Praticare Tai Ji Quan mi ha fatto ritrovare l’equilibrio tra corpo e mente

GiovaniOltrelaSM

Oggi pubblichiamo la storia di Massimo. Dopo aver letto sul sito AISM il dossier dedicato a sport e sclerosi multipla, Massimo ha deciso di svolgere attività fisica avvicinandosi in modo particolare ad una disciplina orientale che lo ha aiutato nel fare un percorso personale oltre che sportivo. 

Mi chiamo Massimo ho 49 anni e voglio raccontarvi la mia esperienza di praticante di Tai Ji Quan.

La sclerosi multipla si è manifestata in modo importante nel giugno del 2007, ma ho iniziato la terapia con Interferone l’anno successivo.

Sono stato fortunato perché nonostante il modo in cui si è presentata, la SM non mi ha lasciato nessun segno. Certo, inizialmente è stata dura superare la notizia della diagnosi, ma il sostegno degli amici e della famiglia, insieme alla mia volontà di non abbattermi e di continuare a vivere la vita al meglio delle possibilità, mi hanno aiutato molto. Oggi, infatti, continuo a fare quello che facevo prima, seppur con ritmi e intensità diverse.

Accettare la SM mi ha permesso pian piano di prendere coscienza del cambiamento che ha portato nella mia vita e mi ha aiutato ad apprezzare di più quello che faccio, focalizzando meno l’attenzione su ciò che invece non posso più fare.

Avvicinandomi ad AISM, poi, grazie ai convegni informativi e alle notizie pubblicate sul sito, ho ampliato la mia conoscenza della SM, tanto da scoprire che tra gli sport maggiormente consigliati ci sono il nuoto, lo yoga ed il Tai Ji Quan.

La decisione di cominciare a praticare uno sport

Il nuoto è stato lo sport a cui mi sono avvicinato subito, con grandi benefici per il corpo. Dopo un po’ di tempo, poi, ho cominciato a conoscere e frequentare il Tai Ji Quan (un’arte marziale il cui nome può essere tradotto come Suprema Arte del Combattimento). Inizialmente mi sentivo un po’ spaesato anche perché si tratta di una disciplina fondata sui dei principi completamente opposti a quelli che, fino a quel momento, erano stati i miei.

Prima di interessarmi a questa disciplina, ho sempre pensato che una forza contraria, si combatte mettendoci ancora più forza. Cosa vuol dire? Vuol dire che in uno scontro vince chi è fisicamente più forte. Questa mia convinzione, tra l’altro, si scontrava con il momento che stavo vivendo: con l’arrivo della SM non ero più forte come prima, e non solo fisicamente. Tutto questo aveva lasciato spazio ad una mia generale insicurezza.

Così, dopo un primo approccio timido e spaesato, grazie al supporto del mio maestro che, in modo paziente e professionale, è riuscito a comprendere le mie difficoltà e le mie insicurezze, ho cominciato ad appassionarmi a questo sport e sentire i benefici che la pratica aveva sul corpo ma anche sulla mente. Piano piano sentivo che qualcosa stava cambiando.

Dopo il Tai ji Quan, la scoperta di una nuova disciplina

Il mio maestro è una persona molto aperta, a cui piace confrontarsi anche con gli altri maestri e questo suo modo d’essere mi ha dato l’occasione di praticare il Tai Ji Quan anche con un altro «insegnante». Questa nuova conoscenza mi ha aperto il mondo del Close Combat, disciplina fondata sugli stessi principi del Tai Ji che applica però uno stile di difesa personale completamente diverso.

Il Close Combat è una disciplina che adotta uno stile di difesa che sfrutta diverse parti del corpo: nel combattimento si utilizzano le mani (pugni), le gambe (calci), i gomiti e le ginocchia (non ci picchiamo seriamente, sono solo movimenti di studio!).

Praticare mi regala una sensazione davvero strepitosa: mentre «combatto» riesco a sentire e a percepire le difficoltà, quelle fisiche e quelle psicologiche. Quando mi fermo è come se la mente ed il corpo lavorassero in maniera diversa, è come se trovassero nuova energia, nuova armonia.

Ho imparato a sentire il mio corpo e a trovare un equilibrio con la mente

In effetti, il Tai Ji Quan è una disciplina che insegna innanzitutto a conoscere il proprio corpo e a compiere ogni movimento in modo corretto e armonioso. Mi capita di vedere come questo abbia cambiato positivamente anche la mia resistenza fisica: se prima per fare una certa cosa mi stancavo tantissimo, oggi per quella stessa, mi stanco molto meno. Il motivo? Ho solo imparato ad usare il mio corpo in modo diverso.

La ginnastica meditativa che è alla base del Tai Ji Quan e i movimenti lenti che la caratterizzano, oltre a beneficiare la salute del corpo, ti aiutano a fare un percorso di consapevolezza personale che influenza anche il tuo modo di approcciare i problemi o le piccole sfide quotidiane.

Il Tai Ji Quan, però, non solo mi ha fatto scoprire un nuovo equilibrio tra corpo e mente, ma mi ha anche permesso di incontrare due grandi Maestri che sono ormai diventati anche due grandi amici con i quali ci vediamo quasi quotidianamente. Due persone straordinarie, come anche i compagni di pratica, sempre pronti a consigliarti anche sulle questioni di vita quotidiana.

Ho voluto raccontare la mia esperienza non solo perché considero il Tai Ji Quan molto più di uno sport, ma anche perché mi piacerebbe suscitare un po’ di curiosità verso questa disciplina. Se qualcuno avesse voglia di approfondire l’argomento o di fare qualche domanda, sarò ben felice di rispondere.

Massimo

 

Svolgere attività fisica aiuta a tenersi informa e a gestire lo stress. In particolare, per le persone con SM, fare esercizio fisico o attività o altre attività di benessere come il Tai Chi ed altre, può prevenire alcuni disturbi posturali, aumentare l’elasticità muscolare e ridurre il senso di fatica. Inoltre, come ci racconta Massimo può svolgere attività fisica in un bel contesto sociale, può supportarci anche nell’affrontare momenti di sconforto. Se state pensando di cominciare la pratica di qualche attività fisica, vi consigliamo di leggerlo.

5 commenti

  1. Massimo la tua storia è bellissima. Proprio oggi avevo deciso di intraprendere tai chi, spero di poterlo fare dato che ho una secondaria provressiva…si dice. E Soo in sar, e non avrei i fare più nlla…ma poi mi sveglio e
    smuovo: ora tai chi!
    Donatella

  2. Ciao Massimo,
    Nella tua lettera mi rivedo in tanti particolari, dovrei partecipare anche io ai convegni per saperne di più,ma dove vengono tenuti perché io sono siciliana anche se mi curo a Roma infatti partirò domenica per Roma,e tu di dove sei?
    Mi ha affascinato la tua descrizione del benessere che può dare questa disciplina che sconoscevo. Ma è adatta anche ad una donna?
    Stella48

  3. Bravo Massimo , ti conosco da qualche anno e bo potuto vedere i tuoi cambiamenti. Spero poter praticare ancora in questa nostra passione comune. Con stima e ammirazione Stephan

  4. Ciao Donatella e Anna si il Taiji può essere praticato da tutti perché la pratica può essere adattata a qualsiasi tipo di problema che ha il praticanta.io sono della provincia di monza e brianza ,per qualsiasi approfondimento contattatemi pure.
    Grazie Stephan sicuramente praticheremo insieme ancora per molto la nostra passione,spero di vederti presto un abbraccio .Max

  5. Ciao Massimo, io sto praticando Tai ji Quan da 1 anno e per me e ancora una sfida .E molto stancante ma spero presto di trovare i benefici di qui sopra elencati. Sono contenta per te….

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