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Oggi pubblichiamo la storia di una diagnosi di sclerosi multipla molto travagliata. Una giovane ragazza racconta il difficile incontro con la sclerosi multipla. Da qualche mese ormai leggo i racconti

Continuiamo a parlare della sclerosi multipla nelle serie TV con SerieMente. Quando ho iniziato SerieMente, avevo mentalmente tirato giù una lista di post su quali potessero essere le serie in

Oggi pubblichiamo la storia di una ragazza di 20 anni che racconta della difficoltà di parlare della propria sclerosi multipla con gli altri. Prima di 6 mesi fa, precisamente il

Anche quest’anno, il 29 e 30 novembre 2014 torna il Convegno Giovani AISM, con tante novità. Ci saranno incontri, laboratori, dibattiti, aggiornamenti. E ci sarà

Forse nn tutti sanno che l’ Operatore Locale di Progetto è indicato dall’UNSC per poter presentare domanda di servizio civile, come figura fondamentale che garantisce l’accompagnamento

Ho un lavoro, un figlio e la sclerosi multipla. Una vita piena. Ciò che non considero, perlomeno al momento, è l’idea di fare volontariato. Non

Scira ha avuto tanta paura e continua ad averla a causa della diagnosi di sclerosi multipla. Non esiste una cura definitiva al momento. Ma le

Una storia di passione e amicizia. Una di quelle storie che ci danno la forza di andare oltre la sclerosi multipla, insieme! Sono una ragazza

Cari amici del blog, oggi vi voglio parlare di un’iniziativa che è stata lanciata in occasione della “Giornata internazionale del volontariato 2011”.

+SM = – LAVORO, questa sembra un equazione abbastanza comune. Io per primo l’ho vissuto e in seguito anche tanti altri giovani che ho conosciuto

Quest’anno per il quarto Convegno Giovani Nazionale abbiamo pensato di invitare anche degli ospiti internazionali. Uno di questi è George Pepper, ragazzo con SM inglese

Giovani, affetti da una grande patologia, la ricerca scientifica!! Eccoli i tre ricercatori che saranno al IV Convegno Giovani Nazionale impegnanti in una tavola

Lui è la persona che dice le cose senza alcun senso, un uomo al quanto strano agli occhi e alla mente della gente. E’ una persona che vive la sua giornata in assoluto menefreghismo, nella la sua totale spensieratezza, senza stare lì fermo a soffermarsi sui grandi e piccoli punti interrogativi che la vita ti serve su di un piatto d’argento. Non si sforza minimamente a cercare né le risposte né i tanti perché, perché sa benissimo che una risposta vera e propria non esiste e non la si troverà mai, in tutto questo immenso caos che oggi la vita ci riserva. Sé pur consapevole di questo suo grande impedimento volontario, cerca in ogni modo di dare a te un consiglio, una giusta risposta nei suoi discorsi insensati, pronunciandola nel dialetto locale: “Le cose si guastano.. Le cose si devono sistemare..!!!”

Mele, mele e meleeeeeee! Questa è la parola d’ordine di tutti i preziosi volontari che oggi e domani troverete nelle piazze in tutta Italia in

Fiamma Satta e il suo Diario – diversamente affabile – in cui racconta storie e aneddoti quotidiani di inciviltà nei confronti di chi – come lei – affronta la vita con una difficoltà fisica. Per aprire gli occhi a chi lo fa inconsapevolmente. Per denunciare chi lo fa consapevolmente. Per rendere il mondo un posto migliore.
3 risposte
Brava, posso portare la mia esperienza di appassionato di montagna e alpinista (mediocre). Ho quasi 30 anni di diagnosi (1989), nei primi due anni camminavo normalmente, successivamente sono comparsi i primi sintomi evidenti. Nonostante ciò ho fatto ascensioni di tutto rispetto sia a piedi che con gli sci da scialpinismo almeno fino a fine anni 90 (pur, lo riconosco, rischiando qualcosina ogni tanto); successivamente e molto gradualmente le forze diminuivano e i problemi di coordinazione in discesa aumentavano. Ma non ho mai smesso di andare in montagna. Ora, a quasi 30 anni dalla diagnosi riesco a fare i miei 3-400 metri di dislivello, anche di più se il terreno è agevole. Lo scialpinismo l’ho abbandonato da tempo perché troppo complicato da gestire. La montagna è stata la mia medicina, almeno altrettanto efficace che copolimeri o interferoni vari; almeno… io ne sono convinto. Continua così, senza forzare ma senza scoraggiarti se dovessi vedere che le energie non sono più quelle di un tempo: semplicemente… VAI.
Ciao Andrea… Hai detto bene, la montagna è anche per me la mia medicina. Tutto è più “leggero” in alta quota e nonostante le difficoltà, non gliela do vinta… guardo il sentiero che mi rimane da percorrere e vado avanti!
purtroppo non e cosi , malato da 16 anni camminavo scalavo anche io purtroppo la sm primariamente progressiva non mi ha dato scampo,