Storie per un mondo libero dalla sclerosi multipla

Il simbolo nella disabilità. Cambiare immagine per cambiare pensiero

944036_orig


La leggenda vuole che un rabbino vissuto nell’antica Praga avesse creato un mostro di argilla chiamato Golem. Al vecchio bastava incidere simboli sulla fronte del colosso per dargli vita e modificarli per farlo tornare un ammasso di fango. 

L’immagine dell’apatico omino bianco su sfondo blu – da anni la rappresentazione ufficiale, più immediata e riconosciuta della disabilità – ha forse inconsciamente creato l’idea della persona con disabilità soprammobile, spettatore passivo di una fettina di equità ritagliata spesso in maniera ridicola in un mondo diseguale? I simboli creano associazioni di idee, pensieri ed immagini, vanno a sommarsi e a influenzare l’opinione che abbiamo di quello che quell’immagina rappresenta, in questo caso della disabilità, creando preconcetti anche nella mente dei disabili stessi.

Può, un simbolo immobilizzare una persona? Diventare così potente che la persona con disabilità vi si rispecchia sino ad assumere le sue caratteristiche? Statico, passivo e promotore dello stesso pregiudizio che lo identifica?

Sì probabilmente può. Per questo oggi, in un mondo dove l’immagine è tutto, o molto di quello che viviamo, qualcuno ha sentito la necessità di una riforma, dare nuova vita ad un immagine che non è più rappresentativa della persona con disabilità, delle sue possibilità e del suo ruolo nella società.

Le definizioni di disabile si sono evolute negli anni: da storpio a invalido, menomato, persino subnormale, poi handicappato sino ad arrivare ad oggi con disabile o persona con disabilità (e ancora queste sono in valutazione), qualcuno ha deciso di sostituire quel manichino su ruote. Non sono cose futili, giochi da dizionario: finché non esiste la giusta definizione di una cosa o di un fenomeno, faticherà a nascere anche la giusta idea che vi è dietro. viceversa, il romanzo 1984 ci insegna che cancellata la parola sparisce anche l’idea.

Siamo al Gordon College, Massachusetts, Stati Uniti. Qui un gruppo di studenti supportati dal loro professore di filosofia ha affrontato la questione. Hanno dato vita ad un nuovo simbolo, una nuova immagine che genera nuove idee e nuove associazioni di pensiero: una persona disabile attiva, che si muove e va verso il suo futuro ed è capace di scegliere per la propria vita. L’idea piace, piace così tanto che oltre ad essere andata a sostituire il vecchio logo all’interno del campus universitario, la città di New York si sta adoperando per farlo diventare immagine ufficiale, che vada a sostituirsi in tutta la segnaletica pubblica.

Possiamo farlo anche noi, cambiare faccia all’idea di disabilità, certo non basterà un omino bianco e blu a fare le cambiare le cose, ma sono convinto che servirà anche questo.  

Pensate come sarebbe bello un futuro in cui l’accessibilità è scontata, dove vengano segnalati i pochi luoghi non accessibili e quelli che lo sono. Pensateci bene: non è forse offensivo vagare per la città alla ricerca di un simbolo che rappresenti un bagno accessibile a voi? O vedere alberghi che affianco al logo di una carrozzina uniscono quello di un cane? Accessibile a disabili e cani, che botta di civiltà.

Ma questo pensiero forse va un po’ troppo oltre, facciamo un passo alla volta e il prossimo può essere questo.

7 risposte

  1. Complimenti a tutti! Idea molto creativa, ottimo articolo per riflettere. Qualora il tutto si concretizzasse avremo fatto un gran passo avanti! Speriamo presto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Alessia Pugliese
Ospiti

Io contro la sclerosi multipla

Non mi arrendo finché non vinco: è il mio motto da quando mi sono ammalata. Avevo solo diciotto anni ed ero nel pieno della gioventù, nel pieno del divertimento, delle

Leggi Tutto »
cuore_pigna
Ospiti

Mi sono innamorata di un amico con SM

Mi sono da poco innamorata di un amico al quale hanno recentemente diagnosticato la sclerosi multipla. Abbiamo iniziato a mandarci messaggi poi ad uscire insieme e ora le mie preoccupazioni sono così

Leggi Tutto »
santi 1
Ospiti

Tornare a sciare

“Ah, ma lei scia?”. “Sì guardi, mi alzo dalla carrozzina, è solo per riposarmi questa, ma appena arriviamo su in Val Veny, inforco i miei sci assistiti, e vado giù

Leggi Tutto »
Giovanioltrelasm-vlog-ambra-giovannetti-copertina

Resilienti, flessibili e connessi

Tutti hanno sentito parlare di resilienza, ma pochi forse sanno che si può migliorare, allenando le capacità psicologiche come la mindfulness, l’accettazione, la flessibilità.

Leggi Tutto »
Giovanioltrelasm-vlog-mafe-de-baggis-copertina-2

Libera il futuro

Tutti da bambini abbiamo sognato il nostro futuro e abbiamo immaginato cosa saremmo diventati. Ma quando si verifica un evento come una diagnosi, entriamo in modalità difensiva e può accadere che non vogliamo vedere quello che ci aspetta.

Leggi Tutto »
haidee-longo

Il diritto al futuro

Passando per il concetto di disabilità e diritti connessi, recuperando il processo storico di cambiamento dei diritti e della nozione di invalidità, Haidèe condivide la sua storia personale.

Leggi Tutto »

Un coro a più voci

“Non c’è musica con un solo suono; ci vogliono vari suoni per dare l’armonia alla musica” Cito un detto proveniente dalla tradizione africana Dogon perchè mi

Leggi Tutto »

Yes WII can!!!!

Non ho sbagliato a scrivere…intendo proprio la Nintendo Wii!Qualcuno si chiederà cosa c’entra la Wii e la risposta è che oggi voglio parlarvi dell’uso che

Leggi Tutto »

Tutti insieme appassionatamente: da Amici di.. ad Amici oltre…

Gli amici sono fondamentali per la vita di una persona e lo sono ancor più quando si affrontano malattie come la Sclerosi Multipla perché la vicinanza di persone amiche che credono in te e ti danno affetto, ti permette spesso di non chiuderti e di trovare il coraggio di affrontare il mondo che sta fuori la tua finestra.

Leggi Tutto »
DSC01475

E adesso….. cosa rimane

Grazie a tutti!!!!!!!!!!!!!!! Il sipario si chiude e si prepara alla nuova stagione. Rimarranno frammenti,ricordi, applausi,risate e  storie di vita condivisa. Personalmente il più grande

Leggi Tutto »