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Un anno difficile, reazioni diverse, una metafora azzeccatissima del periodo che stiamo vivendo: “siamo nella stessa tempesta ma non nella stessa barca”. Una riflessione che lancia anche un messaggio: “speriamo

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“Ho la sclerosi multipla”. Questa frase suona un po’ come un finale. Ma a 21 anni appena fatti non può esserlo. Finale di cosa? Io ho

Di seguito la mia testimonianza che è stata inviata ai sostenitori AISM nell’ambito dell’appello alle donne in occasione di Gardenia 2013…la mia storia…la mia vita!

A 35 anni, con una diagnosi di sclerosi multipla recidivante remittente, inizio a sentire la pressione di un orologio biologico che contrasta con le paure di una malattia troppo imprevedibile e degenerativa.

Eccomi qui,dopo un anno sono nel letto che penso a domani, si, perché domani dovrò fare la risonanza di controllo. È un po’ come la

E andiamo online con la quarta cartolina! In tanti confondono la SM con altre patologie, anche mortali… Con quella di questa settimana vogliamo far capire che

Nel 2010 durante la mia seconda gravidanza iniziai ad avere problemi alla gamba destra, iniziai a zoppicare ma tutti mi dicevano che poteva essere sciatica poiché

C’è il rischio che migliaia di persone restino escluse dalla #riabilitazione in alta specialità e intensiva. Non possiamo permetterlo! In molti casi come nella sclerosi

Pochi giorni dopo il suo 40 esimo compleanno, un sabato mattina Danilo viene ricoverato. Pensa che siano le conseguenze dei festeggiamenti. Invece è l’ingresso nella

Marlin: Aspetta un momento! Aspetta un momento! Cosa stai facendo? me l’hai già detto da che parte è andata la barca! Dory: Già detto? Oh

Come spesso accade la sclerosi multipla arriva in un momento molto felice e spensierato della vita per stravolgerla. L’esordio per Rosaria è avvenuto con uno

Oggi vi presentiamo una storia che guarda con ottimismo alla vita, oltre la sclerosi multipla. “Vivere senza sapere quello che succede domani può essere una

Se vi piace fare fotografie, con la reflex, con la compatta o con lo smartphone, c’è un appuntamento da non perdere tra pochi giorni: la
3 risposte
Brava, posso portare la mia esperienza di appassionato di montagna e alpinista (mediocre). Ho quasi 30 anni di diagnosi (1989), nei primi due anni camminavo normalmente, successivamente sono comparsi i primi sintomi evidenti. Nonostante ciò ho fatto ascensioni di tutto rispetto sia a piedi che con gli sci da scialpinismo almeno fino a fine anni 90 (pur, lo riconosco, rischiando qualcosina ogni tanto); successivamente e molto gradualmente le forze diminuivano e i problemi di coordinazione in discesa aumentavano. Ma non ho mai smesso di andare in montagna. Ora, a quasi 30 anni dalla diagnosi riesco a fare i miei 3-400 metri di dislivello, anche di più se il terreno è agevole. Lo scialpinismo l’ho abbandonato da tempo perché troppo complicato da gestire. La montagna è stata la mia medicina, almeno altrettanto efficace che copolimeri o interferoni vari; almeno… io ne sono convinto. Continua così, senza forzare ma senza scoraggiarti se dovessi vedere che le energie non sono più quelle di un tempo: semplicemente… VAI.
Ciao Andrea… Hai detto bene, la montagna è anche per me la mia medicina. Tutto è più “leggero” in alta quota e nonostante le difficoltà, non gliela do vinta… guardo il sentiero che mi rimane da percorrere e vado avanti!
purtroppo non e cosi , malato da 16 anni camminavo scalavo anche io purtroppo la sm primariamente progressiva non mi ha dato scampo,