Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Sclerosi multipla: l’informazione conta

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Alla Leadership Conference AISM, che si è svolta dal 20 al 22 aprile 2012 scorsi, una delle ospiti d’onore era Ketty Vaccaro, Responsabile Settore Welfare del Censis, che ha illustrato i dati di alcune ricerche svolte nel settore delle malattie  degenerative, come la sclerosi multipla. «Il  paziente di oggi risulta informato, autonomo, responsabilizzato, alla ricerca della qualità e disponibile ad investire in modo diretto sulla tutela della propria salute», ha detto.

 

Il passaggio storico nel nostro paese da un paziente passivo, totalmente nelle mani del medico, a un paziente proattivo, soggetto titolare di diritti e consapevole, passa anche e soprattutto dall’informazione. Ecco dunque un po’ di numeri sul panorama delle malattie croniche e dell’informazione nel campo della salute. Intanto, come si informano gli italiani sulla propria salute? La maggior parte tramite televisore (42,9%) e giornali (35, 8%). Seguono il medico 20,3%, famigliari, parenti, amici, colleghi (18,7%)  e internet (12, 6%). Su web sono quasi 17.000.000 gli italiani che cercano informazioni sulle patologie: quelle sulla salute  risultano le fonti più consultate.

 

Altro dato interessante: quali sono i difetti dell’informazione sulla salute secondo gli italiani? Il 32,1% pensa che è carente di informazioni pratiche, il 29,6% che è troppo complessa, il 24,5% che enfatizza gli aspetti di rischio, il 15,4% che illustra terapie sperimentali come disponibili quando non lo sono ancora. Ma soprattutto l’informazione fa sempre bene o confonde? Il 53,4% pensa che essere informati il più possibile sia sempre un bene, ma il 46,6% crede che troppa informazione possa confondere chi non è esperto.

 

Tutte queste percentuali servono ancora di più a farci capire quanto una buona informazione sia essenziale. Tutte le persone si affidano molto a quello che vedono, sentono o leggono. Spesso però le informazioni che si trovano sono strumentalizzate e sono un danno per chi, per esempio, ha avuto da poco la diagnosi e non capisce quello gli succede.Noi ne sappiamo qualcosa! Cambia il mondo, noi ci dobbiamo adeguare, e anche i medici devono essere più  preparati per avere la nostra fiducia incondizionata. Spero di avevi dato qualche informazione utile. Voi cosa ne pensate? Come vi informate e cosa pensate dell informazioni che trovate?

Una risposta

  1. Essere un paziente pro attivo, io ci ho messo un po’ a diventarlo difronte alla mia neuro, i primi anni ero sempre un po’ reticente. Ma ora che conosco meglio la mia SM mi sento più tranquillo e quando c’è da prendere una decisione che riguarda la mia salute, posso dire che è nata una collaborazione col neuro e non una passiva accettazione di quello che propone.

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