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Il sorriso aiuta ad affrontare la diagnosi di sclerosi multipla

Il rapporto con il neurologo è fondamentale, soprattutto quando al momento della diagnosi hai mille domande che ti passano per la mente. Ne parla Jennifer in questa testimonianza. È il

Affrontare la sclerosi multipla dopo la nascita della propria figlia.

Valentina è determinata e sa che non è sola a combattere la sclerosi multipla. Combatterà tutte le battaglie che questa la costringerà ad affrontare a

Sul primo numero di SM Italia del 2017, Paolo spiega come la difficoltà a vedere i sintomi della sclerosi multipla porti molte persone a identificarla

Una neurite ottica, poi una parestesia. Sintomi che inseriti sul motore di ricerca aprano link di articoli dove compaiono spesso le parole “sclerosi” e “multipla”.
Cari amici del blog oggi voglio parlarvi della trafila che ho dovuto fare per il rinnovo della patente così magari potete farmi sapere se anche

Le paure e i dubbi che accompagnano la diagnosi di sclerosi multipla sono tante. Ma il messaggio è: never give up! Quando ti diagnosticano la

Noi siamo qui, adesso, neanche un solo secondo si ripresenta uguale quindi trasformiamolo nel nostro capolavoro. C’era una volta una ragazza, Manu di 23 anni.

Mi sono sempre chiesto perché, fra tanti, scegliesti proprio me e perché, usando le tue armi migliori, hai deciso di cambiarmi la vita, quasi disprezzandola.

Ultimamente mi capita spesso di essere giù per il fatto di non aver ancora trovato la persona giusta con la quale poter costruire una famiglia

Nel suo discorso di insediamento, il 20 gennaio 1961, John Fitzgerald Kennedy disse «Ask not what your country can do for you, ask what you

Ho scritto il mio decalogo della sclerosi multipla, ossia le dieci cose che vorrei che le persone sapessero quando hanno a che fare con me o

“Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande”. Così scriveva il Manzoni ne

Sembra sempre così, che ci lasciano sempre i migliori, quando viene a mancare una persona cara o un semplice conoscente: “era una bravissima persona”, “perché
3 risposte
Brava, posso portare la mia esperienza di appassionato di montagna e alpinista (mediocre). Ho quasi 30 anni di diagnosi (1989), nei primi due anni camminavo normalmente, successivamente sono comparsi i primi sintomi evidenti. Nonostante ciò ho fatto ascensioni di tutto rispetto sia a piedi che con gli sci da scialpinismo almeno fino a fine anni 90 (pur, lo riconosco, rischiando qualcosina ogni tanto); successivamente e molto gradualmente le forze diminuivano e i problemi di coordinazione in discesa aumentavano. Ma non ho mai smesso di andare in montagna. Ora, a quasi 30 anni dalla diagnosi riesco a fare i miei 3-400 metri di dislivello, anche di più se il terreno è agevole. Lo scialpinismo l’ho abbandonato da tempo perché troppo complicato da gestire. La montagna è stata la mia medicina, almeno altrettanto efficace che copolimeri o interferoni vari; almeno… io ne sono convinto. Continua così, senza forzare ma senza scoraggiarti se dovessi vedere che le energie non sono più quelle di un tempo: semplicemente… VAI.
Ciao Andrea… Hai detto bene, la montagna è anche per me la mia medicina. Tutto è più “leggero” in alta quota e nonostante le difficoltà, non gliela do vinta… guardo il sentiero che mi rimane da percorrere e vado avanti!
purtroppo non e cosi , malato da 16 anni camminavo scalavo anche io purtroppo la sm primariamente progressiva non mi ha dato scampo,