Un tour negli Stati Uniti: cosa sapere prima di partire

Alessia

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Questo che state per leggere è il primo di una serie di post che vi racconteranno il mio viaggio negli Stati Uniti.

Era da tempo che volevo fare un tour in America, ma non ce n’è stata mai l’occasione, almeno fino a quando non ho deciso di sposarmi. Quale scusa migliore, quella del viaggio di nozze, per fare tre settimane dall’altra parte del mondo?

Immaginare un viaggio lungo, in termini di chilometri e di giorni, è facile: lasci andare l’immaginazione ed è fatta. Quando smetti di fantasticare, però, basta andare in un’agenzia viaggi per rendersi conto che la realtà è un’altra.

Se per programmare un viaggio, di solito, bastano un paio d’ore, questa regola non vale per chi, come alcuni di noi, deve portarsi dietro fastidiose ma importanti zavorre come stampelle, carrozzine e un beauty di medicine.

Se la questione dei farmaci è stata facilmente superata dal fatto che al momento non assumo terapie specifiche, ho dovuto comunque confrontarmi con tutto ciò che riguarda l’accessibilità di mezzi e luoghi.

In agenzia sono stati gentilissimi e disponibilissimi, ma la loro conoscenza della disabilità e delle relative esigenze e procedure, erano inizialmente scarse, se non nulle. Forse fino a quel momento nessuna aspirante sposa aveva avuto un paio di stampelle e una carrozzina da portarsi dietro.

Ad oggi, purtroppo, non esistono agenzie specializzate e le informazioni disponibili in rete sono spesso frammentate o magari non rispondono alle tue domande.

Credo, tuttavia, che la mia esperienza abbia permesso anche a chi ci ha affiancato nella pianificazione di questo viaggio, di imparare qualcosa di più sulla disabilità e, soprattutto, di conoscere procedure e documenti necessari ad un viaggiatore con esigenze “particolari”. In questo modo il prossimo che si presenterà, potrà avere risposte più dettagliate.

Scegliere itinerario e mezzi di trasporto con i quali muoversi tra le varie tappe è stato divertente e davvero molto semplice. In fondo non ci sono città inaccessibili, almeno sulla carta, alle persone con disabilità.

Anche scegliere gli hotel, tutto sommato, è stata cosa da poco. L’agenzia e il tour operator hanno dovuto solo accertarsi che tutti gli alberghi, oltre ad essere in una posizione abbastanza centrale e comoda, fossero completamente accessibili. Nel centro città può capitare di trovare edifici datati dove, al di là del bagno accessibile (che nel mio caso non era necessario), la presenza di ascensori o porte abbastanza larghe da far passare una carrozzina non è scontata.

Una volta compiute le verifiche del caso, però, tutto si risolve e tu puoi cominciare ad immaginare concretamente la tua vacanza. Forse.

La parte più difficile da gestire, sia per noi, sia per l’agenzia, infatti, è stato il rapporto con le compagnie aeree rispetto alla richiesta di assistenza.

Innanzitutto è bene sapere che le compagnie americane richiedono un certificato medico (io l’ho fatto fare dal mio neurologo), che dichiari la ragione che porta il passeggero a viaggiare con una carrozzina (come se qualcuno se la portasse dietro per puro divertimento). Il certificato, inoltre deve essere redatto in doppia lingua: italiano ed inglese. Sembra assurdo, ma è così. A quanto pare dopo gli attacchi terroristici del 2001 controllano ogni singola virgola. Tralasciando i commenti personali, però, vi dico che il certificato in questione non deve riportare la diagnosi, ma solo una brevissima descrizione delle difficoltà di movimento per le quali è necessario l’uso della carrozzina.

Se credete che sia tutto ok, come ho fatto io, vi sbagliate. Non basta dichiarare il motivo che spinge una persona a portarsi dietro una carrozzina, ma è altresì necessario fornire tutte le misure possibili ed immaginabili della sedia a rotelle, corredate di foto (foto della carrozzina montata e foto della carrozzina con i suoi diversi pezzi).

Piccola nota. Se avete una carrozzina a telaio rigido, fate presente che non è possibile richiuderla o smontarla, altrimenti rischiate di ritrovarvi senza le ruote!

Dopo aver dovuto rispondere ad assurde richieste, finalmente anche le compagnie aeree sono state sistemate e, per la prima volta, ho cominciato ad assaporare il gusto di quella partenza tanto desiderata. Prima di riuscire a prendere il volo, però, abbiamo dovuto affrontare il problema, subito risolto, della mancata segnalazione della mia assistenza sul volo Milano-San Francisco con scalo ad Amsterdam. L’Agenzia l’aveva segnalata e aveva fatto un check qualche giorno prima della partenza, ma la compagnia aerea non aveva preso nota. In ogni caso, risolta anche questa, l’aereo si è staccato da terra e noi siamo volati prima in Olanda e poi, finalmente, in California.

Mentre vi racconto della fase preparatoria di questo splendido viaggio, sono su un volo American Airlines che ci sta portando in una delle città più famose e più belle degli Stati Uniti. Quale? Lo scoprirete nelle prossime puntate. Stiamo per atterrare. A presto!

10 commenti

  1. Ciao Alessia, mi è piaciuta molto la tua presentazione per un viaggio all’estero in questo blog; sicuramente è informativo ed anche istruttivo per chi ancora non ha fatto esperienza.
    Ti faccio i miei migliori auguri per questo splendido viaggio.
    Io con mia moglie Aurelia ( quando ancora stava bene ) in America siamo andati tre volte!!
    Antonino l’ombra di Aurelia!

  2. Ciao Alessia,è una una bellissima idea pubblicare questo “diario” del tuo viaggio. Mi hai dato lo spunto per pubblicare l’esperienza che sta vivendo mia figlia: l’esperienza di una ragazza con la S.M.che va in Erasmus in Germania. Ancora dopo un mese dal suo arrivo ad Amburgo non siamo riusciti ad avere la possibilità di fare la terapia con l’infusione di Tisabris. Appena completeremo questa odissea sarà molto utile descrivere tutte le fasi e le enormi difficoltà che bisogna superare, Auguri per il tuo viaggia e per il tuo matrimonio

    • Ciao Enza, grazie! Se tua figlia avrà piacere di condividere con noi la sua esperienza e di raccontarci, dandoci qualche informazione, di come ha dovuto gestire la terapia in un altro paese, ci farebbe davvero molto piacere! Come ho scritto anche nel post, spesso su alcuni temi non sempre si trovano informazioni e risposte esaustive sul web. Il racconto di chi ha vissuto direttamente un certa situazione, quindi, diventa quantomai importante.
      Intanto, in bocca al lupo per questa fantastica avventura e speriamo che le questioni burocratiche relative alla somministrazione del farmaco si risolvano presto!

  3. Avatar jens brase Reply to jens

    ciao alessia, aiguri in ritardo e buon viaggio di mele! abbiamo avuto occasione di parlarne prima della tua partenza. ho fatto un giro in usa in agosto (voli con united e virgin america), e da me nessuno ha voluto né un certificato medico né le misure esatte della mia sedia. chiedevano per capire se c’erano delle batterie (il vero incubo delle compagnie), una volta detto “it’s just a normal, manual wheelchair” tutti erano felici e contenti …

    • Ciao Jens! Guarda, in realtà le compagnie che mi hanno richiesto tutte queste informazioni sono state Delta e American Airlines. Soprattutto la seconda, devo dire, con la quale abbiamo effettuato la maggior parte dei voli. Sulla Virgin, invece, confermo che è stata tranquillissima!
      Detto questo, già in principio ho avuto il dubbio che l'”ignoranza” del tour operator, o comunque la poca esperienza su situazioni simili, per certi versi possano aver reso la questione ancora più complessa di quanto lo sarebbe stato se avessi proceduto direttamente io alla prenotazione del volo.
      Ah, confermo l’incubo delle compagnie per le batterie!!
      In ogni caso, qualora in futuro qualcuno si trovasse davanti a simili richieste, ecco cosa fare.

  4. Congratulazioni Alessia!! Anch’io mi sono sposata a giugno e abbiamo scelto gli States per il viaggio,un’avventura che ci rimarrà nel cuore per parecchio tempo! Spero di incontrarti al Convegno Giovani! 🙂 a presto!

  5. Buon viaggio, Alessia e marito!
    E’ stato molto interessante e utile (agosto 2016 sono riuscita a trovare ben poco quando cercavo le info e le esperienza delle persone in viaggio con la sm). Magari qualcun altro vorrebbe seguire il tuo esempio e con questo aiutare e dare dei consigli anche agli altri.

    Abbiate cura di voi e godetevi il viaggio!

    Marina, moglie di Giovanni (che combatte senza lamentarsi)

  6. Grazie Marina! E’ proprio questo lo spirito, raccontare un’esperienza ma riuscire a dare anche qualche informazione che magari può essere d’aiuto a chi, come noi, non è riuscito a trovare informazioni specifiche sul web. Un abbraccio

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