Perché dovrei scrivere? Ma soprattutto per chi? Ve lo dico con “parole mie”

Annalisa

Qualche mese fa, a Genova, si è tenuto il workshop sulla scrittura autobiografica diretto da Emanuela Mancino e finalizzato ad aggiungere quel qualcosina in più a tutti i ragazzi di questo blog.

A me è stato chiesto di prendere parte all’incontro come “contributo esterno”. E ho accettato perché… Perché pensavo che quelle teorie, quelle spiegazioni, quella consapevolezza in più potesse tornarmi molto utile per il videomaking, attività nella quale mi diletto: poteva essere un ottimo inizio per imparare a scrivere meglio e più dettagliatamente le sceneggiature o i soggetti per poi tentare di trasformarli da idee “astratte” scritte su file di testo, ad un qualcosa di “concreto” e visivo… sempre impresso su file, video in questo caso!

Pian piano, a distanza di giorni, dopo svariate riflessioni sull’argomento, ho iniziato ad intuire che, proprio come le parole “contributo esterno” vogliono esprimere, anche io dovevo dire la mia, fare qualcosa, attivarmi per il blog. Inizialmente la mia reazione è stata: “Aspetta, ma quindi anche io posso/devo scrivere?”… Molto stimolante come cosa, di per sé…

Ma poi sono partite tremilacinquecento domande… sul blog, sugli altri… su di me…

E se avessi un blocco? Non tanto creativo, più mentale? Effettivamente, non ho mai prodotto nulla di visivo che mi rappresentasse o che esprimesse qualcosa di me… forse perché pensare di render concreti (e quindi ammettere automaticamente l’esistenza) di alcuni pensieri, idee, immagini, che sono mie e rimangono astratte nella mia mente, quindi quasi come se non esistessero, devo dire che mi fa abbastanza ansia… Suppongo di aver paura di trovarmi in situazioni tali che “il mio stanzino”, in cui ripongo, erroneamente, tutte le cose negative o quelle che non voglio affrontare per non averle tra i piedi (più o meno consapevolmente), rimanga senza la porta che in questi anni è rimasta chiusa “abbastanza ermeticamente”, facendomi, conseguentemente, travolgere da tutto ciò  (sempre più o meno consapevolmente) che non voglio vedere, a cui non voglio pensare…

Però, se ipoteticamente volessi buttar giù qualche parola, frase, mi chiedo: come la si dovrebbe scrivere? Con quale stile?
Di primo istinto mi verrebbe da scrivere parole, azioni, dialoghi, proprio come si fa per un soggetto video o una sceneggiatura… Può essere il metodo giusto? Potrei riuscire ad esprimere un qualcosa e trasmetterlo utilizzando uno stile più narrativo? Oppure, boh, affiancando parole ad elementi grafici o video?

E poi… uno dei grandi dubbi: Per quale motivo dovrei scrivere? Ma soprattutto, per chi? Per me? Per gli altri? Se la risposta fosse “per me”, allora mi viene spontaneo ribattere con “E allora perché dovrei condividere?”.
Se la risposta fosse “Per gli altri”, allora perché ciò che potrei aver da dire dovrebbe interessare?

Forse sono solo una ventunenne che deve ancora capire molte cose… Ma che, di per sé, ha voglia di fare, di esprimersi, di dire qualcosa… lo sento nello stomaco! Non so come, non so se è il modo giusto, non so se ciò che potrei dire possa essere utile al lavoro che va fatto col blog e di interesse. Non so…Continuerò a ragionarci. Magari poi, sotto sotto, potrebbe seriamente piacermi sedermi davanti ad un computer per utilizzare un elaboratore di testo oppure utilizzare software di editing video, audio o di immagini in funzione di me… più genericamente quindi, cercando di esprimere qualcosa come meglio posso… con le “mie parole”.

7 commenti

  1. Le parole arriveranno da sole e grazie a loro saprai cosa scrivere..saprai parlare di te e di altri..ti faccio i miei auguroni “COCCODRILLO”..ben venuta in questa grande famiglia… 😛

  2. Benvenuta, cara piccola 21 enne! Come dice Massi le parole verranno. Intanto usa questo spazio per aprire la porta di quello stanzino delle emozioni che per troppo tempo è restato chiuso. Scrivi per te, perché scrivendo per te scriverai per gli altri.. senza neanche accorgertene. Chi legge ha voglia di storie comuni, di emozioni e paure, di punti esclamativi e di domanda.
    Il blog è la nostra isola che non c’è… lasciati andare ed entra in questo fantastico mondo. Se non ci fossero porte da spalancare, punti esclamativi e domande anche esistenziali.. beh, forse questo blog non avrebbe senso. 😉

  3. Carissima!!!!! Non farti troppe domande e butta giù quello che ti viene dal momento che comunque ti riesce benissimo!!!! Hai tantissimo da donare agli altri e io sono qui pronta a leggerti e ricevere ogni tua energia!!! Un bacione!!!!

  4. Instaurare e mantenere l’abitudine di scrivere e descrivere a fine giornata le proprie esperienze, le lezioni imparate, i propri pensieri ed i risultati ottenuti è un’attività chiave per chi persegue la propria crescita personale. Dalla scrittura infatti discende la consapevolezza, dalla consapevolezza nasce il cambiamento e dal cambiamento deriva la crescita.Io scrivo tutto su un diario ..Tenere un diario ti spinge ad osservare con maggiore attenzione le tue esperienze, ma soprattutto ti spinge ad osservare gli aspetti positivi, ovvero quegli elementi da cui trarre delle lezioni. Non solo: l’abitudine di scrivere un diario personale ti insegna a non dare nulla per scontato, osservando le tue giornate con una nuova luce. benvenuta tra noi

  5. “Se accendi una lanterna per un altro, la sua luce illumina anche te”

    D. Ikeda

  6. BRAVA ANNALISA! Siamo con te (e intanto aspettiamo le nuove puntate di SPC!!) 🙂

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