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Oggi pubblichiamo la storia di una diagnosi di sclerosi multipla molto travagliata. Una giovane ragazza racconta il difficile incontro con la sclerosi multipla. Da qualche mese ormai leggo i racconti

Continuiamo a parlare della sclerosi multipla nelle serie TV con SerieMente. Quando ho iniziato SerieMente, avevo mentalmente tirato giù una lista di post su quali potessero essere le serie in

Oggi pubblichiamo la storia di una ragazza di 20 anni che racconta della difficoltà di parlare della propria sclerosi multipla con gli altri. Prima di 6 mesi fa, precisamente il

“È per questo che vale la pena vivere: per sfidare lo stato ovvio delle cose. Con cervello, cuore e fiato” Agostino d’Ercole Uomo dalla schiena

“Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare.” Ieri, 6

La sclerosi multipla mi ha portato ad avere dei limiti fisici molto importanti: non corro più, e devo camminare lentamente in modo da controllare le

La diagnosi di sclerosi multipla ci fa capire molte cose, per esempio cosa significa aver paura, ma anche cosa significa essere forti. Jessica riflette

Non è facile, inutile negarlo, lo sconforto e le paure per il futuro ti perseguitano tutti i giorni. Sicuramente non tutti hanno avuto questa fortuna

Photo by Connor Wells on Unsplash Ecco la terza puntata della storia di Valentina (leggi la prima e la seconda se non lo hai ancora

Lui è la persona che dice le cose senza alcun senso, un uomo al quanto strano agli occhi e alla mente della gente. E’ una persona che vive la sua giornata in assoluto menefreghismo, nella la sua totale spensieratezza, senza stare lì fermo a soffermarsi sui grandi e piccoli punti interrogativi che la vita ti serve su di un piatto d’argento. Non si sforza minimamente a cercare né le risposte né i tanti perché, perché sa benissimo che una risposta vera e propria non esiste e non la si troverà mai, in tutto questo immenso caos che oggi la vita ci riserva. Sé pur consapevole di questo suo grande impedimento volontario, cerca in ogni modo di dare a te un consiglio, una giusta risposta nei suoi discorsi insensati, pronunciandola nel dialetto locale: “Le cose si guastano.. Le cose si devono sistemare..!!!”

Mele, mele e meleeeeeee! Questa è la parola d’ordine di tutti i preziosi volontari che oggi e domani troverete nelle piazze in tutta Italia in

Fiamma Satta e il suo Diario – diversamente affabile – in cui racconta storie e aneddoti quotidiani di inciviltà nei confronti di chi – come lei – affronta la vita con una difficoltà fisica. Per aprire gli occhi a chi lo fa inconsapevolmente. Per denunciare chi lo fa consapevolmente. Per rendere il mondo un posto migliore.
Un pomeriggio piovoso, e finalmente riesco a trovare un po’ di tempo da dedicare a questo posto che troppo spesso trascuro. È successo più di

Era la primavera del 2010, il primo evento Young, la prima volta che ci siamo incontrati è stata energia pura, noi tutti eravamo pura energia,

“Mi domando io, come si fa a proporre la gravidanza a un uomo spaventato? In modo giusto, voglio dire. E in alternativa, perché può essere
3 risposte
Brava, posso portare la mia esperienza di appassionato di montagna e alpinista (mediocre). Ho quasi 30 anni di diagnosi (1989), nei primi due anni camminavo normalmente, successivamente sono comparsi i primi sintomi evidenti. Nonostante ciò ho fatto ascensioni di tutto rispetto sia a piedi che con gli sci da scialpinismo almeno fino a fine anni 90 (pur, lo riconosco, rischiando qualcosina ogni tanto); successivamente e molto gradualmente le forze diminuivano e i problemi di coordinazione in discesa aumentavano. Ma non ho mai smesso di andare in montagna. Ora, a quasi 30 anni dalla diagnosi riesco a fare i miei 3-400 metri di dislivello, anche di più se il terreno è agevole. Lo scialpinismo l’ho abbandonato da tempo perché troppo complicato da gestire. La montagna è stata la mia medicina, almeno altrettanto efficace che copolimeri o interferoni vari; almeno… io ne sono convinto. Continua così, senza forzare ma senza scoraggiarti se dovessi vedere che le energie non sono più quelle di un tempo: semplicemente… VAI.
Ciao Andrea… Hai detto bene, la montagna è anche per me la mia medicina. Tutto è più “leggero” in alta quota e nonostante le difficoltà, non gliela do vinta… guardo il sentiero che mi rimane da percorrere e vado avanti!
purtroppo non e cosi , malato da 16 anni camminavo scalavo anche io purtroppo la sm primariamente progressiva non mi ha dato scampo,