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4 anni fa il paese di A. nelle Marche è stato colpito dal terremoto. Anche allora da subito si è detto: andrà tutto bene. “Insieme ce la faremo!” Andrà tutto

È passato un anno da questo referto.Ne sono passati almeno duecento, se ogni secondo potesse raccontare la paura di risvegliarsi in un corpo diverso da quello del giorno precedente.Non è

A. racconta la sua sclerosi multipla attraverso diversi passaggi. Dalla diagnosi alla consapevolezza, fino alla ritrovata normalità. Poi arriva la pandemia La diagnosi come un fulmine a ciel sereno, la

A volte ottenere una diagnosi è un percorso faticoso e irto di ostacoli, dove si mescolano questioni sanitarie e tante, tante emozioni diverse. La storia

Nella foto: un’immagine dal reportage fotografico Under Pressure – Living with MS in Europe. Copyright: © 2012, Carlos Spottorno. Mi dico sempre: “Maria vivi, devi farlo

Quando arriva la diagnosi di sclerosi multipla non ci si può credere. Inizi a vedere o tutto bianco, o tutto nero. Ma di una cosa

Nella foto: Almudena e suo marito si tengono la mano in macchina. Dal reportage Under Pressure – Living with MS in Europe, Copyright: © 2011, Lurdes

La sclerosi multipla a volte si presenta con disturbi molto pesanti, e quando arriva la diagnosi in realtà è una ricaduta. Ho 41 anni, vivo

La storia che vi proponiamo oggi è quella di Pasqualina, un racconto pieno di speranza, fiducia negli altri e di fede. È una vera combattente.

Paola ha la sclerosi multipla e sa che forse non sarà mai capita fino in fondo. Ma ha deciso di mettersi in gioco ogni giorno

Oggi vi presentiamo la storia di Marta, che prende la sclerosi multipla come una sfida da affrontare e sicuramente da vincere. Perché quando arriva la

istantanee dalla sclerosi multipla: storie ed esperienze in una frase

Photo by Ingrid Hofstra on Unsplash Nella storia che ha voluto condividere con noi, Arianna ci racconta i disturbi alimentari che l’hanno accompagnata per

Photo by averie woodard on Unsplash La storia di una diagnosi di sclerosi multipla. La storia di una ragazza e di come questa malattia l’abbia

Adele sentiva la necessita di raccontarsi, di condividere le proprie emozioni con chi poteva capire ciò che stava passando. Decide così di partecipare ad una
3 risposte
Brava, posso portare la mia esperienza di appassionato di montagna e alpinista (mediocre). Ho quasi 30 anni di diagnosi (1989), nei primi due anni camminavo normalmente, successivamente sono comparsi i primi sintomi evidenti. Nonostante ciò ho fatto ascensioni di tutto rispetto sia a piedi che con gli sci da scialpinismo almeno fino a fine anni 90 (pur, lo riconosco, rischiando qualcosina ogni tanto); successivamente e molto gradualmente le forze diminuivano e i problemi di coordinazione in discesa aumentavano. Ma non ho mai smesso di andare in montagna. Ora, a quasi 30 anni dalla diagnosi riesco a fare i miei 3-400 metri di dislivello, anche di più se il terreno è agevole. Lo scialpinismo l’ho abbandonato da tempo perché troppo complicato da gestire. La montagna è stata la mia medicina, almeno altrettanto efficace che copolimeri o interferoni vari; almeno… io ne sono convinto. Continua così, senza forzare ma senza scoraggiarti se dovessi vedere che le energie non sono più quelle di un tempo: semplicemente… VAI.
Ciao Andrea… Hai detto bene, la montagna è anche per me la mia medicina. Tutto è più “leggero” in alta quota e nonostante le difficoltà, non gliela do vinta… guardo il sentiero che mi rimane da percorrere e vado avanti!
purtroppo non e cosi , malato da 16 anni camminavo scalavo anche io purtroppo la sm primariamente progressiva non mi ha dato scampo,