Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Ho salito 498 gradini con la SM sulle spalle e ho ricominciato a vivere

Oggi pubblichiamo la storia di Valentina. La diagnosi, come spesso succede, l’ha fatta cadere in un baratro di dolore. Ma a un certo punto ha deciso di mettersi in viaggio da Venezia a Bologna. Da lì tutto è cambiato. 

Un anno, è già passato un anno. Sembra sia trascorsa una vita. Tutto è cambiato, io sono cambiata, gli altri sono cambiati. Stanchezza, tanta stanchezza, sempre e comunque, vertigini, dolori, vista offuscata, confusione, paura, angoscia, manca il respiro, e poi? Che altro deve capitare?

Sembra che il mondo debba sempre crollarmi addosso, è così pesante, e poi? Che altro devo sopportare? Le lacrime, il dolore, tanto dolore, sono frantumata come un vaso di vetro caduto a terra, e poi? Che altro devo affrontare?

E poi gambe in spalla e mi arrampico su per i 498 gradini della Torre degli asinelli a Bologna. Arrivo in cima! La fresca brezza che ti regala solo l’altezza, la vista mozzafiato della città dove Dante amava rifugiarsi. Ho le vertigini ma non è per le lesioni, ho il respiro corto ma non è per l’angoscia, il dolore non è per la malattia, la vista offuscata ma non per i problemi all’occhio. E poi? Si ricomincia a vivere!

Si ricomincia perché tutto è andato in pausa dopo la diagnosi. Mi ero persa totalmente, mi sembrava di vivere una vita che non era la mia. E non era la mia, non poteva essere la mia. Lo urlavo a squarciagola e lo urlo ancora. Non ce la facevo più e sono scappata da sola, piena di paura e di dolori, da Venezia a Bologna, da sola. Non sopportavo più nulla, nessuno capiva la mia sofferenza ed il mio dolore.

Ho fatto viaggi incredibili ed ora mi spaventa Venezia-Bologna! Parto comunque. Ed ecco che arrivo nella bellissima Bologna. C’ero stata anni prima all’Università. Se possibile, l’ho trovata ancora più bella. La visito tutta a piedi. È estate, fa caldo. Continuo a passare davanti a quella torre, mi fermo, la guardo, è alta. Maledizione! Se penso che a Parigi sono salita sulla Torre Eiffel a piedi. Continuo il mio giro, passa un altro giorno e continuo a capitare di fronte a quella torre.

Ultimo giorno. Fa caldo. Prendo respiro e salgo. Non finisce più e metà mi devo fermare. Recupero le forze, un ragazzo americano mi chiede se voglio davvero salire. Bella domanda: Yes of course! E vado.

Alla fine arrivo in cima! Piango e piango come non facevo da mesi, libero tutto quel dolore, quella paura, quell’angoscia, quel senso di ingiustizia. Penso a quello che non sarà più, ai progetti svaniti, a ciò che verrà. Ma realizzo anche che sono arrivata in cima. E poi? 

E poi sono scesa caricandomi in spalla la mia compagna di viaggio e l’ho portata con me nei viaggi, al lavoro, a cena con gli amici, a vedere mostre e giardini, al corso di salsa cubana, al mio matrimonio.

La vita è riadattarsi continuamente a ciò che capita e la SM è solo un altro degli accidenti che accadono durante lo scorrere dell’esistenza.

Valentina 

Se anche tu vuoi condividere la tua storia su GiovanioltrelaSM scrivici a blog@giovanioltrelasm.it

8 risposte

  1. Grazie Valentina dell’insegnamento: la SM va certamente contrastata con il supporto della sapere biomedico, ma ha una dimensione simbolica (esistenziale, sociale, culturale) che solo la consapevolezza, la voglia di affrontare le sfide e gli stereotipi, nonchè la forza del cambiamento, possono sconfiggere.

  2. Ecco la Valentina che ho conosciuto, che conosco…e che amo!! Una donna unica. Fragile, intelligente, forte. Che non chiede anche se vorrebbe gridare il suo voler essere aiutata, rassicurata, accompagnata…. Ho letto il suo racconto, una parte della sua vita che, mai, avremmo voluto leggere. Ma ho letto anche la sua forza..e quei 498 gradini ne sono la dimostrazione…ti voglio bene.

  3. Dobbiamo solo fermarci ad ascoltare … dobbiamo imparare a farlo … io ho molto da rubare ad una persona come la mia dolce Amica Vale … la prima a infondere coraggio con la sua forte determinazione … ci saranno infinite scale … le saliremo … il tempo lo ruberemo all infinito . Alvin

    1. Il tempo è la categoria che più di altre ho dovuto rivedere…l’ascolto è quella che di cui più se ne sente l’esigenza…La determinazione è quella indispensabile…

  4. Grazie Valentina per la tua incoraggiante esperienza e complimenti per la scalinata, deve essere stato emozionante raggiungere 100 e poi altri 100 e100 ancora gradini fino alla vetta. Ti auguro di continuare a porti ancora mete come questa. E a proposito ti invito a salire i 418 gradini della torre di Giotto (terminata da Brunelleschi) in piazza Duomo a Firenze, anche li il panorama è stupendo. Vittorio (SM dal 2000)

  5. Caro Vittorio,ho accolto la tua sfida!in questi giorni sono stata a Firenze e non solo sono salita sul campanile di Giotto,una bella fatica lo ammetto,ma pazzamente sono salita sula cupola del Brunelleschi!ora mi ci vorranno 15 giorni per riprendere la gamba destra ma ne è valsa la pena!Grazie mille!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Davide

La strada verso casa

L’amore è una casa in cui puoi essere sicuro che l’altro si prenderà cura di te. Ho imparato questo durante un 2020 cupo e incerto, dove la nostra mente ha

Leggi Tutto »
Ospiti

Auguri di Buon Natale a tutti

Oggi vi proponiamo un augurio di Natale senza limiti di età ma con un messaggio forte e chiaro: non smettiamo di sognare mai. Condividiamo i nostri sogni! E Buon Natale

Leggi Tutto »
Ospiti

Imparare ad andare lenti

Un anno difficile, reazioni diverse, una metafora azzeccatissima del periodo che stiamo vivendo: “siamo nella stessa tempesta ma non nella stessa barca”. Una riflessione che lancia anche un messaggio: “speriamo

Leggi Tutto »

Un ricercatore molto speciale: il messaggio di Roberto Furlan

Ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona al 3° Convegno Giovani Nazionale dell’AISM, che si è tenuto a Roma lo scorso novembre. In quell’occasione con il suo intervento, ci ha illustrato a 360° tutti gli aggiornamenti sulla ricerca scientifica. Nonostante la difficile terminologia medico-scientifica lui è riuscito: grazie al suo modo di essere “Giovane”, a coinvolgere tutti i partecipanti (250 persone) e a far comprendere perfettamente appieno tutto quello che per Noi poteva sembrare una lingua proveniente da un altro pianeta.

Leggi Tutto »

Cara Rabbia ti scrivo

Cara Rabbia, ho pensato di scriverti questa lettera per dirti che ti conosco bene e so che ti conoscono bene molte persone con cui parlo,

Leggi Tutto »