Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Sintomi di una nuova compagna di vita

GiovaniOltrelaSM

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Sintomi che destano sospetti e che col passare del tempo non lasciano spazio all’incertezza. Poi la conferma, la diagnosi di sclerosi multipla che arriva proprio nel giorno della festa della donna. Un momento di confusione e amarezza, in cui prevalgono paure e incertezze. Ma è proprio in certe situazioni che il sorriso può essere la chiave, come ci racconta questa testimonianza di Luna (nome di fantasia).

Su 3 persone malate di sclerosi multipla 2 sono donne. La mia storia è iniziata proprio il giorno della festa della donna di 5 anni fa.

La mia vita ebbe un grosso cambiamento un anno prima, quando diventai mamma. Passato un altro anno arrivò una seconda novità, questa volta meno positiva e purtroppo irrimediabile. Da quando avevo finito di allattare la bambina mi si manifestò infatti una parestesia alla mano destra, che durava da più di un mese e mezzo e non dava segno di voler passare.

Ricordo che avevo una sensazione strana e mio marito continuava a ripetermi: «Sono solo tue fissazioni».  Ma la situazione di questo sintomo peggiorava.

Arrivò anche il segno di Lhermitte. Poi avvenne l’incontro con un grande professionista, che riconobbe subito Lei, quella che sarebbe diventata nel giorno della festa della donna la mia nuova compagna di vita.

Da lì l’interferone e la febbre, tu che con gli occhi da vampiro vai a lavoro, lo sguardo dei colleghi che fa trasparire pietà e accuse di favoritismo. E tu che vorresti essere sempre la stessa di prima, tu che piangi ed hai paura, ma sai che non si può tornare indietro.

Ti capita di fare un colloquio in cui ti chiedono qual è la tua aspirazione per il futuro e rifletti sul fatto che mentre in passato sarebbe stata quella di essere direttore generale, ora è solo essere in piedi sulle tue gambe.

Rimpianti, paure, la diffidenza degli atteggiamenti degli altri nei tuoi confronti. Infine arriva il giorno in cui ti appare tutto più chiaro, in cui non hai più timore di quello che pensano gli altri, il giorno in cui non ti nascondi più e ne parli tranquillamente, cercando di essere un esempio invece che un bersaglio.

Perché se sorridi alla vita, questa ti sorride a sua volta! Anche se spesso non si vede.

Se vuoi condividere la tua storia su Giovanioltrelasm, scrivici a blog@giovanioltrelasm.it

1 commento

  1. condivido pienamente. La mia è una storia simile alla tua, almeno per come è iniziata. Oggi sono alle prese con continui adattamenti ma quando la stanchezza prende il sopravvento…..lì sono dolori. Poi, si ricomincia, si ricomincia sempre anche con un po’ di autoironia se serve. Le difficoltà restano ma cambia in noi lo spirito con cui affrontarle, scattano dei meccanismi inimmaginabili. A volte mi sembra di vivere sentimenti ed emozioni contrastanti, insomma si va avanti….

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