L’amore arriva..e non c’è niente da fare

Alessia

Quando una storia d’amore finisce, credi che niente e nessuno  potrà mai farti provare certe sensazioni. E’ un pensiero comune a tante, forse troppe persone e mentre lo macini nella testa sembra una verità assoluta. Chiudere un pezzo importante della propria vita, fatto di anni ma soprattutto di sentimenti, condivisioni, ricordi e progetti, fa male… e le ferite ahimè si rimarginano solo con il tempo, tanto tempo.

E quando guariscono? Pensi di essere pronta a lanciarti in nuovi incontri e in nuove avventure? No! O comunque dipende. Riuscire a curare le ferite non significa essere pronti a ricominciare, a rimettersi in gioco… Non significa essere pronti ad investire in qualcosa di tanto bello e complicato come l’amore. Se poi guardandoti allo specchio vedi un’immagine di te verso la quale sei molto critica perché non ha quella camminata sexy che magari ti piacerebbe tanto; perché ha un paio di stampelle che tutti  guardano e qualche volta “giudicano”; perché ti senti goffa… tutto diventa più difficile. O almeno così sembra.

Ci lavori su e ti convinci che è giunto il momento di conoscere persone nuove, ma giochi ad ostacolarti. Cominci a ripeterti cose del tipo: “ma dove lo incontro? Certo non mentre faccio jogging in un parco…!”; “E anche se lo incontrassi… sicuramente si bloccherebbe davanti alla mia camminata strana (che non è proprio quella della canzone di Baglioni), alle mie stampelle o a chissà a cosa”.

Non sei paranoica perché, se la persona che ha condiviso con te tanto tempo ha scelto di starti accanto e ti ha tenuto la mano quando tutto è iniziato… in questo caso quel povero ragazzo (chiunque esso sia) dovrebbe prenderti a pacchetto chiuso come una di quelle promozioni al supermercato che non sai mai fino a che punto convenga.                   Basta! Non mi innamorerò mai più! Nella mia vita ci sarà posto solo per il lavoro ed un cane!

Ecco. Questa era Alessia fino a pochi mesi fa. Chiunque incontrassi sulla mia strada non andava bene e io sicuramente non sarei stata la persona adatta a lui. Così, per partito preso!

Beh, mi sbagliavo e mi sbagliavo di grosso! Eccomi qui, sempre con la mia camminata strana, le mie stampelle, le mie minigonne, i miei sorrisi e le mie paure. Ma questa volta accanto ho una persona speciale.                                                                           Speciale non per avermi scelta con tutto quello che comporta (intendo a livello caratteriale 😉 ), ma straordinario per la sua capacità disarmante di buttare giù quei muri e quelle barriere che mi ero costruita intorno per la paura di restare delusa e per la paura di amare di nuovo, di investire di nuovo in una cosa tanto grande.

Come l’ho incontrato? Nel modo più classico del mondo: ad una cena organizzata da amici comuni. Una stretta di mano, quattro chiacchiere, due risate… e qualcosa che ti colpisce e ti fa capire che stavolta, forse, non c’è niente da fare. Perché le cose arrivano così, all’improvviso. Senza se e senza ma.

A volte mi sembra di conoscerlo da una vita, a volte mi sembra tutto da scoprire.   A volte sono felice e altre sono terrorizzata. Certe volte mi sento la donna più figa del mondo e altre vorrei disintegrarmi.                                                                                   Ci sono giorni che anche un “clono da freddo glaciale” mi mette in difficoltà, perché provo una sensazione di grande fastidio e inadeguatezza. Ma lui è lì e non si smuove.   Piano piano sta entrando nella mia vita con quella sua capacità di sfondare le porte ma anche di andare in punta di piedi, provando a capire senza chiedere troppo e sapendo aspettare quando non è il momento, perché mi sento “le scarpe troppo pesanti”.

Non è facile, non è scontato… ma è bello. Avere una persona accanto, volersi bene, condividere, sognare, parlare, progettare… Insieme,  che sia per un giorno, un anno o una vita intera, è bello e credo debba essere un diritto di tutti. I primi a capirlo, però, dobbiamo essere noi.

 

20 commenti

  1. Ciao alessia, mi ci rivedo in tutto quello che hai scritto. Tutte quelle paure, tutti quei pensieri negativi che ci fanno chiudere in noi stessi e non ci fanno crescere . In questo momento momento della mia vita la paura ha preso il sopravvento.. Mi è persino difficile incontrare gente nuova per il disagio della mia ineguatezza, della mia camminata ( adoro quella canzone di Baglioni) e di tutto quello che ne comporta. Però sappi che questa bellissima esperienza che stai vivendo mi da conforto e sono davvero felice per te. Grazie per averla condivisa ti mando un abbraccio 🙂

    • Ciao Romilda! Ho condiviso questa esperienza perché dentro di me sentivo di non essere l’unica. Vedere i vostri commenti mi fa molto piacere.. anche se conferma ciò che pensavo. Sono tanti i momenti nella vita in cui la paura prende il sopravvento… a volte non dipende solo dalla SM o da qualche altra scocciatura come nel mio caso, ma di sicuro c’è che il fatto stesso di avere un problema fisico rende tutto più difficile. E’ come se diventasse il centro del mondo, del nostro mondo e della nostra vita. Ecco perché dobbiamo avere il coraggio di fermare questa spirale. Sono la prima a dire che in molte situazioni mi sono sentita e mi sento a disagio, ma comincio anche a capire che non possiamo per questo chiuderci in casa. Il disagio che proviamo è amplificato dalla particolare condizione che viviamo… ma dobbiamo saper andare oltre ed imparare a riderci su (come ho fatto io la sera di San Valentino che mi sono spalmata dritta per terra 😉 ) Non chiudiamoci a riccio, ma piuttosto usciamo, respiriamo aria fresca.. e piano piano impariamo a lasciarci andare.. Ti abbraccio anche io! 😀

      • Ciao Alessia, per caso mi ritrovo a leggere la tua lettera e la tua esperienza, sai io mi ritrovo in questo periodo molto delusa dalla persona che avevo a fianco abbiamo avuto una storia con alti e bassi come tutte penso ,mi lascia a gennaio 2017 e ci ripensa dopo un mese però io ho paura di essere lasciata di nuovo e passano un paio di mesi dopodiché lui mi dice di essere stanco di aspettarmi e dopo una settimana lo vedo con un altra bello e felice e meno male che io ero la donna della sua vita, succo della storia? Lui adesso si è trasferito in una altra città dove sta lei e stanno bene felici e contenti. Secondo te è giusto? Per me no. Grazie per lo sfogo

        • Ciao Mariateresa.
          Mi spiace molto. Tuttavia, credo che, al di là del suo comportamento, tu possa trovare una persona migliore. Lui ha fatto la sua scelta e tu hai diritto come tutti di essere felice.

  2. Bella lei! Mi hai fatta emozionare!!A Roma lo scorso anno me ne avevi parlato, avevi gli occhi a cuoricino!!!!Ed eri ancora più bella di sempre… Chi ti ama, ti ama per ciò che sei.. e più ti conosco più adoro quella persona fantastica!!!! Deve essere fiero e contento di questa super dichiarazione d amore eh?? Un bacio grande e a presto!!!! Fa’

    • Effettivamente sto perdendo un po’ di smalto.. nel senso che la mia aria da dura a volte fa cilecca, ma non è colpa solo dell’amore. Diciamo che in generale frequento un gruppo di tenerotti 😉 Comunque Fanny.. sappi che sei avanti! Ciò che per te è “l’anno scorso”, per me è ancora “solo 2 mesi fa” 😀 A presto!!!!! Baci

  3. Mi rivedo in questa situazione. .bellissima descrizione di questa realtà. Brava alessia

  4. Dirti che sono molto ma molto felice per te è ben poco..un abbraccio dalla tua vecchia stampella..:-P

    • Caro tenerone e romanticone del gruppo, grazie per condividere con me la serenità e la gioia di questo momento… ma ti comunico che tu resterai sempre la mia vecchia stampella, così per definizione! Anche se tra un po’ – causa l’età – mi toccherà caricarti in spalla 😀

  5. Goditelo tutto questo amore!…

    • Grazi Miri. Devo dire che nella mia vita sentimentale sono stata molto fortunata. Ho sempre incontrato delle persone non solo intelligenti, ma capaci di amare. In una coppia non è mai semplice, ma quando c’è qualche “intrusa” (piccolo o grande che sia) diviene ancora più complicato. Una cosa però l’ho capita.. che le persone arrivano sulla tua strada quando meno te lo aspetti e spesso sono quelle giuste. Il partner deve essere un amante, un amico, un compagno, un confidente, una spalla… E questo, credo, che valga proprio per tutti (normodotati e non 😉 )

  6. Ecco, io mi sono perdutamente innamorato di una donna simile ma non mi ha allontanato la sua malattia, mi ha allontanato il suo egoismo, non ha mai voluto condividere con me il suo tormento…

  7. Anche io, se potessi, darei la mia vita per la mia ex che ha questo problema, a volte, ed è il mio caso, è più duro sconfiggere, non la malattia, piuttosto il fargli credere che si ama veramente la persona…

    • Walter io non ti conosco xò a me piacerebbe
      avere una persona come te accanto x condividere i miei
      pensieri se ti va fatti sentire che ci conosciamo come amici ti aspetto ciad
      miriam

    • Sai Walter, anche io (come avrai capito dal post) ho avuto accanto un’altra persona prima. Una persona a cui voglio un bene immenso che mi è stata vicina in tanti momenti, con la quale ho pianto e sorriso… verso la quale ho sfogato tutta la rabbia per un qualcosa che mi era capitato, che oltre tutto non è era così definito. Tante volte me la sono presa con lui anche per delle stupidaggini, tante volte gli ho urlato contro quando lui non c’entrava niente. Lui però è sempre stato lì a sostenermi, ad abbracciarmi, a vivere combattere con me nelle piccole e grandi sfide quotidiane. Ma ci sono state anche tante, troppe volte in cui non volevo parlare, in cui mi chiedevo perché mi stesse accanto in un mondo pieno di belle ragazze.. sane, spensierate e senza problemi. Ci sono stati momenti bui in cui mi sono chiusa a riccio e altri ancora dove l’ho quasi escluso dalla mia vita. Quando è finita ho dato la colpa a mille cose, compreso alle mie stampelle e al mio modo di essere e di fare. Solo con il tempo ho capito che era semplicemente giunto il momento di prendere strade diverse, di continuare a crescere ma da soli. Oggi sono diversa nel rapporto, per tante cose, ma per tante altre ho ancora più difficoltà: raccontare di me e soprattutto del mio problema mi manda spesso in crisi. E’ così.. Ci sono le cose che non si possono spiegare e che non si possono capire. Non c’è una ricetta, purtroppo… a volte – almeno nella mia esperienza – vince il più forte e il più caparbio. Ti auguro il meglio

      • Ciao Alessia, ti ringrazio per il messaggio che hai scritto. Mi hai fatto molto riflettere, la stanchezza, l interferone, le stampelle, la carrozzina, non possono interferire su un sentimento come l ‘amore.
        Un rapporto si chiude perche’ non c ‘ e’ un sentimento di amore non perche’ non si e’ capiti nei sintomi della SM.
        Un conto e’ voler bene a una persona che ti e’ vicino, un altro e’ amare.
        Chi ama appoggia serenamente chi ha bisogno di urlare, chiudersi, stancarsi facilmente … allontanare chi ci sta vicino con amore e’ semplicemente segno di non amare l ‘ altro.

        • Ciao Hebert, sono d’accordo cone te e come ho scritto, le storie finiscono a prescindere dalla SM o di qualsiasi altra patologia. Certo, a volte c’è chi scappa… ma quelli che restano sono molti molti di più. In fondo la “malattia” è solo una delle tante sfide che la vita pone davanti. Se c’è l’amore quello vero, si combatte sempre e comunque insieme! In due si è più forti.

  8. Walter hai proprio ragione! Io non ho ragazzo
    xò la penso come te!

  9. L’amore arriva non c’è niente da fare…potrebbe anche ma visto che a 34 anni sono ancora single spero arrivi prima di essere 2 metri sotto terra .. altrimenti non me ne farei di niente.

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