Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Lettera aperta alla sclerosi multipla

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Mi vedi? Tu, da lì dentro, mi vedi? E mi senti? Io ti sento, subdola, a volte impercettibile, ma ti sento dentro me.
Vuoi far parte del mio essere, non ero pronta.

Ci vuol tempo ai nuovi arrivi, bisogna fare il giusto spazio, riequilibrare tutto. Vabbè, ora ci sei.
Prepotentemente hai voluto far parte della mia vita.Che dirti. Benvenuta,mi prenderò cura di te. Sii clemente con me, non amo l’arroganza, apprezzo la discrezione, le pause, i silenzi. La mia anima è tranquilla, non ama gli imprevisti, non la turbare.

Ma mi vedi? Tu che guardi da dentro mi vedi veramente? Sì,quello che percepisci è il mio terrore, mi sento un cane randagio appena adottato.

Felice, timoroso, impaurito. Non so quella mano appena alzata cos’ha in serbo per me. Devo gioire? Preoccuparmi? Forse mordere. No, so cosa capita quando mordo. Non voglio.
Taccio, mi acquatto qua ora, buona buona. E aspetto, calma, come ti dicevo essere la mia anima.
Tremo, ma è quasi piacevole, mi fa sentire viva.

Ho paura, non alzare quella tua mano sulla mia testa con prepotenza o disprezzo. Accarezzami o se non puoi, semplicemente posala su di essa e confortala. Non spaventarmi, se vuoi vivere con me, impariamo a tollerarci.

Nina

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