Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Lasciarsi andare sarebbe facile, ma le cose facili non mi sono mai piaciute

GiovaniOltrelaSM

Oggi vi presentiamo la storia di Marta, che prende la sclerosi multipla come una sfida da affrontare e sicuramente da vincere. Perché quando arriva la diagnosi hai due possibilità: lasciarti andare o reagire.

Sembra strano, ma è così. Quando non riesci a capire per quale strano motivo da mesi non riesci a farti passare quella sensazione di torpore e dolore alle mani e soprattutto non riesci a capirne il motivo quando poi lo scopri, anche se il nome di ciò che hai ti spaventa, tu rinasci.

Alla fine già lo avevi capito documentandoti un po’. A nulla sono serviti gli incoraggiamenti di amici e parenti che ti dicevano: “Ma no dai, ma ti pare!”.

Tu però sai di avere la sclerosi multipla.

Così una volta ascoltate quelle due parole ti fai forza e vai avanti. Non c’è tempo per piangersi addosso, ormai lo sai, ci devi convivere. Amen. Ora bisogna agire e abituarsi a questa nuova vita affrontando tutta la burocrazia sanitaria e non.

L’apertura della cartella al centro sclerosi del tuo ospedale, il piano terapeutico e relativi appuntamenti per i prelievi. La terapia, con la speranza di non incappare in nessun effetto collaterale. La richiesta per la patente speciale con relative incazzature.

Devi seguire le indicazioni del tuo neurologo, assecondare ogni singolo dolore che comunque già c’era, ma ora ne hai una consapevolezza diversa. Devi cercare di mantenere la tua vita uguale a come era prima di quel giorno, provi a raccogliere pezzi silenziosi ed altri un po’ più rumorosi che ogni tanto cadono da una parte all’altra di chi ti è accanto. Continui ad essere madre, perché per quello no, non ti puoi fermare neanche un secondo.

Il tutto sentendo sempre sopra di te come un’ombra. Vai a dormire e l’ultimo pensiero è lei, ed è lo stesso pensiero che riappare la mattina mentre fumi la tua prima sigaretta sul balcone dopo aver fatto colazione.

Ma la tua giornata deve essere affrontata e quindi non ti fermi neanche un attimo a rimuginarsi su. “Guarda te se mi faccio mettere KO da una stronzetta che prova a fare la dura con me”.

E così passa un anno e qualche mese dalla diagnosi, arriva il momento della prima risonanza di controllo. Le lacrime non sono arrivate il giorno della diagnosi ma il giorno del ritiro del referto della risonanza di controllo: tutto invariato. Due semplici parole, altre due parole, hanno aperto gli argini che per un anno e mezzo ho con tutte le mie forze tenuto chiusi e le lacrime sono scese giù a cascata.

Lacrime di gioia certo, ma cariche del peso amaro che si sono portate dietro per più di un anno. Sono consapevole di avere avuto una grande fortuna come sono consapevole che questa malattia è imprevedibile. Ma leggendo quel referto è come se tutti gli sforzi fatti su me stessa fino a quel momento fossero serviti veramente a qualcosa.

Lasciarsi andare ad una diagnosi di sclerosi multipla è troppo facile, ma a me le cose facili non sono mai piaciute.

Marta

Se anche tu vuoi condividere la tua storia, scrivici!

3 commenti

  1. Carissima Marta condivido il tuo coraggio nell’affrontare la quotidianità legata alla nostra nemica che con distacco e disprezzo si chiama sclerosi multipla. Dobbiamo fare appello alla nostra voglia di vivere e an dare avanti senza mai un attimo arrenderci. Dobbiamo imparare a riconoscere i nostri cambiamenti e a viverli con le dovute strategie. Nulla è impossibile ma nemmeno facile. Occorre volontà, impegno, positività e ottimismo. Io seguo sempre il binomio inscindibile “volere e potere”: nulla mi ferma o mi rende cupa e triste. Confido nelle mie possibilità e come un valido guerriero mi armo di pazienza e fiducia e continuo a vivere.

  2. Cara Elena hai centrato in pieno il mio pensiero…finché potrò non mi farò piegare anche se sarà difficile ti assicuro che sarà una battaglia ad armi pari
    Un abbraccio

  3. Le cose facili?? Nooo
    Io ci sono

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