderò mai e cercherò di camminare sempre a testa alta con tutta la volontà e la forza che possiedo.

Antonio

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19 commenti

  1. Bravo Anto!

    Già dicendo al mondo e raccontandolo, ti sei dimostrato forte! Respect, non mollare e in bocca al lupo per gli esami.

    • Crepiii il lupo.
      Grazie mille per quello che mi hai scritto, anche se devo ammettere che mi sono tirato un pò indietro.. Cioè, ti spiego: ho mandato questa lettera per poi pubblicarla sui social senza problemi, ma un pò di persone in questi ultimi due giorni mi hanno messo un pò di dubbi dicendo che dovrei parlarne personalmente e non dirlo a 800 persone tramite un social.. Vedrò cosa fare.. Grazie ancora

      Antonio

      • Il mio parere? Hai fatto benissimo, puoi parlarne sia qui che personalmente con ogni singolo individuo, parlarne singolarmente e meglio con le persone che ti accompagneranno tutta la vita, farlo qui e come dirlo ad una comunità che it apprezza e ti incoraggia , ciao collega =)

        • Il “problema” non era parlarne qui, ma condividerlo su facebook con persone che per la maggiorparte sono conoscenti.. di un paese, dove si sa che un piccola cosa diventa enorme e potrebbero riempire i miei di domande visto che io sono un fuori sede.. Era, è un problema secondo i miei amici e familiari, io non avevo paura di dirlo al mondo.. anche se ora mi hanno messo un pò di dubbi e per ora lascio stare facebook..credo.

  2. Ciao Antonio,
    Sei veramente in gamba!Anch’io convivo da circa dieci anni con questa malattia e ormai,nonostante i fastidi,lei è diventata una compagna di vita.
    Non molliamo mai,caro Antonio,continuiamo a lottare.
    Melissa

  3. Io penso che una persona se ha la necessità di raccontare una storia, la può raccontare a 800 persone o a una sola, ciò che importa è che la storia venga raccontata perché la si voleva raccontare …
    fare ciò che si desidera, ciò che si ritiene sia il meglio per la propria vita!
    The show can go on!

  4. Ciao Antonio, io è da 6 mesi che ho scoprto di avere questa compagna per la vita …. servono persone che aiutano noi neofiti nel nostro primo approccio… che ci aiutano con le loro esperienze…. per cui scrivi, perchè scrivendo aiuti persone come te, come noi…
    MT

  5. Ciao Antonio,

    Sei forte!
    anche io ho iniziato a 22 anni .. ne sono passati 16 da allora e mi accompagna in silenzio da un bel pò.. l’amica invisibile..
    Prendiamo la vita a morsi 😉
    Marina

  6. Ciao Antonio, secondo me hai fatto benissimo a scrivere queste parole. Hai urlato a tutti, persone che ti conoscono e che non ti hanno mai visto, il tuo segreto ma hai anche regalato la tua forza e il tuo coraggio di vivere. Condividere le tue emozioni è sempre una cosa che ti fa crescere e migliorare, non importa il mezzo in questo caso. Sono convinta che questo gesto possa essere una spinta per parlarne poi di persona con chi vorrai condividere i tuoi pensieri più profondi. Inoltre quello che hai scritto può essere fonte di speranza e di gioia per chi leggerà o ispirazione a farsi forza per quelli che stanno ancora lottando e fanno un po’ fatica. Quindi ti ringrazio.
    Un abbraccio telematico,
    Cristina

  7. Ciao Antonio,
    leggendo la tua storia ho rivissuto a tappe la mia…l’occhio, la gamba , la mano la stanchezza… non farti troppi problemi a parlarne qui semplicemente con un post perché io leggendoti ho sentito qualcosa e ho condivo con te la paura e la rabbia. Sei in gamba e devi (si, devi!) realizzare i tuoi sogni!In bocca al ….non ci riesco mi stanno simpatici i lupi! Buona Fortuna

  8. una mamma Reply to una

    Forza Antonio, vivi la tua vita realizzando tutto ciò che ti sta più a cuore. Non ti arrendere mai. Lo devi fare per te e per le persone che ti vogliono bene.
    Una mamma

  9. Ciao Antonio, come ti hanno già detto l importante è fare ciò che si sente! Anche x me c è stato un periodo in ospedale con tanti silenzi ma io avevo gia’ capito la mia diagnosi e il crollo c è stato eccome..ora sono piena di forza e di voglia di assaporare ogni attimo di questa vita seppur con una nuova compagna nn invitata….pazienza! Noi siamo più forti di lei! Un abbraccio

  10. la nostra amica è tosta, ma noi siamo più forti di lei….non mollare mai

  11. Ciao Antonio, mi chiamo Ylenia e ho 37 anni, SM diagnosticata a 26 anni, io vivo con questa amica invisibile da anni e cerco di fare tutto allo stesso modo (gioco anche a clacio fai tu), anche se il mio occhio destro nn vede più in modo completo. Un abbraccio a te e a tutti quelli nella nostra stessa condizione. CIAOOOO

  12. Io mi sono seccata.Sono 2 anni quasi che ho scoperto di essere affetta da malattia demielinizzante.Non mi hanno dato nessuna terapia, devo solo aspettare una variazione dalle risonanze per iniziare una cura

  13. Il solo fatto che racconti di te, significa che sei sulla giusta strada! Molto belle le ultime parole, complimenti!

  14. Grazie mille a tutti, mi ha fatto davvero piacere leggere le vostre risposte 😀

    Antonio

  15. Grandissimo , Complimenti per il tuo coraggio (cosi si combatte questa brutta bestia)
    un in bocca al lupo !

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