A 4 anni dalla diagnosi

GiovaniOltrelaSM

Quando si riceve una diagnosi di sclerosi multipla da qualche anno è normale guardarsi indietro e cercare di capire come si è cambiati.


Mi è capitato tante volte di scrivere a questo blog. Anzi, è proprio attraverso queste pagine che sono riuscita a parlare della sclerosi multipla per la prima volta. Mi ha dato la possibilità di sentire tante ragazze che come me non riuscivano ad affrontare questo problema. Ogni messaggio che ricevevo per me era gratificante, aiutavo loro ma allo stesso tempo aiutavo anche me stessa.

Molte volte basta semplicemente qualcuno che capisca fino in fondo quello che provi e che ti incoraggi, soprattutto, a non mollare mai.

Ci sono momenti nella vita in cui ti fermi a pensare a tutto quello che è successo in questi anni, cos’è cambiato, come sei cambiata. Ti rendi conto che forse sei stata troppo forte per gli altri e poco per te stessa, ti rendi conto di aver soffocato troppo a lungo quella realtà, facendo quasi finta di niente consapevole però che la malattia c’era, c’è e continuerà ad esserci.

Molte volte è difficile spiegarlo, perché se non si vive non la si può capire del tutto. È difficile spiegare la fatica che fai quando ti alzi al mattino, la fatica che fai nelle giornate calde, quella stanchezza che non passa mai.

Quest’anno sono 4 anni di convivenza forzata, una convivenza che non avrei mai voluto avere.

Ho scoperto lati di me che non conoscevo: ho scoperto la mia forza, la mia determinazione, la voglia di vincere sempre le battaglie che la sclerosi multipla mi presenta, però ho scoperto anche in certi momenti la mia fragilità che molte volte non riesco a combattere.

In quest’ultimo anno di pandemia le preoccupazioni sono state veramente tante, però, tutto sommato, la sclerosi multipla mi ha dato tregua, è stata buona, ogni tanto mi da solo qualche piccolo segnale per ricordarmi che c’è.

Mi rendo conto che comunque è una realtà che non accetti mai, ma impari semplicemente a conviverci, con i periodi “no” dove ti chiudi in te stessa e cerchi di affogare il dolore da sola, forse sbagliando.

Però ho anche imparato che dopo la tempesta arriva sempre quel raggio di sole che ti riporta a sorridere alla vita, ad apprezzare le piccole cose e a vivere giorno per giorno.

Federica

Se vuoi condividere la tua storia su queste pagine scrivi blog@giovanioltrelasm.it

6 commenti

  1. Mi raccomando, non mollare, combatti ogni momento, so che certe volte si è presi dallo sconforto, ma devi resistere!

  2. Avatar Terenzio ( da Cuneo) Reply to Terenzio

    Io ho contratto la malattia nel 2014., peró io avevo 66 anni, ora 73. Ho avuto inizialmente dei dolori lancinanti. Ci sono voluti due anni per arrivare ad una terapia che controlla il dolore. Sono stato fortunato che t uscita a quell’età. Penso e mi dispiace, a tutte voi che siete giovanissime con diagnosi SM. Ci credo che avete momenti molto bui, momenti sole/i ad affrontare (come tutti ) le difficoltà. Certo il problema rimane a noi soli, è solo noi dobbiamo trovare la forza di reagire. Escluso i famigliari, nessuno può capire le grandi difficoltà che abbiamo ogni giorno. Io spero molto nel Buon Dio e posso , per chi crede, pregare per chi ha la SM. Ti saluto e mi permetto di abbracciarti. Ciao Terey

  3. Ciao Federica mi riconosco molto nelle parole che scrivi. Sono 14 anni che vivo con questa infame e solo chi vive questa condizione può capire cosa si prova ogni mattina, una volta aperti gli occhi, le giornate estive, la stanchezza infinita unito al fatto che nessuno conosce la tua condizione tranne pochissime persone vicine.
    Non è per nulla semplice e ti chiedi perché proprio a me.
    A tale domanda ovviamente non c’è risposta e quindi per forza bisogna lottare anche se ognuno avrebbe voluta una vita più facile.
    Pazienza sarà per la prossima vita.
    In bocca al lupo per tutto

  4. Mi aiuta e consola leggere queste parole! Ci sono momenti davvero difficili in cui si fa fatica ad accettare che nonostante la forza e l’impegno che ci metti a fare in modo che tutto sia normale, che non è più difficile per te rispetto agli altri, che non è più forte Lei di te…vieni comunque sopraffatta da fatica e stanchezza così estrema che anche solo pensare ti sfinisce. Ma sono una mamma, una moglie e una donna e voglio essere questo e non solo una malattia per cui combatto ogni giorno! E non sono sola!!!

  5. Ciao Franco
    Mollare mai, quando si cade, si prende un bel respiro e ci si rialza sempre
    Un abbraccio!

  6. E già… ci conviviamo e sembra come se acquistiamo un nuovo equilibrio.
    Complimenti Federica. Bellissimo racconto!

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