L’inizio della fine o un nuovo inizio?

È passato un anno da questo referto.
Ne sono passati almeno duecento, se ogni secondo potesse raccontare la paura di risvegliarsi in un corpo diverso da quello del giorno precedente.
Non è vero che queste esperienze rendono una persona più coraggiosa, più sensibile o più empatica.
Se sei forte, ti rende più forte.
Se sei stronzo, ti rende più stronzo.

E vale lo stesso per quello che tutti stiamo vivendo in queste settimane: magari saremo solo più trasandati, fuori forma e con dei capelli orribili.
Vittime di danni economici incalcolabili.
Vittime di disturbi ossessivi incontrollabili.

Qualcuno si sarà dimenticato il calore di un abbraccio o la passione di un bacio.

Io scrivo.
Io sono sempre stato uno che scrive.
Quando non scrivo leggo per scrivere.
So fare anche qualcos’altro, ma in realtà faccio altro pensando a quando potrò tornare a scrivere.

Chi vive – e convive – ogni giorno con uno stato di allerta cronica, vivendo la propria vita tra due emergenze (e non importa che sia la salute a rischio, il lavoro sospeso, la famiglia che scoppia) sa che può farcela anche stavolta.

Se è arrivato fino a qui ed è ancora in piedi riuscirà a superare anche tutto questo.

Se anche tu vuoi condividere la tua storia scrivi a blog@giovanioltrelasm.it

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14 commenti

  1. Forza Davide!!! Quando la Vita di tutti i giorni cambia noi dobbiamo avere il coraggio e la forza di cambiare con lei….la Vita oggi va vista con un’altra lente di ingrandimento, ci sta mettendo davanti ad un’altra sfida

  2. Ripeto, ti chiami come me (lo ri-scrivo perché fino a 18 anni circa ero convinto di essere l’unico a chiamarsi così, non ne conoscevo altri, e quel sorprendermi dei miei omonimi mi è rimasto… ed è anche per scrivere un po’ di più… eh). Aggiungo: mi sembri pure un pochino stronzo, quasi quanto lo ero io alla tua età (e se vale la tua di equazione… 😉 ).

    Comunque, sul “farcela anche stavolta”, giusto ieri, proprio giusto ieri, ho avuto (stupefacente) occasione di interagire in videochat con un allenatore di calcio di serie A.

    S E R I E A , io che di calcio ne capisco la metà di chi non ne capisce niente.

    Bon, dopo un’oretta di spiegazioni tecniche condite con (meravigliosi e sorprendenti) aneddoti su campioni e ultracampioni di cui pur’io avevo sentito il nome, dopo un’oretta, via all’interazione con domande e risposte.

    Ovvio che mi ci ficco… “Buongiorno, sono Davide, e da oggi avrò molto più rispetto per il calcio. Poi, come affronta un suo giocatore che sta vivendo il momento in cui teme di ‘Non ce la posso fare’ ? “.

    Sul monitor del mio PC (e io ho un monitor grande), è apparso il suo faccione a pieno schermo, fissandomi: “Davide, i campioni NON hanno quel pensiero”.

    Oh cacchio. Ohmmmerda.

    Già, pare che quel pensiero non serva. E, se c’è, aiuta solo a peggiorare le cose. Pare che del “Non ce la posso fare” debba rimanere solo il “Fare”.

    Pare, di nuovo pare, sia addirittura presunzione il pensare “Non ce la faccio”. “Che ne sai tu? Ci hai provato?”. “Si!!!”. “E ci hai riprovato? E se davvero non ce la fai, è l’unico modo in cui puoi provare a farlo? Ed è l’unica cosa che puoi provare a fare?”.

    Rimerda. OK, cancellare subito quel pensiero (facile a dirsi, eh? Se però è un allenatoreserieA a importelo, almeno a far finta ci provi).

    Alt, conosco benissimo la frustrazione del non riuscirci, del far fatica a farlo, dello scoprire di non riuscire più a farlo, eccome se la conosco.
    Ma… ma quel “Non hanno il pensiero ‘Non ce la posso fare’ “ mi ha enormemente impressionato.

    Ora, il mio di foglio equivalente al tuo riporta la data “26 Marzo 1993”: di secondi da raccontarti ne ho un numero di quasi dieci cifre (d i e c i). E per ognuno di essi ne è valsa la pena provarci, e riprovarci.
    E si, ci sono stati i momenti in cui mi son svegliato accorgendomi di avere un corpo diverso dal giorno precedente. E ogni volta il vero problema non era la (nuova) differenza, ma la paura. È lei la vera nemica.

    “Eh ma loro son campioni”. Bene, sono andato a vedere cosa etimologicamente significa ‘campione’ (son cose a cui tengo tantissimo); campione è “Colui che combatteva per la propria o per l’altrui difesa”.
    E deriva da “Campo”, inteso come “Arena”. Chi di noi non è nella propria di arena?

    Voglio essere anch’io un campione, siamo tutti campioni.

    Forza campioni.

  3. Marco Toffanin Reply to Marco

    CIAO DAVIDE IL DISCORSO SAREBBE LUNGO MA UNA RIFLESSIONE TE LA FACCIO NON FERMARTI A PENSARE COME IL TUO CORPO POTRÀ MODIFICARSI PENSA A NON PERDERE NEANCHE UN SECONDO DI QUELLO CHE PUOI FARE. SONO SEMPRE STATO UN APPASSIONATO DI CICLISMO E DOPO LA DIAGNOSI ARRIVATA TARDI HO VOLUTO CONTINUARE IMPEGNANDOMI ANCORA DI PIÙ E ADESSO PARTECIPO A GARE PER ATLETI DISABILI E DE VERO COME PARLAVA DEIV SU QUANTO DICEVA L’ALLENATORE ANCHE PER NOI SONO SOSPESE TUTTE LE MANIFESTAZIONI COMPRESE QUELLE A CARATTERE MONDIALE MA ATTUALMENTE CONTINUO AD ALLENARMI CON LA STESSA INTENSITÀ SEPPUR IN MODO DIFFERENTE ASPETTANDO IL RIPRISTINO DELLA NORMALITÀ ” ANCHE SE SONO CONVINTO CHE SARA’ DIVERSA DA PRIMA ” IL MIO FOCUS RIMANE NELLA GARA NELLE SENSAZIONI PRIMA E DOPO CHE TI FANNO SENTIRE VIVO INDIPENDENTEMENTE DAL RISULTATO, DEVI TROVARE ANCHE TU UNA VALVOLA DI SFOGO UNA QUALSIASI. QUEL SENTIMENTO DI RISENTIMENTO AD ESSERE “STRONZO” E NORMALE ALL’INIZIO POI TRASFORMALO IN QUALCOS’ALTRO TI AIUTERÀ DI PIÙ E TI SENTIRAI MEGLIO. RICORDA CHE ANCHE PER LE PERSONE NON DIAGNOSTICATE IL FISICO CAMBIA, DA GIOVANI HANNO CAPELLI,SONO PRESTANTI, HANNO VOGLIA DI FARE A MILLE, DA MENO GIOVANI CAPELLI POCHI FISICO RILASSATO E DOLORINI. TU SEI QUELLO CHE FAI NON QUELLO CHE IL TUO CORPO FA VEDERE.
    (scusate non sono uno che scrive benissimo e commentare con un messaggio è sempre molto complesso)
    BUON FINE SETTIMANA DI FESTA A TUTTI

  4. Le emergenze ci sono sempre in tutto il mondo e spesso ben più gravi di un VIRUS che ha causato la morte di SOLI 120.914 persone. Avete letto bene ho detto SOLI. Per carità mi dispiace molto per tutte le persone che stanno soffrendo per questo sia direttamente che indirettamente.
    Ma tutto questo parlarne è solo per nascondere l’inefficienza di un sistema sanitario e di uno Stato nel fronteggiare tale situazione. E’ questo il problema reale per cui ci dicono di restare tutti a casa, perché non ci sono posti in terapia intensiva per tutti fondamentalmente e lo Stato deve garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini.

    E’ quando qualcosa ci colpisce da vicino o sentiamo che può colpirci da vicino che diventiamo tutti preoccupati, ottimisti, eroi, combattenti ecc. Persino i medici che di fatto stanno svolgendo il loro lavoro. Comodo. In realtà siamo solo ipocriti.

    Nel mondo sono circa 2,2 milioni le persone affette da sclerosi multipla. Non si muore per SM? Mah dipende cosa si intende per morire.
    Morti per le guerre 180 mila l’anno.
    Per l’inquinamento 3,7 milioni l’anno.
    E la lista potrebbe continuare all’infinito.

    Non sarà né la fine dell’inizio e né l’inizio della fine. Quando questo sarà passato, sarà dimenticato e sarà visto come un qualcosa di lontano che non ci tocca più come abbiamo fatto ogni giorno finora per tante altre questioni.
    E sapete che vi dico? E’ giusto così per me! Altrimenti non vivremmo più e non potremmo dire più niente se dovessimo preoccuparci sempre di qualcosa di più grave.

    • Ho letto alcuni tuoi commenti sui vari post e la costante è sempre questa visione cupa e pessimistica. Non ci vuole un genio per capire che siamo oltre 60 milioni di abitanti in Italia e di certo non si possono costruire ospedali per una capienza del genere. Sicuramente ci sono delle negligenze dello Stato ma non mi sento di condannarlo. Inoltre è vero noi siamo oltre 2 milioni nel mondo ma non possiamo paragonare la nostra malattia con questa e nemmeno con tutte le altre. Io nn mi sento speciale ne mi sento meno importante delle persone che stanno “ricevendo più attenzioni dai medici” che li stanno assistendo contro la battaglia al Covid. La nostra malattia non è meno importante ma noi a loro differenza abbiamo tempo (inteso che non siamo a rischio di morte), invece molti di loro no e i numeri si vedono tutti i giorni sulle pagine dei giornali. Sii più affabile e sforzati di avere una visione più umana delle cose xkè la tua oggettività proprio non la di può leggere e sopportare. (Fammi il favore risparmiami che siamo in un paese democratico, ecc…)

      • Leggo che ti sei volutamente soffermato su ciò che ti faceva più comodo.
        Si muore per tanti ragioni e si muore molto di più per tante ragioni ed ogni giorno facciamo finta di niente. Ora è arrivato il COVID-19 ed un tratto rinasce la tua visione più umana. Il COVID-19 è nulla in confronto a quello che ogni giorno succede nel mondo.
        Parlano i numeri, e dentro i numeri ci sono purtroppo le persone.
        Se non riesci a leggermi non farlo, se non riesci a sopportarmi non farlo.

        • GIUSEPPE MA NON CI VUOLE NEMMENO UN GENIO PER CAPIRE CHE OGNI GIORNO MUORE TANTA GENTE, ALCUNI PER UN’ IDEALE ALLA QUALE NON HANNO ADERITO O PER UNA GUERRA CHE NON VOLEVANO. SIAMO DIVENTATI SICURAMENTE PIU’ TOLLERANTI MA NON POSSIAMO FARCI CARICO DI TUTTE LE BATTAGLIE DEL MONDO O DELLE INGIUSTIZIE… NON CREDI?
          CON QUESTO NON VOGLIO DIRE CHE NON SIANO IMPORTANTI I DIRITTI INALIENABILI CHE QUESTE PERSONE HANNO, MA NON CREDI CHE SIA UN DIRITTO ANCHE QUELLO DI ESSERE ASSISTITO NONOSTANTE LA FRIVOLEZZA (TERMINE USATO APPOSTA TENENDO CONTO DELLE TUE CONSIDERAZIONI) DI QUESTO VIRUS?
          CERCA DI NON FARE ANCHE TE IL FINTO MORALISTA CHE NON TI VEDO PROPRIO A FARE IL GLADIATORE DEI DIRITTI DELLE PERSONE.
          IL NON LEGGERTI E’ PRATICAMENTE IMPOSSIBILE PERCHE’ SEI DAPPERTUTTO E SEI CONTINUAMENTE LI PRONTO A BUTTAR GIU’ CHIUNQUE DICA QUALCOSA DI LONTANAMENTE POSITIVO. CERTO SIAMO IN UN PAESE LIBERO PERO’ OGNI TANTO CERCA DI ASTENERTI UN PO’ CHE LA TUA PRESENZA DA IETTATORE IN TUTTE LE STORIE HA PROPRIO ROTTO. SCUSA SE TE LO DICO MA SE PROPRIO HAI DECISO DI PERCORRERE QUESTO TRAGITTO CON QUESTA NUBE DI NEGATIVITA’ PERLOMENO ABBI LA COERENZA E LA FORZA DI FARLO DA SOLO E SENZA IRROMPERE PREPOTENTEMENTE IN OGNI DISCUSSIONE. CON QUESTO CHIUDO, SE CREDI IN UN DIO…. CHE ESSO SIA CON TE.

          • GYUSEPPE

            NESSUNO, è facile non leggermi se volessi. Appena leggi il mio pseudonimo vai avanti senza soffermarti sul testo. Non mi sembra di aver mai detto di fare il gladiatore. Sei libero di scrivere tutto quello che vuoi per me. Se ti ho rotto, ripeto, non soffermarti su quello che scrivo. Occhio non vede, cuore non duole 😉 Non era “…che la forza sia conte?” 🙂
            Non farti il sangue amaro per quello che scrivo, pensa alla salute!

          • GYUSEPPE

            Aggiungo che se invece pensi che, come te, siano in molti coloro che vogliono che io non esprima più quello che penso in questo blog, puoi scrivere alla redazione di questo blog insieme magari a “questi altri” di cui sembra ti faccia portavoce parlando al plurale, chiedendo di bloccare l’indirizzo e-mail dal quale scrivo. Ti prometto che se riesci a farmi bannare non utilizzerò altri indirizzi e-mail per scrivere e se vedrai “GYUSEPPE” di certo non sarò io.

  5. Tra 4 mesi oggi anche io faccio un anno…
    Non riesco più a scrivere è come un blocco… pensieri passano per la mente, ma non riesco a elaborarli….
    Un numero di casini importanti gira anche intorno a me….
    Davide se pensi di farcela sei già al secondo passo… Auguri
    Poche persone possono capire questa è la mia breve esperienza….

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