Parliamo di sport? 4° Convegno Giovani

gabriele

È sempre stata una cosa con cui ho avuto un rapporto discontinuo, lo sport.
Mi ricordo le scuole medie, nella mia c’era una squadra di pallavolo. Mi sembravano tutti più bravi di me, durante l’ora di ginnastica mi sentivo sempre un po’ inadeguato, inadatto, incapace, in-qualcosa. E anche un po’ scoordinato.

E probabilmente non mi sbagliavo neanche troppo, con le mie mani di pastafrolla (non a causa della sclerosi, era proprio una questione di incapacità manifesta). Però mi divertivo, anche se non sono mai stato in grado di fare una schiacciata come si deve.

Dopo questo sono venute le scuole superiori, e senza un motivo particolare non ho fatto quasi nulla per anni. È

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strano come l’attività fisica diventi necessaria in alcuni momenti, e non se ne senta il bisogno in altri. Così, senza un’apparente ragione.

Poi sono venuto a vivere a Pisa, e dopo non tanto tempo mi sono innamorato: ho scoperto i pattini a rotelle.
Improvvisamente mi sono ricordato di cosa significa avere un corpo, di cosa vuol dire usarlo per tagliare l’asfalto e correre giù da un ponte alle undici di sera (ragazzi, non fatelo, è pericoloso. davvero.) con gli occhi che lacrimano.
Solo io e il rumore dell’aria che sbatte sul viso.
E poi tornare a casa, dopo due ore passate sull’asfalto della città e sentire i muscoli che ancora vibrano, che vogliono di più. Non riuscire a dormire, perché il corpo si è svegliato.

E dopo la diagnosi, uscire coi pattini e fare un giro di prova per vedere se l’equilibrio è ancora funzionale, se riesco a stringere le curve come sempre, insomma se il mio corpo funziona ancora come dovrebbe.

Di queste cose mi piacerebbe parlare sabato prossimo a Roma all’incontro “SM e sport”, di come ognuno di noi si rapporta con il proprio corpo quando deve fare attività fisica, di come sicuramente ognuno di noi lo fa in modo diverso e personale.

Ci vediamo là?

5 commenti

  1. santo cielo, mi è venuto in mente che forse l’ultima volta che ho usato i pattini a rotelle risale almeno a 30 anni fa…

  2. …30 anni fa..??!! Eri uno scricciolo allora… 😉 Comunque c’è sempre tempo… non contano gli anni, conta la capacità di essere liberi di muoversi.. 😀

  3. Gabry vieni a Siena, con i pattini è comodissima 😛

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