E poi, inaspettatamente, l’Amore

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Eleonora Boni 8-6-2015

Dal marzo 2014 la mia vita è stata stravolta per ben due volte. La prima al momento della diagnosi, la seconda il 23 febbraio del 2015.

Non ho mai creduto al destino, ho sempre pensato che siamo noi a decidere la carta da giocare, che siamo noi i padroni della nostra vita. Tante volte però c’è il caso, la coincidenza, chiamiamola come vogliamo, pronta a stravolgerci, a mischiare le carte in tavola. A volte in peggio, a volte in meglio.

Ed è proprio così che è andata la mia storia. A marzo ho dovuto fare i conti con l’inaspettato, quella cosa brutta arrivata dal niente, che era pronta a cambiare me, a cambiare il mio presente e il mio futuro. Eravamo io e lei, nessun altro. Ero solo io a dover decidere come affrontarla: potevo affondare, scoraggiarmi, lasciarmi sopraffare, oppure indossare il mio sorriso migliore, vivermi la mia “nuova vita” giorno dopo giorno, sperando che qualcosa di migliore arrivasse prima o poi.

Ho cercato nuovi stimoli, avevo addirittura deciso di andare via, di cercare la mia felicità altrove, mi aggrappavo a tutto ciò che potesse permettermi di continuare a sorridere, ad affrontarla con positività. Eppure c’era sempre quel pezzo che mancava, che non riuscivo a trovare né in me stessa né in nessun altro.

Poi il 23 febbraio 2015. Arriva il giorno della terapia, entro in ospedale e incrocio un sorriso bello da morire che perdo tra la gente. Dopo un po’ lo ritrovo di fronte a me, a raccontare della sua storia e delle sue passioni sempre con quel suo sorriso così bello e contagioso. Vedevo in lui la mia stessa voglia di vivere, di ridere, di pensare alle mille cose belle che la vita ci ha dato, nonostante ce ne abbia date anche di meno belle. Era la prima volta che non volevo andarmene, che sarei rimasta lì a parlare e ad ascoltare ancora per ore.

Una volta andata via ho avuto in testa quel paio d’occhi e quel sorriso per tutta la giornata, dovevo trovare un modo per “ritrovarli” e la tecnologia mi è stata d’aiuto. Quattro giorni dopo eravamo seduti al tavolino di un bar, due estranei con una voglia incredibile di conoscersi, che ancora non sapevano cosa stava per succedere.

Da quel giorno è iniziato un nuovo percorso, una strada sui cui camminare insieme. Fatta di sorrisi, di momenti da condividere di cose già scoperte e tante ancora da scoprire. Una strada fatta di felicità. Una strada piena di vita.

…e il pezzo mancante, che avrei fatto chilometri e chilometri pur di trovare, era più vicino di quanto pensassi…

Come ho già detto, al destino non ci credo, non credo che siamo “predestinati”, che la nostra vita è già scritta. Forse è stato il caso, trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, o cosa non lo so. Quello che so per certo è che non ho mai smesso di sperare che qualcosa di più bello potesse accadere e far diventare quel marzo ormai lontano, un ricordo come tanti. Non avrei mai pensato che ad arrivare fosse l’amore, mai avrei pensato di trovarlo così, improvviso e inaspettato, pronto a stravolgermi, a tenermi la mano giorno per giorno, pronto a rendermi felice come mai prima d’ora.

E da quel giorno di febbraio che ricordo come fosse oggi, ogni volta che entriamo insieme nella saletta dove ci siamo conosciuti, mi guardo intorno, poi incrocio il suo sguardo e non posso fare a meno di sorridere.

15 commenti

  1. Mamma mia che bella storia….la prossima volta che andrò in ospedale guarderò bene chi mi sta attorno….magari troverò un sorriso anche per me! !!
    Che bello leggere parole che riempiono il cuore!!!

    • Ciao Ilaria! Se ho imparato una cosa quel giorno è che non bisogna mai uscire in pigiama… Perché gli incontri più giusti avvengono nei luoghi più inaspettati! 😀 mi raccomando la prossima volta in ospedale! 🙂 un abbraccio

  2. La tua storia è bellissima
    ti auguro tutto il bene per il futuro.
    Ciao

  3. Ciao Eleonora bellissimo quello Che hai scritto . Domani ho un appuntamento per fare una risonanza magnetica all’ospedale speriamo che trovo qualcuno Che sorride perché 45 minuti dentro quel macchinario non passano mai . Ciao a tutti

    • Ciao Nando! Ti capisco alla perfezione… Io quando ho fatto la prima infusione di tysabri ero un po giù perché l’interferone non aveva funzionato… In più ho trovato un clima poco piacevole e non ti nascondo che piangevo in silenzio. Da quel giorno invece devo dire che c’è sempre stata ottima compagnia… E la terapia si affronta col sorriso! Ti abbraccio

      • esperienza dell’interferone andata male pure a me, ora attendo di iniziare col tysabri.. e spero di seguire le tue orme e di trovare buona compagnia! 😉
        Un abbraccio 🙂

  4. Ho letto la tua storia Eleonora, ed è molto bella; la tua positività ha permesso, l’immaginabile, l’impensabile ma non l’impossibile!
    Ho letto che non credi al destino, e fai bene; difatti la nostra vita non è già scritta ma siamo noi che la costruiamo, in base alle scelte che facciamo.
    Fare le cose, con gioia e col sorriso; e come fare un piatto ben condito!
    Certo è vero, ci sono momenti si e momenti no; ma la gioia e il sorriso dà gusto alla vita, permette di affrontarla in modo diverso. La persona solare, allegra , sorridente; attira e cambia anche l’umore alla gente.
    Il sorriso è contagioso, ma anche la tristezza…
    Eleonora, complimenti con l’amore si va avanti.
    E anche scritto, che la speranza e la fede finiranno ma l’amore non finirà mai!
    Io ho mia moglie Aurelia con la sm; ma lei è così solare allegra e sempre sorridente, non si lamenta mai. Dopo quasi 30 anni di matrimonio, ora io l’assisto 24 ore su 24.
    Forse oggi è più facile trovare il vero amore in ospedale, che in campagna o al mare ( come è successo a te)

    Un saluto da Antonino l’ombra di Aurelia!!

    • Penso che sorriso, ottimismo e amore siano i tre ingredienti fondamentali per vivere la nostra vita al meglio… E tu e Aurelia lo sapete bene! È bello sapere che esistano ancora storie così… Mi fa credere ancora a quel lieto fine che purtroppo ormai sembra sempre più raro! Vi abbraccio forte

  5. Che bella storia! Vi auguro tanta felicità…io invece non ho bisogno di guardarmi intorno perché affianco a me c’è sempre un uomo meraviglioso, un uomo fantastico…mio marito! Mi accompagna e mi e’ sempre vicino soprattutto in questo periodo della mia vita un po’ particolare…un abbraccio

  6. A 34 anni, non ho mai avuto una ragazza. Le poche che hanno accettato di uscire con me, mi hanno fatto capire che era un sacrificio per loro. Nonostante questo non mi deprimo. Ho la SM da tre anni, con varie disabilità, anche evidenti, ma non mi butto giù. Sorrido e scherzo ugualmente perché non mi sono cercato io le rogne e dimostro al mondo che sono più forte.
    Comunque due parole carine fanno piacere 😉

  7. Che bella storia, sono felice, tanto felice per te. Poter condividere i nostri problemi con chi ti ama, con chi li ha, è meraviglioso. Tanti auguri, di cuore.

  8. Bravo Paolo, dimostra di essere sempre forte; sei un uomo di carattere sicuramente; di parole condite ogni giorno ne abbiamo tutti bisogno, se no la vita diventa ancora più amara.
    Si, persone che amano veramente; ce ne sono sempre di meno, oggi sono tutti amanti dei piaceri e dei divertimenti, pensano al loro “io” Ma solo chi ama il prossimo è conosciuto da Dio.
    Dimostra prima a te stesso di essere forte, gli altri se ne accorgeranno!!

    Auguri Paolo!!

  9. Io il prossimo maggio sposerò la persona che da sei anni mi è vicina in tutto e per tutto e che ha perfettamente capito che ci saranno a volte momenti un pochino più difficili ma…chi ha detto che Sm e amore non possono andare d’accordo? Abbiamo problemi di mielina, mica di cuore!! 🙂
    Augurissimi per tutto Eleonora!

  10. Che bella storia e di una dolcezza infinita!!!! Io lo dico sempre al mio futuro marito…..la Sm me l ha portato…….dopo la diagnosi mi sono avvicinata all aism lì ho conosciuto Valeria una volontaria con la quale sono diventata molto amica e stando sempre insieme uscendo e frequentando casa sua mi sono innamorata di suo fratello e l anno prossimo me lo sposo!!!!!l amore oltre la Sm sempreeeeeeeeeeee

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