Poesia e amore, oltre la sclerosi multipla

GiovaniOltrelaSM

La mia avventura inizia nel periodo più fervido della terapia affrontata da mia madre.

Lei piccola donna sarda di un metro e cinquanta stava affrontando un colosso di tumore che, espandendosi a dismisura su tutto il suo corpo, la stava lentamente ed inesorabilmente consumando.

La sua anima immensamente luminosa ha sfoggiato il meglio di sé nel giorno in cui sono stato costretto dalla mia coscienza a dirle che mi avevano diagnosticato la sclerosi multipla, che ce l’avevo già da almeno sette anni, che l’avevo trascurata per chissà quale incoscienza e che dovevo sbrigarmi ad iniziare le terapie vista la sua diffusione.

Ha nascosto le sue lacrime – le stesse che sua sorella mi confidò dopo la sua morte –  e fece di tutto per farmi sentire al sicuro ed amato. Il Nostro rapporto non è mai stato quello di mamma chioccia e figlio scemo, ma di confronto e di supporto reciproco. Mi ha sempre appoggiato in ogni scelta ha mantenuto solido il legame di tutta la famiglia. Quella stessa che veniva sballottata in giro per l’Italia per il lavoro di mio padre, provata dai continui trasferimenti e dalle situazioni relazionali da ricostruire ogni volta da zero.

Eppure, per lei, la poesia ha deciso di scorrermi dentro ed  intraprendere un imprevedibile corso.

 

Da motivazione a voce nel Mondo.

Ancora era viva quando i miei scritti venivano interpretati in Streaming dal Venezuela con quelle di Alda Merini. Quattro mesi dopo la sua morte ero già impegnato a raccogliere fondi per la sclerosi multipla nell’evento che facemmo con AISM e Pinda Kida al Walfort Astoria Hotel (Cavalieri Hilton) a Roma, diventando – un mese dopo – il poeta che piace a Ligabue e l’anno successivo, il vincitore del Premio Artistico Internazionale Simòn Bòlivar (Riconosciuto Unesco).

La sclerosi multipla è fastidiosa ed ingombrante, specialmente perché mi tocca in punti delicati che vorrei preservare, la vista, la tenuta della pazienza, la mia mobilità. Non fa piacere ad un trentasettenne avere le mani che tremano o vedersi cascare le cose per mancanza di sensibilità al tatto delle dita, le gambe che fatti un tot di metri a piedi ti si addormentano o la stanchezza che ti assale nei momenti in cui hai da preparare uno spettacolo o l’ispirazione spinge per esser messa nero su bianco.

Poi ti chiamano per un evento nel palazzo più antico di Venezia, accompagnato dalla loro Orchestra Giovanile o all’Antico Caffè di Trieste ad inaugurare il Festival Internazionale della Musica Antica (Wunderkammer), od al prestigioso Caffè Ruschena o al Teatro lo Spazio di Roma e in altre importanti iniziative, e allora  ti armi di pazienza, di voglia d’arricchirti interiormente e la stanchezza la metti da parte.

Per quei minuti di benessere dell’anima – quando entri in comunicazione con il Mondo che ti circonda e ti accorgi che t’accoglie con affetto, stima ed ammirazione rendendo il bene che dai e ricevi speciale – com’era il suo sorriso di mamma orgogliosa. Non so che direzione prenderà il mio zoppicare. So solo che non smetterò mai di credere al messaggio di luce di cui lei stessa m’ha fatto portatore.

L’amore che ho dentro può essere canalizzato nelle persone e condizionare un’era, affinché non prevalga l’egoismo e la superficialità, ma i veri sentimenti di chi combatte con le difficoltà reali di tutti i giorni ed è cosciente che è stupendo lottare perché ci sia un domani migliore di oggi, che tutto è possibile volendolo veramente e che non ci si può fermare davanti ad un ostacolo senza aver provato a superarlo davvero, anche contro quello che la natura ti costringe ad essere.

Salvatore

9 commenti

  1. GRAZIE, grazie con tutto il cuore!

  2. A tratti sembra un curriculum

    • Salvatore Angius Reply to Salvatore

      Ahahaha, ammetto che è un estrapolato di questi ultimi quattro anni, in cui non mi sono fermato un attimo e non intendo farlo, è uno dei tanti modi per tenere impegnata la testa, piuttosto che abbattersi o peggio lasciarsi andare

  3. Salvatore Angius Reply to Salvatore

    Ciascuno di noi ha il suo modo di reagire davanti alla bestia, questo è il mio. So di non essere normale probabilmente, però ammetto di sentirmi fortunato ad aver avuto un vero esempio nella vita, che mi ha mostrato un cammino fatto di pura forza, piuttosto che semplice accettazione. Sono cosciente che non reagiamo tutti allo stesso modo. Ma c’e Sicuramente tra di noi, chi è abituato a reagire senza farsi schiacciare dal problema

  4. Sei forte ma sicuramente le persone che ti stanno a fianco un Po ti hanno aiutato e capito, io invece sono stata lasciata sola da chi mi ha promesso davanti al Signore nel bene e nel male, in salute e malattia, era meglio che andasse via e non essere rimasto ed avermi distrutta più della malattia,

    • Salvatore Angius Reply to Salvatore

      Cara Elena, ti posso confidare un segreto? Anche io sono stato abbandonato dalla donna che ho amato più della mia stessa vita. Non è un luogo comune l’esse forgiato dalla sofferenza, ma non abbatterti, perché devi volerti bene veramente per capire che sei speciale

Rispondi

Ho preso visione dell’Informativa sulla Privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali