La scrittura come strumento di sé: un laboratorio per imparare a raccontarsi

fanny

Sabato 30 novembre. Roma. 5° Convegno Nazionale Giovani Aism. Ed eccomi lì, con quella splendida maglietta rossa ad osservare con l’occhio curioso della “prima volta”.

Il campo visivo si restringe e si fissa in quella stanza vicino agli ascensori con  un cartello azzurro con su scritto: “Scrittura come strumento di sé”. La porta è aperta per il troppo caldo, la vista cade sul tavolino rotondo, dove sono stati disordinatamente ordinati dei libri, quei libri che ti invogliano a farci un tuffo dentro, quei libri ricercati, non da banco.

Qualche foto proiettata sul muro. Una poesia che si lascia leggere con voce amica e tranquillizzante. Carta e penna tra le mani per poter scrivere un racconto sui capelli e mani timide e insicure che si lasciano muovere dalla curiosità. Qualcuno sorride, qualcun altro ricorda dolori e sofferenze conservate per qualche anno in quei fili sottili che crescono sulla nostra testa. Emanuela ascolta, ringrazia ad ogni testimonianza quasi a voler dire: grazie che la condividi con me.

Una breve pausa, volti nuovi e ancora più curiosi. Un cerchio e una presentazione personale  apprezzando o meno le proprie radici, partendo dai  Nomi e Cognomi. Libertà di espressione, libertà di pensiero, condivisione di un mondo interiore, a volte colorato, a volte in bianco e nero.

Giochi semplici che stupiscono la creatività innata in ognuno dei partecipanti  e la lasciano scorrere come un fiume in piena tra le righe.

Io osservo. Cerco di capire le difficoltà e i timori, cerco di capire se tutti i ragazzi riescono a cogliere quella chiave di lettura e di scrittura della vita. Cerco lo sguardo di Gabriele che vive nella mia stessa intensità questo carico emozionale.

Forse qualcuno si sta ancora domandando il senso di quel laboratorio, forse qualcuno l’ha capito e ne ha colto a pieno il senso e le sfumature. Era un esperimento, una prova che sicuramente ha permesso a tutti di condividere una parte che a volte teniamo segreta tra le pagine del nostro diario, un invito a scrivere, ad affrontare anche in questa maniera certe stanze buie, certi dolori. La scrittura che aiuta, la scrittura che fa sfogare, la scrittura che invoglia a scrivere ancora di più.

Ringrazio personalmente tutti i partecipanti, tutti quelli che condividono una parte di sé e la trasformano in scrittura, tutti quelli che mi permettono di leggere di loro e quelli che leggono di me.

 “Il piacere è una meraviglia che mi insegna che io sono io. Io sono la sede del piacere. Io sono il piacere: ogni volta che ci sarà il piacere, ci sarò io. Non esiste piacere senza di me, non esisto io senza piacere”

A.Nothomb

10 commenti

  1. Tesoro… e sai quanti ringraziano te?
    le tue parole, i tuoi gesti, il tuo amore, la tua forza ci fa vedere il mondo pieno di colori!!!
    grazie a te… semplicemente per la splendida persona che sei!

    • In questo duro cammino ci sono persone che hanno deciso di lottare assieme a me e altre che hanno preferito andarsene…tu grazie a Dio sei rimasta… sempre al mio fianco… e grazie a te ogni giorno trovo la forza di lottare e di rendermi conto di quanto io sia fortunata ad averti accanto… Grazie vita mia…

  2. Come ti ribadisco da ormai 2 anni sei speciale e unica ,sai trasmettere con le tue parole emozioni,forza,grinta,voglia di vivere e lottare, sei per me un esempio, una motivazione e il mio mito…non smettere mai di regalarci tutto questo,resta sempre come sei, continua ad emozionarci e ad insegnarci e ricordati che noi siamo fortunati ad averti!!!
    GRANDISSIMA, SEI UNA FORZA DELLA NATURA!!!

    • Amo, sicuramente continuerò a scrivere e a guardare il mondo a colori… Tu hai deciso di starmi accanto nel bene e nel male e lo stai facendo nel modo più intelligente e amorevole immaginabile… Grazie a te che mi sproni ad andare avanti in qete mie avventure e convinzioni… Grazie Nick… Non so cosa sarei senza te…

  3. Cara fanny, posso dire che in quella stanza c ero anche io a condividere con te queste emozioni e sono state bellissime . La scrittura ha senso quando la puoi condividere ma anche quando ti permette di capire te stessa. Ti mando un abbraccio

    • Cara Romilda, grazie per aver dedicato un attimo al mio racconto.. E’ vero ciò che dici e probabilmente io amo scrivere soprattutto per me stessa…per conoscermi, per darmi la forza necessaria e per sfogare ciò che sento… Grazie ancora per esserci stata… Un abbraccio immenso!!!!!

  4. Brava, Fanny!
    Io non ho potuto partecipare al laboratorio, ma sulla mia esperienza con la malattia ho scritto un libro (“Uomo allo stato bradipo” – http://www.ilmiolibro.it), scoprendo che la scrittura, oltre a dimostrarsi utile per fare ordine e fissare le idee, ha anche un discreto valore terapeutico, in chi legge ma forse, soprattutto, in chi scrive.
    Ciao

    Flavio

Rispondi

Ho preso visione dell’Informativa sulla Privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali