“Così ho scoperto la mia fragilità”

GiovaniOltrelaSM

 

Nonostante abbia sempre vissuto la sclerosi multipla in silenzio, è bastata una frase per far esplodere Lorenzo in un pianto incontenibile. Anche così ha capito quanto peso, fisico ma anche mentale, porta con sé la patologia.

Dopo una giornata passata sui libri in biblioteca tornai a casa abbastanza stanco e trovai i miei ad accogliermi con uno strano sorriso. Con gioia mi portarono in cucina e mi mostrarono un telegiornale che recitava così: “Trovata la cura per la sclerosi multipla”.

Ad essere sincero fino ad allora non mi ero mai lasciato andare, specie davanti ai miei genitori. Infatti, eccezione fatta per i dieci minuti di pianto dopo la diagnosi, ero sempre stato razionale e freddo nell’affrontare tutte le scelte.

Ancora oggi non saprei descrivere bene quel momento: ero tranquillo e dentro di me dicevo un semplice “wow, bene!” quando improvvisamente delle lacrime iniziarono a scendere giù da sole.

Fu in quel momento che mi resi conto che in tutti quegli anni, dall’ultimo delle superiori ad allora, avevo sofferto.

Magari qualcuno penserà: “che banalità! È ovvio che si soffra”. E ha ragione, ma per me non era così: avevo affrontato la sclerosi multipla in silenzio. Inizialmente agendo come non ci fosse, dimenticandola dentro di me e quando ciò non fu più possibile non perché fosse evidente da fuori ma perché dopo tante visite, esami e terapie era ovvio fosse entrata in modo attivo a far parte della mia vita non solo fisica ma soprattutto mentale e strutturale.

Forse tutte le punture, le sveglie che mi ricordavano di prendere le pillole, i pomeriggi in sala d’attesa, il rumore martellante della risonanza magnetica, l’amaro del cortisone dopo una mattinata attaccato alla flebo. Tutto finiva lì: in quel momento, in quell’istante. Lacrime.

Ovviamente era una notizia iperbolica di come fossero stati fatti degli enormi passi avanti nella ricerca. Ma non scorderò mai le lacrime che inaspettatamente uscirono dagli occhi davanti alla vista di quella semplice frase, segno che anche io, nel profondo, non vedo l’ora che tutto questo un giorno possa finire. sclerosi multipla vuol dire anche stupirsi della propria fragilità.

Lorenzo

2 commenti

  1. Ciao Lorenzo… mi sono rivista molto in quello che hai scritto!
    Ciao!

  2. Lorenzo è proprio vero!

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