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Si può parlare di sessualità con naturalezza e tranquillità, senza ridere o deridere la situazione, senza scadere negli stereotipi “da bar”? Dopo aver ascoltato l’intervista alla Dott. ssa Badino la risposta

Due anni fa è entrata a far parte della mia vita, fino allora quasi serena, la Bestia. La chiamo così perché sclerosi multipla a mio parere non le fa onore.

Spagna 2015. Tutto è iniziato con una paresi facciale. Sarà colpa dell’aria condizionata, dicevano. Poi ho cominciato a perdere la vista da un occhio fino a non vederci più. Sarà

Se vi piace fare fotografie, con la reflex, con la compatta o con lo smartphone, c’è un appuntamento da non perdere tra pochi giorni: la

Oggi pubblichiamo la storia di una giovane donna che racconta il suo incontro con la sclerosi multipla. Come spesso accade, però, il tempo e l’affetto

Nella foto: un’immagine del reportage Under Pressure – Living with MS in Europe ©2011, Fernando Moleres È il 21 settembre, mi trovo all’aeroporto di Bari.

Mi reputo un diesel delle emozioni. Quando mi capita una nuova esperienza impiego del tempo prima di esternare la mia gioia, troppo impegnata a valutare

Grazie a chi c’era, a chi ci ha seguito, a chi ci ha dato manforte nell’organizzare questo splendido evento, che si è svolto a Roma

Quest’anno GiovanioltrelaSM, il blog che stai leggendo, compie 10 anni. Ad oggi sono passate da queste pagine circa un migliaio di storie e 10.000 commenti.

Il Giardino della Speranza è il cortometraggio di Antonello Faretta (qui trovate l’intervista di Ilaria al regista).

Si è conclusa la due giorni dedicata alla raccolta fondi per la ricerca sulla SM “Una Mela per la Vita”…e mi porto a casa la felicità

“Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare.” Ieri, 6

Come mai ad ottobre e a marzo mi viene la gastrite??? Facile organizzo le manifestazioni!!!! UN CALDERONE DI COSE DA FARE, manda le lettere, autorizzazioni,

Avete mai sentito parlare di John Snow? Durante l’epidemia di colera della metà dell’Ottocento, pare che questo medico inglese studiò il modo di diffondersi della
Durante l’evento Young 2011 parlando con alcuni ragazzi presenti all’incontro ho chiesto loro il perché si trovassero a far parte del movimento. Perché avessero deciso
3 risposte
Brava, posso portare la mia esperienza di appassionato di montagna e alpinista (mediocre). Ho quasi 30 anni di diagnosi (1989), nei primi due anni camminavo normalmente, successivamente sono comparsi i primi sintomi evidenti. Nonostante ciò ho fatto ascensioni di tutto rispetto sia a piedi che con gli sci da scialpinismo almeno fino a fine anni 90 (pur, lo riconosco, rischiando qualcosina ogni tanto); successivamente e molto gradualmente le forze diminuivano e i problemi di coordinazione in discesa aumentavano. Ma non ho mai smesso di andare in montagna. Ora, a quasi 30 anni dalla diagnosi riesco a fare i miei 3-400 metri di dislivello, anche di più se il terreno è agevole. Lo scialpinismo l’ho abbandonato da tempo perché troppo complicato da gestire. La montagna è stata la mia medicina, almeno altrettanto efficace che copolimeri o interferoni vari; almeno… io ne sono convinto. Continua così, senza forzare ma senza scoraggiarti se dovessi vedere che le energie non sono più quelle di un tempo: semplicemente… VAI.
Ciao Andrea… Hai detto bene, la montagna è anche per me la mia medicina. Tutto è più “leggero” in alta quota e nonostante le difficoltà, non gliela do vinta… guardo il sentiero che mi rimane da percorrere e vado avanti!
purtroppo non e cosi , malato da 16 anni camminavo scalavo anche io purtroppo la sm primariamente progressiva non mi ha dato scampo,